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Legislatura 18ยช - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 453 del 14/07/2022

MALPEZZI (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALPEZZI (PD). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, oggi doveva essere soltanto una bella giornata, per le famiglie, i lavoratori e le imprese a cui questo provvedimento dà delle risposte importanti. Una bella giornata doveva esserlo anche per la politica, che queste risposte le ha trovate. Avremmo dovuto tutti essere fieri di cosa si vota oggi con questo passaggio al Senato, ossia un decreto-legge che non ha un nome a caso: aiuti. Tale provvedimento prevede 20 miliardi per le famiglie, i lavoratori e le imprese, per sostenere il potere d'acquisto, contenere i costi dell'energia, rinnovare e rafforzare gli interventi per i redditi più bassi (a partire dal bonus di 200 euro), evitare che si blocchino i cantieri legati al PNRR. Avremmo dovuto essere felici perché si portavano a casa misure importanti per i cittadini e il Paese.

Oltretutto, si tratta di un decreto-legge che viene convertito due giorni dopo l'apertura del Governo ad una grande opportunità, quella della costruzione di un'agenda sociale, con la riduzione delle tasse sul lavoro, la lotta all'inflazione, la difesa del potere d'acquisto dei salari: misure contro la precarietà in un momento - lo abbiamo ricordato qui tutti oggi - molto complesso per il Paese. Doveva essere una bella giornata perché la politica fa il suo mestiere: trova risposte ai bisogni dei cittadini. I problemi, infatti, oltre che rappresentati, vanno governati. (Applausi). Si mostra agli italiani che non sono soli, che i loro rappresentanti in Parlamento lavorano in questo tempo difficile per sostenere l'economia e vogliono continuare per prevenire le difficoltà di un autunno che non si preannuncia per nulla facile.

Quando la politica riesce a essere compatta porta nel Paese anche una grande speranza, che è un termine che utilizziamo troppo poco. Mentre nelle Aule parlamentari si riescono a trovare soluzioni, chi ci guarda da fuori si sente meno solo. La politica che interviene sulla solitudine è una politica che fa il bene. Allora come sarebbe stato bello poter raccontare questa giornata come quella di un percorso che continua guardando al Paese, raccontando un filone complessivo di interventi del Governo Draghi per 33 miliardi e cominciando a progettare le linee di quel prossimo provvedimento che il Governo ha definito corposo e che dovrebbe arrivare alle Camere alla fine del mese e che darà il via a questo grande patto sociale con i sindacati, con le imprese, contro la precarietà, per il salario minimo, contro gli effetti dell'inflazione, per il taglio del cuneo fiscale. (Applausi). Ma faremmo un torto a noi, che sosteniamo questo Governo, se non ci ricordassimo che gli interventi per i cittadini e a favore delle famiglie li facciamo da quando questo Governo è nato. Perderemmo anche noi la prospettiva di quello che abbiamo fatto in questi mesi, mettendo sempre al centro i bisogni del Paese.

La politica è anche l'arte del prevedere; deve essere capacità di visione, deve guardare oltre e questo lo abbiamo detto nella maggioranza. Come Partito Democratico siamo stati in prima linea anche quando abbiamo votato il Documento di economia e finanza, perché abbiamo ricordato che avremmo monitorato quelle previsioni per essere in grado di fare interventi mirati a sostegno di un Paese che ha bisogno di aiuto. È accaduto questo, anche grazie all'autorevolezza rappresentata dal presidente Draghi, non ce lo possiamo dimenticare. Questo Governo è nato per questo motivo e, in una situazione di emergenza, come un Esecutivo di unità nazionale composto da forze politiche diverse tra loro, che si sono assunte, di fronte al Presidente della Repubblica e all'Italia, proprio la responsabilità di fare cose per il Paese, non per la singola forza politica.

Noi avremmo voluto parlare di tutto questo e avremmo parlato in questo modo ai cittadini che aspettano tutti questi interventi. Purtroppo, invece, da qualche giorno ci troviamo a parlare di altro, usando questioni tutte interne alla politica, lontane dai cittadini, con termini lontani dai cittadini e soprattutto dai loro bisogni. Noi come Partito Democratico non possiamo che prendere atto della scelta del MoVimento 5 Stelle, che ha annunciato la non partecipazione al voto di fiducia; è una scelta che noi riteniamo sbagliata e che non ci lascia indifferenti nel merito e nel metodo.

Nel merito, in questi giorni proprio il PD ha difeso la necessità delle diverse forze politiche di questa maggioranza di sollevare istanze. Sappiamo che siamo forze diverse e questo atteggiamento lo abbiamo visto assumere diverse volte da parte anche di altri partiti. Non abbiamo considerato le questioni che avete posto come degli ultimatum; le abbiamo considerate pungolo, stimolo. Tuttavia abbiamo anche visto un Governo pronto a mettere al centro della propria azione l'agenda sociale (che, come dicevo prima, non è nata ieri perché, quest'agenda, questa propensione al sociale già lo caratterizza) come una nuova risposta, anche più forte, al nuovo quadro economico che stiamo affrontando. Non si tratta, quindi, di un Governo sordo.

Per lavorare a quest'agenda serve però la compattezza di tutta la maggioranza, che deve essere consapevole che i risultati importanti ottenuti dal Governo sono di tutti, sono frutto di un lavoro di sintesi (Applausi), che magari non genererà felicità nelle singole forze politiche, ma rappresenta il noi da cui è composta questa maggioranza, che ha scelto, come ho ripetuto prima, di sostenere il governo Draghi; i risultati si possono trovare solo insieme.

Non siamo rimasti indifferenti neanche con riferimento al metodo, perché oggi si vota la fiducia al Governo ed è un dovere per i Gruppi di maggioranza votare la fiducia all'Esecutivo di cui si fa parte. (Applausi). Il nostro, allora, non può essere che un appello alla responsabilità, una responsabilità vera. A tutte le forze politiche della maggioranza dico che considero indispensabile un chiarimento tra di noi, tra noi tutti, in Parlamento sulla volontà dell'attuale maggioranza di continuare insieme questa esperienza di Governo che ritengo, sia chiaro, necessaria per il Paese. Ogni forza politica dovrà dire che cosa vuol fare rispetto alla prosecuzione di questa esperienza, in questa condizione che - lo ripeto, come abbiamo ricordato tutti - per i cittadini è complessa e difficile. Bisogna quindi essere conseguenti se si dice che questa situazione è complessa e difficile. È anche giusto che il presidente Draghi qui in Aula definisca il percorso di qui ai prossimi mesi.

Il premier Draghi è autorevole, con una grande credibilità sul piano internazionale, ed è una garanzia per il nostro Paese. (Applausi) È un premier che ha la fiducia dei cittadini e che ha accettato di guidare un Governo di unità nazionale in una situazione di emergenza, che questo quadro internazionale oggi rende più urgente.

Pertanto, quello del Partito Democratico è stato e resta un appello alla responsabilità di tutti nei confronti del Paese. È al Paese che dobbiamo rispondere. Le priorità, per il Partito Democratico, sono i problemi degli italiani, non le convenienze dei partiti, lo sottolineo. (Applausi). Per risolverli, serve difendere la stabilità e l'equilibrio del quadro politico. Se tutti metteremo al centro proprio gli interessi del Paese, allora sì che svolgeremo davvero il nostro compito di rappresentanti degli italiani. (Applausi).

Presidenza del presidente ALBERTI CASELLATI(ore 13,50)