CIRIANI (FdI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIRIANI (FdI). Signor Presidente, colleghi, la prima cosa che vorrei dire in premessa è che pensiamo - noi come forza di opposizione, ma credo tutti qui in Senato - che in un momento così grave e difficile per la politica italiana, in cui non sappiamo se avremo un Governo oggi pomeriggio, vi sia un solo posto dove il Presidente del Consiglio dovrebbe stare adesso e quel posto è qui nel Senato della Repubblica, perché noi ci vogliamo confrontare con il Presidente, non con i banchi vuoti di un Governo fantasma. (Applausi).
La seconda cosa che vorrei dire in premessa è che abbiamo letto le agenzie, perché noi non facciamo parte della maggioranza, e sappiamo dei tentativi messi in campo questa mattina per cercare di tenere insieme la maggioranza non sulla fiducia, senza votare la fiducia, ma votando gli emendamenti in modo tale da poter proseguire nell'azione di Governo, secondo un ragionamento talmente bizantino che nessuno è riuscito a capirlo. Lo voglio ricordare perché quando qualcuno di voi, qualcuno dei giornali o delle televisioni, o qualche intellettuale da strapazzo ci verrà a dire che questo è il Governo della serietà, noi gli ricorderemo le scene da basso impero di questa mattina. (Applausi).
Noi abbiamo di fronte sfide terribili ed epocali, cui in parte hanno già fatto cenno i colleghi del Gruppo che sono intervenuti. Ricorderò soltanto un dato che è stato rilasciato con l'ultimo bollettino dell'Autorità per l'energia: nell'ultimo anno il prezzo medio della bolletta del gas per le famiglie italiane è salito del 70,7 per cento; la bolletta dell'elettricità da adesso a luglio 2023 salirà del 91,4 per cento. Anch'io sono costretto a fare il quadro geopolitico - oserei dire - della situazione in cui siamo tutti noi coinvolti: c'è la guerra a 700 chilometri dal confine italiano, c'è una difficoltà enorme a garantire l'approvvigionamento del gas, c'è un problema enorme a far uscire il grano sul Mar Nero, c'è il rischio della carestia nei Paesi africani, c'è il rischio concretissimo che la carestia generi nuove ondate migratorie che si aggiungono a quelle già esistenti, c'è il problema dell'inflazione mai così alta dal 1986, c'è una pandemia che non sappiamo ancora se sia alle nostre spalle, c'è una crisi di siccità che mette in ginocchio l'agricoltura. Queste sono tutte le emergenze di cui gli italiani si preoccupano e che gli italiani credono dovrebbero essere al centro dell'azione del Governo.
Ci vorrebbe, però, un Governo forte, coeso e serio, invece noi da settimane - ho perso il conto di quante - viviamo in una bolla fatta di ricatti, di teatrini, di ultimatum e penultimatum, tutte cose che appartengono alla peggiore prima Repubblica. Abbiamo un ex Presidente del Consiglio, Conte, che deve ancora elaborare il duplice lutto derivante dalla scissione di Di Maio e dal suo sfratto da Palazzo Chigi e che un giorno sì e l'altro pure bombarda il Governo. Il Presidente del Consiglio italiano è in missione a Kiev, in zona di guerra, e mentre è a Kiev non sa se il suo Paese ha una politica estera, perché negli stessi giorni in Italia la sua maggioranza di politiche estere ne mette in campo tre o addirittura quattro.
E poi, pochi giorni dopo, a Madrid, abbiamo una riunione storica della NATO per decidere l'ingresso di Svezia e di Finlandia, ma il nostro Presidente del Consiglio, sempre Draghi, deve ritornare precipitosamente in Italia: è una bellissima figura che il nostro Paese fa sullo scenario internazionale! Voi ci dite che il Governo è quello che garantisce l'immagine dell'Italia all'estero. Ebbene, Draghi prende l'aereo, torna in Italia, perché succede che Conte, Grillo e pezzi dei 5 Stelle si rinfacciano reciprocamente il fatto di essere totalmente inadeguati. E se lo dicono loro noi naturalmente ci crediamo. (Applausi).
