Viaggio nell'Italia del vino

Discorso pronunciato dal Presidente del Senato al Convegno in Sala Zuccari

Buongiorno a tutti.

            È davvero un piacere portare il mio saluto in apertura di questo importante appuntamento dedicato alla presentazione del libro: "Viaggio nell'Italia del vino".

            Saluto i ministri, i colleghi parlamentari, le autorità e gli ospiti in sala.

            Mi congratulo con i protagonisti di questa pubblicazione che, sotto il sapiente coordinamento di Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini con l’Associazione nazionale città del vino e Nomisma-Wine Monitor, dà voce ad alcune delle più prestigiose realtà legate alla cultura vitivinicola italiana e alla sua millenaria tradizione.

            L'opera corale che avete realizzato è un emozionante viaggio in un'Italia bella, operosa, appassionata e appassionante.

Un viaggio che nel nostro Paese attraversa oltre 650 mila ettari di terreno coltivati a vigneto e coinvolge quasi trecentomila aziende agricole. Sono numeri importanti.

            Numeri che da soli testimoniano quanto il vino sia, tra i prodotti della terra, quello che meglio racconta nel mondo le straordinarie ricchezze naturali e le incredibili energie umane del nostro Paese.

            Perché il vino è prima di tutto ambiente e territorio.

            È il paesaggio disegnato dai vigneti che attraversano le nostre regioni: dalle Alpi alla Sicilia.

            Un mosaico di colori, profumi e armonie che detiene il primato di siti nazionali riconosciuti dall'UNESCO come patrimonio dell'Umanità.

Parlo delle quattro meraviglie italiane legate alla tradizione agricola e alla cultura del vino, che vanno:

  • dal paesaggio culturale della Val D'Orcia ai paesaggi vitivinicoli del Piemonte Langhe - Roero e Monferrato;
  • dalla vite dello Zibibbo di Pantelleria fino alle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che hanno ottenuto questo importante riconoscimento nel 2019.

            Territori così diversi gli uni dagli altri e, allo stesso tempo, capaci di far nascere uve e prodotti eccezionali e inimitabili.

            Ma il vino è anche il frutto del lavoro dell'uomo.

            Un lavoro antico, tramandato di generazione in generazione insieme alle tradizioni, ai sapori e alle peculiarità locali di ogni distretto di produzione.

            Un lavoro che racconta la passione di un mestiere che si è fatto arte, tanto nell'impresa artigianale quanto nella grande produzione industriale.

            Un lavoro in cui fantasia, creatività e spirito d'intraprendenza coniugano procedimenti secolari con la capacità di innovare e sperimentare tecniche di invecchiamento, conservazione e imbottigliamento sempre più evolute, tese a esaltare la qualità dei prodotti.

            Un lavoro in cui l'amore per la terra e il rispetto per le sue risorse è tutto: come sa bene chiunque si sia preso cura di un vigneto.

            Per questo la produzione vitivinicola italiana e tutta la filiera correlata possono essere considerate un chiaro esempio di sostenibilità.

            Un modello di sviluppo economico e, allo stesso tempo, un modello di sviluppo sociale: come ci raccontano le tante esperienze nazionali di successo anche di imprenditoria femminile del vino o di aziende agricole e vitivinicole nate nelle comunità di recupero o persino in contesti carcerari.

            Questo volume ci ricorda inoltre che un viaggio nell'Italia del vino è anche un viaggio nell'Italia dell'arte, della letteratura, della musica, del teatro, della moda. E’ turismo a 360 gradi.

            È soprattutto un viaggio in quella cultura dell'enogastronomia che il nostro Paese esporta da sempre in tutto il mondo e che ogni anno richiama in Italia milioni di visitatori, curiosi e appassionati.

            Una cultura radicata nell'innata vocazione italiana all'accoglienza, alla condivisione, al gusto e alla bellezza che rende il turismo - in ogni sua declinazione - un autentico protagonista della vita del nostro Paese, delle nostre comunità, dei nostri territori e insieme una preziosa risorsa economica.

            Delle straordinarie potenzialità del settore siamo oggi più che mai orgogliosi. Ma insieme dobbiamo essere consapevoli dei fattori di crisi che, anche in questo comparto, le tante emergenze affrontate negli ultimi due anni hanno disseminato.

Penso alla forte contrazione dei flussi turistici connessa all'emergenza sanitaria e poi accentuata dalle conseguenze geopolitiche, economiche e sociali del conflitto tra Russia e Ucraina. Penso anche alla condizione di straordinaria siccità che, proprio in queste settimane, sta compromettendo seriamente la produzione agricola e vitivinicola in alcune aree del territorio. 

Di fronte a questo scenario di fragilità e incertezza, ritrovare fiducia nelle prospettive dell’Italia del vino è una condizione propedeutica a qualsiasi percorso di riscatto e di rinascita.

            Ecco quindi che ritrovarci oggi è una occasione per celebrare con orgoglio l'Italia del vino e della tradizione vitivinicola. E insieme

per riflettere su quali sono, in questa fase così difficile e delicata, le migliori strategie e misure anche legislative di stimolo e ripartenza.

            È un impegno che richiede cooperazione e sinergie a ogni livello, pubblico e privato, nella consapevolezza che l'Italia del vino è uno straordinario patrimonio di energie, valori, competenze e visioni che può guidarci con successo verso nuovi orizzonti di speranze, benessere, sviluppo e opportunità.