Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03208
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Atto n. 3-03208 (in Commissione)
Pubblicato il 11 ottobre 2016, nella seduta n. 696
ROMANI Maurizio , BENCINI , SIMEONI , VACCIANO , MUSSINI , MOLINARI - Al Ministro della salute. -
Premesso che:
l'ospedale "Nuovo Regina Margherita" di Roma, nel 2006, e dunque prima dell'avvio del processo di riconversione, aveva le caratteristiche di un ospedale generale e svolgeva numerose attività con nicchie di eccellenza, quali la gastroenterologia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia generale, pur in presenza di carenza di spazi e di vincoli storico-architettonici che ne limitavano le possibilità di ristrutturazione e di ampliamento ed adeguamento alle successive recenti normative emanate nel corso degli anni dalla Regione Lazio, in materia di requisiti minimi per l'esercizio dell'attività sanitaria. L'ospedale, a dicembre 2006, aveva una dotazione di 130 posti letto, con reparti di degenza sulle 24 ore e posti letto di day hospital e di day surgery. Disponeva inoltre di un pronto soccorso, successivamente trasformato in primo soccorso;
nel mese di giugno 2006, la direzione aziendale ha avviato un processo di cambiamento organizzativo teso ad ottimizzare le risorse e migliorare l'organizzazione, con l'approvazione di un piano strategico aziendale, da realizzare nel triennio 2006-2008, e con la delibera n. 384 dell'11 aprile 2007 è stato avviato un nuovo piano di riconversione del Nuovo Regina Margherita da ospedale a presidio territoriale di prossimità che ha determinato, sia pure con successive modifiche, l'assetto attuale;
il piano di riconversione approvato con la delibera n. 384 del 2007 prevedeva l'azzeramento dei posti letto di ricovero ordinario e la realizzazione di un presidio territoriale di prossimità caratterizzato da: un'area di degenza diurna, con attività di ricovero diurno nel limite dei 20 posti letto in cui conservare e valorizzare le eccellenze assistenziali e specialistiche già presenti nell'ospedale; un'area ambulatoriale, nella quale erogare prestazioni diagnostico-terapeutiche ad alta complessità assistenziale e tecnologica, delle discipline più importanti, utilizzando e valorizzando i professionisti già presenti nell'ospedale; un'attività di riabilitazione, con attivazione di un centro di riabilitazione dotato di spazi idonei ed attrezzature per interventi individuali e di gruppo, sia in ambito motorio che specialistico, una struttura riabilitativa psichiatrica; una residenza sanitaria assistenziale, un hospice, con dotazione di 10 posti letto residenziali e 40 domiciliari, da realizzare mediante il trasferimento all'interno del presidio dell'hospice aziendale "S. Francesca Romana", per l'assistenza al malato terminale; un servizio attivo di continuità assistenziale; un ambulatorio di continuità diurno, una postazione per ambulanze ARES 118 all'interno del presidio; una casa dei risvegli, per l'assistenza ai pazienti in stato di coma prolungato; un servizio di farmaceutica territoriale dedicata ai residenti del I municipio; un ambulatorio per la terapia antalgica ed un servizio di nutrizione artificiale domiciliare; un laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, un servizio di diagnostica di immagini; un centro di formazione aziendale, con la realizzazione di aule didattiche multifunzionali ed un asilo nido aziendale, in collaborazione con il Comune di Roma, per i figli dei dipendenti ed in parte per i residenti del I municipio;
dal primo gennaio 2008 il presidio ha assunto dunque la configurazione di primo presidio territoriale di prossimità di Roma. La nuova connotazione, pur azzerando i ricoveri ordinari, consentiva il mantenimento di 20 posti letto nell'area di degenza diurna come indicato dall'Agenzia di sanità pubblica e ciò ha consentito di soddisfare le esigenze sanitarie della popolazione di riferimento per l'area medica e lo snellimento di liste d'attesa chirurgiche anche di ospedali limitrofi, e l'intero presidio ha costituito, per tutte le sue peculiarità e varietà di offerta di prestazioni un prototipo sperimentale di presidio intermedio tra ospedale e territorio, sviluppatosi anche grazie alle potenzialità preesistenti di ex ospedale, oltre a svolgere e implementare funzioni ambulatoriali e residenziali;
