Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03033

Atto n. 3-03033 (in Commissione)

Pubblicato il 19 luglio 2016, nella seduta n. 662
Svolto nella seduta n. 295 della 7ª Commissione (02/08/2016)

MONTEVECCHI , PAGLINI , BERTOROTTA , CAPPELLETTI , PUGLIA , GIARRUSSO , MORONESE , SERRA , DONNO , SANTANGELO - Ai Ministri dei beni e delle attività culturali e del turismo e dell'istruzione, dell'università e della ricerca. -

Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

il 29 maggio del 2012, a seguito di una segnalazione scritta da parte del rettore dell'Università di Pisa ed una verifica "a vista" da parte dei Vigili del fuoco interpellati, veniva evidenziata la necessità di "attuare, senza ritardo, ulteriori e più approfondite verifiche in grado di accertare la compatibilità tra le strutture dell'edificio e i carichi attualmente effettivamente presenti" nel palazzo della Sapienza per i volumi presenti nella relativa biblioteca universitaria. A seguito di ciò, il sindaco di Pisa emetteva un'ordinanza nella quale dichiarava inutilizzabile il palazzo;

in particolare, l'ordinanza di chiusura, firmata dal sindaco Marco Filippeschi, seguiva il sopralluogo di 5 giorni, prima svolto dai Vigili del fuoco, per ispezionare eventuali danni causati dal sisma in Emilia;

da allora la biblioteca universitaria di Pisa è chiusa al pubblico ed i libri quasi del tutto inaccessibili e senza la minima manutenzione; la perizia redatta, con gravissimo ritardo (in data 20 dicembre 2013), dall'Università di Pisa e da tecnici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nello specifico dall'ingegner Walter Salvatore e dall'ingegner Paolo Iannelli, evidenziava che i problemi strutturali riguardano la parte del palazzo gestita dall'Università e non quella occupata dalla biblioteca;

solo in data 9 dicembre 2015, quindi dopo 3 anni e mezzo dalla chiusura, è stato dato inizio ai lavori di restauro del palazzo della Sapienza da parte dell'Università, dopo una gara che l'impresa si è aggiudicata con il 26 per cento di ribasso. I fondi stanziati provengono dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dalla Regione Toscana, oltre ad un contributo della Fondazione Pisa;

a quanto si apprende, i finanziamenti sarebbero destinati a tutto il palazzo, mentre, nel progetto definitivo, gli interventi riguardano le strutture edilizie (ed anche gli arredi, gli impianti, le 6 nuove aule, le sedie e gli scaffali, che poco hanno a che fare con il terremoto del maggio 2012) della sola porzione occupata dal dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Pisa;

considerato che secondo l'opinione degli interroganti:

il notevole ribasso d'asta libera ingenti risorse destinabili al recupero della biblioteca;

durante l'esecuzione dei lavori, si sarebbe verificata la rottura di un tubo dell'impianto dell'acquedotto, che ha provocato l'allagamento di varie stanze, in cui si trovano depositati i libri, senza nessuna precauzione per la loro integrità. Tra i libri danneggiati si trovano anche "cinquecentine" di altissimo valore storico-culturale, patrimonio dell'umanità;

il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha comunicato, a mezzo stampa, la possibilità di assegnare i lavori di adeguamento e ristrutturazione della biblioteca, senza procedura di gara, alla stessa ditta, che ha causato i danni, previo costoso e rischioso spostamento di 400.000 volumi, tra cui molti antichi e di inestimabile pregio, in sede imprecisata;

si apprende, infine, che recentemente il quotidiano La Nazione ha lanciato un appello per riaprire la Biblioteca universitaria. In molti, professori, studiosi e cittadini stanno aderendo all'iniziativa; un appello subito ripreso dagli "Amici della BUP (Biblioteca Universitaria di Pisa)" e dalla sua presidente, la professoressa Chiara Frugoni,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

quali iniziative intendano assumere al fine di rendere nota, ciascuno per la rispettiva competenza, la documentazione relativa al progetto dei lavori in questione, includendo la relazione tecnica giustificativa dell'intervento sull'edificio, il piano economico finanziario dell'intervento, lo stato di avanzamento lavori, la rendicontazione delle spese effettivamente sostenute e i contributi accertati dei soggetti finanziatori (Regione Toscana, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca);

quali siano i provvedimenti, con cui si è provveduto ad attestare e verificare la necessità di procedere allo spostamento complessivo dei libri, posti sia al primo che al secondo piano del palazzo della Sapienza;

se siano a conoscenza della stima dei costi dell'operazione e dei tempi di riapertura al pubblico dell'edificio interessato, considerato che lo spostamento complessivo dei libri dovrà essere compatibile con la riapertura dell'intero stabile, entro la fine del 2016, come da cronoprogramma;

se, nei limiti delle proprie attribuzioni, non ritengano di adottare le opportune iniziative, al fine di individuare, nella parte già ristrutturata dell'edificio, un deposito temporaneo interno per trasferire unicamente i libri, che potrebbero essere messi a rischio dai lavori specificamente individuati, garantendone l'efficacia, nonché il riallineamento dei tempi di apertura degli spazi sia dell'Università che della biblioteca.