80 anni dalla prima seduta dell'Assemblea Costituente
Cerimonia solenne nell'Aula di Montecitorio alla presenza del Presidente della Repubblica
Rivolgo un deferente saluto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che ringrazio per la sua significativa presenza a questa cerimonia.
Saluto altresì il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e il Presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso.
In questa solenne Aula celebriamo oggi un prezioso anniversario di Storia e Identità nazionale. Ottanta anni fa, con il referendum istituzionale prima e l’elezione dell’Assemblea Costituente poi, la sovranità tornò pienamente nelle mani del popolo italiano. Si compì una scelta di rinascita.
L'Italia conobbe il suo primo, vero suffragio universale: una mobilitazione straordinaria in cui anche le donne scrissero da protagoniste una pagina indelebile della nostra storia democratica.
I costituenti eletti, 556, ricevettero dal popolo un mandato chiaro: non solo scrivere le regole, ma fondare una Nazione in cui tutti i cittadini potessero riconoscersi e di cui tutti potessero essere orgogliosi figli e partecipi custodi.
Tra quei banchi dell'Assemblea Costituente si sedettero donne e uomini divisi da solchi ideologici apparentemente incolmabili. Pensiamo ad Alcide De Gasperi, a Pietro Nenni, a Palmiro Togliatti: leader di mondi opposti, protagonisti di visioni diverse dell’Italia e del contesto internazionale allora in aperto, durissimo scontro. Eppure, in quell'Aula, la comune urgenza di restituire dignità e speranza al popolo italiano fu più forte di qualsiasi divisione.
I Costituenti seppero parlarsi, seppero ascoltarsi e il senso di responsabilità trionfò sugli steccati di partito. L’Assemblea seppe interpretare le aspirazioni di libertà, giustizia e partecipazione maturate dopo gli anni della guerra, dando vita a un confronto alto e fecondo tra culture politiche diverse ma unite dalla volontà di costruire un futuro di pace e di progresso per l’Italia. Da quel lavoro nacque la Costituzione della Repubblica Italiana, Patrimonio – rigorosamente con la P maiuscola - condiviso della Nazione e punto di riferimento imprescindibile per la tutela dei diritti, l’equilibrio dei poteri, la promozione della dignità della persona e la coesione sociale.
Quell’Assemblea che oggi ricordiamo, fu un miracolo di lungimiranza politica, capace di dare il via ad un cammino di pacificazione nazionale non ancora giunto a conclusione, e di arrivare a una sintesi straordinaria con un testo che contiene, come ebbe a dire Piero Calamandrei: “tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie”. E proprio la coralità dei lavori della Costituente ci ricorda che la Costituzione è la nostra casa comune.
Una casa comune che i Padri e le Madri Costituenti non hanno voluto fragile e indifesa, ma nemmeno rigida o impenetrabile al cambiamento. Le regole e i principi sanciti nella nostra Carta non sono stati concepiti come freddi monumenti del passato, bensì come una materia viva, destinata a misurarsi e a confrontarsi costantemente con lo scorrere del tempo.
Fu lo stesso Meuccio Ruini, Presidente della Commissione dei 75, a ribadirlo nella storica seduta del 22 dicembre 1947, nel momento di consegnare il testo definitivo della Costituzione al voto dell'Assemblea.
Da questa stessa consapevolezza discende il dovere delle istituzioni di oggi di saper evolvere per rispondere con efficacia alle sfide del presente e del futuro, rinvigorendo quel legame di fiducia tra lo Stato e i cittadini che è cuore e cardine di ogni democrazia matura. Si tratta di un cammino di necessario adeguamento che deve tuttavia compiersi sempre nel solco dell'Unità nazionale, nel rispetto della sovranità popolare, faro supremo e argine democratico del nostro ordinamento e, soprattutto, alla luce dell’esempio, che oggi ricordiamo, dello spirito costituente. Solo coltivando questo spirito di condivisione potremo continuare a custodire e onorare l'immensa eredità dell'Assemblea Costituente: la Costituzione repubblicana - l'indistruttibile scudo delle nostre libertà e l’enunciazione dei nostri valori - è il faro che guida il cammino della nostra Nazione.
Viva l'Assemblea Costituente, viva la Repubblica, viva l'Italia!