Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01838

Atto n. 3-01838 (in Commissione)

Pubblicato il 14 aprile 2015, nella seduta n. 428
Svolto nella seduta n. 234 della 12ª Commissione (14/05/2015)

DI GIORGI , PADUA - Al Ministro della salute. -

Premesso che:

il piano sanitario della Regione Siciliana 2011-2013, in linea con gli orientamenti programmatici nazionali e internazionali, ha inteso rimodulare la rete materno-infantile per garantire adeguati standard di qualità relativamente all'organizzazione ed alle funzioni collegate all'assistenza, con la finalità di attuare progressivamente le previsioni di cui alle "Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo" di cui all'accordo della conferenza unificata Stato-Regioni, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 18 gennaio 2011;

con il decreto del 14 gennaio 2015 dell'Assessorato per la salute, relativo alla "Riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera-territoriale della Regione Sicilia", pubblicato sul supplemento ordinario della GURS n. 4 del 23 gennaio 2015 è stata prevista la chiusura del punto nascita dell'Ospedale "Hsr G. Giglio" di Cefalù (Palermo), per mancato raggiungimento della soglia minima di 500 parti all'anno;

in base a quanto previsto dai successivi decreti attuativi assessoriali la ginecologia dell'ospedale "Hsr G. Giglio" di Cefalù dovrà pertanto essere chiusa entro il 30 aprile 2015;

considerato che:

nel 2012 sulla questione si era già pronunciato il Tar di Palermo che aveva bocciato la chiusura del punto nascita di Cefalù. Nell'ordinanza emessa si rilevava la "carenza" di motivazioni addotte a sostegno della chiusura. D'altra parte, nel riconoscere la mancata qualificazione di struttura pubblica dell'ospedale, si riconosceva tuttavia la peculiarità gestionale mista pubblico-privata che di fatto consentiva di superare la motivazione della natura non pubblica della struttura ospedaliera. Nella sentenza, inoltre, veniva sottolineato che il centro disponeva di un'alta qualificazione sanitaria;

nel 2013 il Tar, rispetto alla precedente pronuncia, confermava la chiusura del punto nascita di Cefalù e salvava invece quello di Termini Imerese (Palermo). Furono considerate decisive dal Tar la breve distanza che intercorre tra Cefalù e Termini Imerese e la natura mista della struttura dell'ospedale di Cefalù. Quest'ultimo, infatti, essendo una fondazione, non poteva essere totalmente assimilato a una struttura pubblica in senso stretto qual è invece il presidio ospedaliero di Termini Imerese;

rilevato che:

la costa settentrionale della Sicilia si estende per circa 220 chilometri tra Messina e Palermo, con una popolazione di circa 250.000 abitanti, ed è delimitata immediatamente a sud dalle catene montuose delle Madonie e dei Nebrodi. Da ciò si evince la posizione baricentrica della struttura di Cefalù, al confine tra la provincia di Palermo e la provincia di Messina;

l'ospedale "Hsr G. Giglio" di Cefalù è una struttura pubblica a servizio di un territorio molto vasto, non di certo inferiore, per numero di parti, per efficienza e per professionalità, ad altri centri nascita. Nel 2014 il totale dei parti è stato di 420 con un incremento, rispetto al 2013, di circa il 15 per cento. Si prevede un ulteriore trend di crescita nei primi mesi del 2015, con circa 20 parti in più rispetto all'anno precedente. Inoltre, non si è registrato nessun caso di mortalità neonatale e perinatale negli ultimi 5 anni; circa 10 neonati sono stati trasferiti a Palermo nel corso del 2014 nei giorni successivi al parto, durante osservazione, con dimissione nei giorni successivi al trasferimento senza nessuna complicanza imputabile al peripartum. Alla luce di questi dati si rileva che l'ospedale è una struttura che ha dimostrato di saper crescere in qualità e nel numero di parti;

per quanto attiene ai tagli cesarei, si evidenzia che, in controtendenza rispetto al dato regionale sul numero di interventi, la struttura di Cefalù conta già una percentuale di tagli cesarei pari a circa il 20 per cento, notevolmente inferiore quindi alla media regionale ed in linea con gli obiettivi del piano sanitario della Regione Siciliana;

l'ospedale di Cefalù dispone poi di un'assistenza completa nelle 24 ore, presentando tutti i requisiti indispensabili per la sicurezza delle partorienti e dei neonati quali: ginecologo di guardia, pediatra neonatologo di guardia, ostetrica di guardia, anestesista di guardia, terapia intensiva, unità di terapia intensiva cardiologica, centro trasfusionale e radiologia con TAC e RM attivi sulle 24 ore, laboratorio d'analisi e reparti di cardiologia, chirurgia generale e medicina interna, nonché assistenza di psicologia clinica con servizio dedicato all'ostetricia sempre disponibile. L'unità operativa, con una dotazione di 12 posti letto e un day hospital, conta un organico di 8 ginecologi, 4 pediatri, 6 ostetriche, 6 infermiere professionali, 3 operatrici socio-sanitarie e una puericultrice;

presenta inoltre un'assistenza ostetrico-ginecologica attiva 24 ore su 24, a differenza dei punti nascita di Termini Imerese e Petralia (Palermo) che possono contare invece solo sulla reperibilità. Tutti questi elementi dimostrano che la dotazione organica, strumentale e strutturale del punto nascita di Cefalù risulta essere ben superiore rispetto ai minimi richiesti dalla normativa;

in data 3 marzo 2015 la conferenza dei sindaci del distretto socio-sanitario 33, composta dai sindaci di Cefalù, Lascari, Gratteri, Campofelice Di Roccella, Collesano, San Mauro Castelverde, Castelbuono, Isnello e Pollina, con la partecipazione dei presidenti dei Consigli comunali e dei capigruppo consiliari, preso atto delle notizie diffuse a mezzo stampa sulla chiusura di alcuni punti nascita, fra cui quello presso l'ospedale "Hsr G. Giglio" di Cefalù, interpretando la forte richiesta che si levava dal territorio, chiedevano al presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, ed all'assessore per la salute, Lucia Borsellino, di sospendere, ove già emanato, il provvedimento di chiusura del punto nascita presso l'ospedale "Hsr G. Giglio";

in merito il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, ha dichiarato che il provvedimento non tiene in alcun conto delle esigenze del territorio. Lo stesso sindaco ha asserito che una soluzione potrebbe essere la creazione di una rete con gli ospedali di Palermo "Civico", "Cervello" e "Villa Sofia", oggi soci della nuova fondazione "Hsr G. Giglio";

in data 3 aprile 2015 è stato consegnato al Ministero della sanità un documento redatto dal "Comitato per il centro nascite Madonie e Nebrodi", composto da privati cittadini dei diversi comuni interessati, avente ad oggetto la richiesta di deroga per il mantenimento del punto nascita della fondazione "Hsr G. Giglio" di Cefalù,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti rappresentati e quali siano le sue valutazioni in merito;

se non ritenga opportuno intervenire, nell'ambito delle proprie competenze, affinché sia concessa una deroga, prevista dalla vigente normativa, per il mantenimento del punto nascita dell'ospedale "Hsr G. Giglio" di Cefalù, onde evitare gravissimi disservizi alla popolazione del territorio e in particolare alle partorienti che dovrebbero percorrere decine e decine di chilometri prima di poter giungere a un punto che garantisca loro adeguata assistenza.