Stati generali della ricerca medico scientifica
Discorso pronunciato nella Sala Koch di Palazzo Madama
Signor Presidente della Repubblica,
Onorevoli Ministri, Autorità, Signore e Signori,
E’ un onore, oltre che un piacere, portare il saluto mio personale e quello del Senato della Repubblica in occasione di questo prestigioso appuntamento. Mi guardo attorno e sono davvero felice di vedere in questa sala tanti importanti rappresentanti del mondo delle Istituzioni, delle Università, del Sistema sanitario nazionale e dell’imprenditoria, riuniti per dialogare e confrontarsi su un tema di fondamentale rilevanza strategica, tanto sul piano sanitario quanto su quello economico e sociale, quale è quello della ricerca medico scientifica.
Questi Stati generali sono una opportunità per guardare al futuro con responsabilità e lungimiranza, cooperando a ogni livello, pubblico e privato, condividendo idee, progetti, risorse, capacità. Penso al ruolo rivoluzionario che può avere l’applicazione delle nuove tecnologie al mondo della ricerca medico scientifica, a partire da quelle legate all’intelligenza artificiale. Penso a come il dialogo e la cooperazione tra comunità scientifica e imprenditoriale abbia già dimostrato in più occasioni quanto sia essenziale e decisivo investire sul trasferimento tecnologico, ovvero sulla velocità tra la capacità di fare innovazione e il suo trasferimento in ambito applicativo.
Una prospettiva in relazione alla quale cruciale diventa anche l’offerta formativa che le nostre università possono fornire alle più giovani generazioni.
Oggi più che mai, la complessità delle sfide del presente ci ha dimostrato quanto la capacità di fare ricerca, sia quindi un metro essenziale per misurare la competitività di una Nazione. Quello di oggi è l’inizio di un percorso di condivisione e cooperazione che si tradurrà, grazie all’impegno del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero della Salute, in un Libro Bianco dedicato alla ricerca scientifica.
Gli Stati generali della ricerca medico scientifica sono anche un’occasione per riflettere seriamente su quella ricchezza umana inestimabile rappresentata dai nostri ricercatori: donne e uomini geniali e talentuosi che, spesso in situazioni di grande difficoltà, con poche risorse e precarie prospettive di carriera, hanno dimostrato di essere capaci di ottenere grandi risultati e importanti riconoscimenti internazionali. Un capitale umano incredibile che non sempre l’Italia ha saputo trattenere e che ha cercato altrove le risorse, gli strumenti e soprattutto le prospettive di vita e le opportunità concrete per esprimere il loro potenziale.
In questa legislatura l’Italia ha dato un chiaro segnale di attenzione per richiamare in patria molti di loro. Occorre continuare su questa strada con ancora maggiore coraggio e determinazione, lavorando insieme, e far sì che dal dialogo e dal confronto seguano poi azioni concrete: progetti, finanziamenti, norme e strumenti destinati alla ricerca scientifica, alla sperimentazione clinica, all’innovazione tecnologica ed un futuro che abbia al centro la difesa della vita, della salute, della sicurezza e della dignità delle persone, della società, della Nazione.
Grazie e buon lavoro a tutti.