Se non bastasse, alla Camera il Partito Democratico pianta le proprie bandierine ideologiche, sapendo di non avere alcuna possibilità di far approvare lo ius scholae o la legge sulla liberalizzazione della droga, con il solo e unico scopo di irritare e di provocare gli alleati del centrodestra.
Di fronte a questo, a quello che è avvenuto e sta avvenendo, noi abbiamo atteso per settimane, Presidente, colleghi, che qualcuno dalle parti del Governo si alzasse e dicesse o gridasse: «Guardate ragazzi miei, la ricreazione è finita!». Ma nessuno si è alzato a dire questo, Presidente. Sembra che il Governo sia un Titanic, che va verso lo scoglio mentre l'orchestrina suona sempre più forte ed è sempre più affollato.
Il Governo sedicente "dei migliori" si è presentato al giudizio dell'opinione pubblica e del Parlamento dicendo che sarebbe stato il Governo che avrebbe garantito le riforme, le cose importanti, la lotta contro le emergenze, la stabilità; ma il risultato che voi oggi portate qui è esattamente il fallimento su tutti questi fronti. Voi oggi ci consegnate il bilancio fallimentare della vostra azione di Governo.
Domando a coloro che hanno chiesto, anche in queste ore, se il Governo debba continuare la sua azione anche dopo: voi affidereste il governo dell'Italia in autunno a una maggioranza che cade perché non è in grado di approvare la realizzazione di un termovalorizzatore in provincia di Roma? (Applausi). Se non siete in grado di approvare questo, quali riforme potete approvare in autunno? Quale guerra alle emergenze potete fare, se non siete in grado di fare neanche l'abc della politica?
Questo succede perché non esistono governi tecnici, non esistono governi istituzionali; esistono soltanto governi politici. Questo è un Governo politico con tutti dentro. Ma un Governo politico con tutti dentro non può che fare la fine che sta facendo: va a sbattere. È come guidare una macchina all'interno della quale ci sono passeggeri ognuno dei quali vuole una destinazione diversa. La fine è questa: o si rimane fermi o si va contro il muro. Purtroppo quello a cui assistiamo è esattamente lo scontrarsi del Governo contro un muro e nel far ciò porta insieme a sé anche il destino dell'Italia.
Signor Presidente, io non so - ascolteremo adesso le dichiarazioni di voto finale - cosa diranno i colleghi del MoVimento 5 Stelle. So che in queste settimane hanno detto che vogliono stare nel Governo, ma anche starne fuori; che votano la fiducia, ma non la votano; che sono contro questo Esecutivo, ma i Ministri stanno ben stretti all'interno dell'Esecutivo. Vorrei dire che la situazione è grave ma non è seria.
Anche rispetto a questo, noi di Fratelli d'Italia rivendichiamo la bontà, la giustezza, il coraggio, la lungimiranza, la serietà di essere rimasti unica forza di opposizione e ribadiamo ancora una volta che noi non siamo e non saremo disponibili a fare la stampella di nessun Governo, perché noi vogliamo soltanto far parte di un Governo eletto dai cittadini di centrodestra. (Applausi).
Signor Presidente e colleghi, dispiace che non ci sia il presidente Draghi, perché vorrei dirgli che noi da lui ci aspettiamo - perché crediamo che sia una persona seria, al di là delle differenze politiche - coerenza rispetto a quanto ha annunciato soltanto quarantotto ore fa in una conferenza stampa, quando ha detto che non c'è e non ci sarà un altro Governo Draghi, successivo a questo, senza l'attuale maggioranza.
Aggiungo che solo chi teme o chi disprezza la democrazia ha paura del giorno delle elezioni. Questa maggioranza, colleghi, è finita ed è finito anche questo Governo. Diamo la parola agli italiani con il voto, lasciamo finalmente che siano loro a decidere da chi essere governati. (Applausi).