ERRANI (Misto-LeU-Eco). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Senatrice, non siamo proprio all'ultimo giorno di scuola.
ERRANI (Misto-LeU-Eco). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, colleghe e colleghi, il nostro gruppo LeU-Ecosolidali voterà a favore della fiducia. Il provvedimento contiene diverse misure utili e necessarie a fronte della crisi. Certo, non risolutive, ma comunque assolutamente necessarie. Anche noi non condividiamo tutte le scelte contenute in questo decreto-legge; ci sono questioni, come il superbonus, su cui, come molti colleghi da più parti hanno detto, bisogna trovare una risposta. C'è il tema dei 200 euro che non tutti i lavoratori percepiscono ed è un problema da affrontare assolutamente. C'è poi la norma relativa al termovalorizzatore di Roma, che qualcuno nel nostro Gruppo non condivide. Voglio dire ai colleghi e ai membri del Governo che, volendo fare questa scelta, si potevano scegliere diverse strade per evitare di trovarci di fronte a delle complicazioni come quelle dinanzi alle quali purtroppo ci troviamo ora. Ci sono scelte utili per le questioni energetiche, per le imprese, per gli enti locali, per la sanità e le Regioni.
Voglio soffermarmi tuttavia su alcune considerazioni politiche, che mi sembrano indispensabili. La prima che voglio fare è la seguente: la sovranità appartiene al popolo e le elezioni sono un elemento di democrazia, come è evidente. C'è poi la situazione reale del Paese. Capisco però le diverse forze politiche perché, al di là dei pronunciamenti (mettere davanti all'interesse di partito gli interessi del Paese), poi qualche confusione nei fatti si fa. Ciò che a me non ha convinto è la rappresentazione del dibattito e della discussione politica di questi giorni. Non mi ha convinto perché trovo che ci sia una distanza grande, troppo grande, a proposito della crisi delle democrazie tra la vita reale del Paese e le discussioni che stiamo facendo in quest'Aula. È un problema che interroga tutti, non solo qualcuno. Da questo punto di vista voglio essere chiaro perché non ci siano ambiguità; è il momento della chiarezza per ciascuno di noi. Io capisco, lo dico con sincerità, il disagio del MoVimento 5 Stelle. Un disagio che peraltro anche altre forze politiche, in altri termini, vivono. Capisco, per averlo visto anch'io, che gli attacchi strumentali al Movimento 5 Stelle avevano magari l'obiettivo di mettere da parte il MoVimento. Consentitemi di dirvelo con sincerità e franchezza. È un errore politico non partecipare al voto.
È una scelta sbagliata che mette a rischio oggi e - lo sottolineo - domani una prospettiva alla quale abbiamo lavorato insieme in questi anni, duramente e in modo non sempre semplice.
Se vogliamo essere intellettualmente onesti, dobbiamo anche dirci un'altra cosa. Se ci troviamo in questa situazione, la responsabilità non sta solo da una parte. Si poteva e doveva costruire un percorso diverso al fine di non trovarci qui.
Vorrei che riflettessimo su questo, anche per quello che dobbiamo fare da oggi pomeriggio in avanti. Ci sono la guerra, la crisi energetica, la pandemia (che è tutt'altro che sconfitta) e il PNRR da far atterrare (abbiamo, sì, raggiunto gli obiettivi dell'anno scorso e i primi obiettivi di questo semestre, ma l'atterraggio è un'impresa ancora molto complicata). Dobbiamo verificare con chiarezza e trasparenza se ci sono da parte di tutti le condizioni per affrontare le questioni che abbiamo di fronte.
Qual è la prima questione che abbiamo di fronte? Dobbiamo affrontare la foto che ci ha proposto l'Istat; siamo di fronte alla più grande questione sociale che, forse, in autunno ci troveremo a dover risolvere in modo pesantissimo e dobbiamo decidere come affrontarla. È chiaro che siamo in una maggioranza con posizioni molto diverse, ma il fatto che negli ultimi trent'anni il potere d'acquisto dei salari in Italia si sia ridotto, mentre negli altri Paesi europei è aumentato è un problema o no? Il fatto che ormai abbiamo un'intera generazione nella precarietà è un problema o no? Il fatto che, secondo l'Istat, il 50 per cento dei nuovi assunti del 2021 sia già in una condizione di povertà è un problema o no? È questo che dobbiamo verificare, ossia se siamo in grado, con un colpo di reni, di dare una risposta e superare la distanza che c'è tra la vita reale e la narrazione dominante che a me non convince. Lo dobbiamo verificare qui in Parlamento, come hanno già detto altri colleghi.
Su questo Draghi - è una cosa importante - ha assunto l'impegno, che per me è un elemento centrale, per un nuovo patto sociale che affronti, in primo luogo, questa crisi sociale e questi problemi che riguardano una parte significativa della nostra popolazione. Verifichiamolo e ciascuno qui si assumerà le proprie responsabilità.
L'unica cosa che non possiamo fare è andare avanti facendo finta di nulla, ma in relazione non al voto del MoVimento 5 Stelle, bensì alla crisi sociale che abbiamo di fronte, alla sfida enorme della transizione ecologica e di quanto stanno facendo gli altri Paesi. Ma davvero dobbiamo continuare a camminare con la testa rivolta all'indietro?
Fra dieci, sette o cinque anni, se non intraprendiamo per davvero la transizione ecologica come nuovo modello, il differenziale di produttività o di costo dell'energia quanto sarà più grande rispetto a quello precedente alla crisi pandemica tra noi, la Germania e la Francia? È di questo che dobbiamo parlare. Ci sono dei nodi gordiani da tagliare e vanno affrontati con uno spirito di responsabilità, di solidarietà nazionale, a fronte del fatto che rispondiamo prima di tutto ai cittadini che non ce la fanno, poiché l'inflazione supera di gran lunga quella dichiarata ed hanno bisogno di un Parlamento che sia in grado, come diceva don Milani, di farsi carico di questo problema.
Noi votiamo la fiducia e ci siamo nel fare seriamente questa discussione, sapendo che le nostre posizioni non potranno essere quelle di tutti, ma volendo ottenere i risultati fondamentali per cambiare lo stato di cose di questo Paese. (Applausi).