le peculiarità del presidio non risultano essere però mai state valorizzate. La stessa direzione regionale, con il decreto del commissario ad acta n. 80 del 2010 di riordino della rete ospedaliera reinserisce comunque il Nuovo Regina Margherita fra le strutture da riorganizzare, secondo lo schema dell'ospedale distrettuale, riducendo a 4 i posti letto totali per la sola day surgery e prevedendo di allocare i restanti 12 di area medica presso l'ospedale "S. Spirito", ipotesi rimasta peraltro inattuata;
con i piani operativi regionali 2013-2015 è stata in seguito programmata la nuova riconversione del presidio in casa della salute, mentre "l'attività in regime di ricovero diurno, nelle more del completamento del processo di unificazione della ASL Roma A con la Roma E si configura come articolazione organizzativa del Presidio Ospedaliero S. Spirito";
il 3 giugno 2014 il direttore generale della ASL RmA ha sottoscritto presso la Direzione regionale salute ed integrazione sociosanitaria del Lazio, il documento d'intesa per l'attivazione della casa della salute nel presidio Nuovo Regina Margherita;
il percorso inizialmente prevedeva la riconversione di tutto il presidio in casa della salute. Tale scelta è apparsa però, sin dall'inizio, riduttiva, vista la varietà e la complessità delle attività che si svolgono all'interno del Nuovo Regina Margherita. Peraltro, sia il I municipio che associazioni presenti ed attive sul territorio fecero istanza per chiedere di mantenere tutte le attività del Presidio, che storicamente ha da sempre rappresentato un forte punto di riferimento sanitario per il quartiere. Fu quindi condivisa con la Direzione regionale la scelta di attivare una casa della salute all'interno del presidio Nuovo Regina Margherita, mantenendo anche attività sanitarie diverse e non riconducibili alle funzioni di base o ai moduli aggiuntivi previsti dal decreto del commissario ad acta n. 40 del 2014;
il completamento della "casa della salute" all'interno di un presidio più complesso è da considerare una risorsa in più nell'offerta sanitaria alla popolazione residente, coerentemente con il progetto elaborato e condiviso con la direzione dell'ospedale S. Spirito;
considerato che:
a seguito della costituzione della ASL Roma 1, derivante dalla fusione della ASL RmA e della ASL RmE dal 1° gennaio 2016, il presidio Nuovo Regina Margherita risulta inserito in modo organico nella rete di offerta di servizi della nuova ASL, e trova collocazione nel disegno strategico aziendale;
il Nuovo Regina Margherita rappresenta una realtà sanitaria particolare, ricca di "nuclei" legati a reti professionali, che hanno forti interdipendenze con l'esterno ed al proprio interno. Questa caratteristica conferisce contenuto professionale e funzionalità per la costituzione di percorsi diagnostico-terapeutici e per la realizzazione dell'effettiva presa in carico del paziente, rivolta soprattutto, vista la domanda sanitaria sul territorio in cui il presidio è collocato, all'anziano ed al cronico, spesso affetto da pluripatologie;
è parere degli interroganti che la configurazione di sola casa della salute sia assolutamente riduttiva rispetto alla ricchezza e complessità delle realtà che il presidio rappresenta. È tuttavia importante costruire un'immagine unitaria e realizzare una nuova logica organizzativa sia degli spazi sia delle attività svolte. La definizione delle attività presenti e future del presidio Nuovo Regina Margherita dovrebbe infatti tenere conto delle vocazioni interne e delle relazioni esterne, attraverso la costruzione di rapporti strutturati con l'ospedale S. Spirito, percorso peraltro già intrapreso dalla scorsa primavera con la condivisione delle attività di ricovero diurno e la definizione di protocolli comuni, e dall'altro con il territorio e le altre strutture ospedaliere ivi presenti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente attivarsi, al fine di valorizzare le attività e le risorse già esistenti nel presidio Nuovo Regina Margherita;
se non consideri utile ottimizzare tali attività e risorse, proponendo di ricondurre ciascuno dei servizi offerti in tre ambiti, area acuti, area della cronicità e della residenzialità e area del territorio e della riabilitazione, che possano corrispondere in modo sufficientemente coerente con ripartizioni di spazi e percorsi verticali ed orizzontali.