Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00689

Atto n. 1-00689

Pubblicato il 25 settembre 2012, nella seduta n. 800
Esame concluso nella seduta n. 803 dell'Assemblea (27/09/2012)

RUSCONI , INCOSTANTE , ANDRIA , ARMATO , CARLONI , CERUTI , CHIAROMONTE , DE LUCA Vincenzo , FRANCO Vittoria , FOLLINI , GARAVAGLIA Mariapia , MARCUCCI , MUSI , PROCACCI , SIRCANA , SOLIANI , VITA

Il Senato,

premesso che:

Pompei è uno dei siti archeologici, storici e monumentali più importanti del patrimonio culturale italiano, nonché uno degli oltre quaranta siti inseriti nella World heritage list dell'UNESCO;

a partire dall'anno 2003 nell'area archeologica di Pompei si sono verificati numerosi crolli; oltre al tristemente noto crollo della Schola armaturarum, nota come domus dei gladiatori, verificatosi il 6 novembre 2010, si ricordano - fra i più recenti - il crollo del muro presso Porta romana (22 ottobre 2011), il cedimento di un muretto nel giardino della Domus del Moralista (30 novembre 2011), una serie di cedimenti di muretti negli scavi (1° dicembre 2011), distacchi di intonaci presso la Domus della Venere in Conchiglia (27 febbraio 2012), la Colonna e il pergolato della Domus di Loreio Tiburtino (14 marzo 2012), un cedimento presso il tempio di Giove (22 marzo 2012), il cedimento di un tratto del muro perimetrale (20 aprile 2012) e, da ultimo, il crollo di una trave in legno della copertura del peristilio di uno dei locali della famosa Villa dei Misteri (8 settembre 2012);

in risposta a questi fatti gravissimi, con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 luglio 2008 fu deliberato, fino al 30 giugno 2009, lo stato di emergenza nell'area archeologica di Pompei (poi prorogato fino al 30 giugno 2010 e successivamente revocato), in considerazione della "situazione di grave criticità" che caratterizzava l'area, nonché del fatto che detta situazione "per intensità ed estensione" non era "fronteggiabile con mezzi e poteri ordinari". A seguito della dichiarazione di stato di emergenza, sono state emanate nel tempo varie ordinanze di protezione civile;

successivamente, l'articolo 2 (Potenziamento delle funzioni di tutela dell'area archeologica di Pompei) del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, ha previsto l'adozione, da parte del Ministro per i beni e le attività culturali, di un programma straordinario ed urgente di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro da realizzarsi nell'area archeologica di Pompei e nei luoghi ricadenti nella competenza territoriale della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei, al fine di rafforzare l'efficacia delle azioni e degli interventi di tutela nelle suddette aree;

con decisione comunitaria n. C (2012) 2154 del 29 marzo 2012 il suddetto programma è stato finanziato quale Grande Progetto Comunitario a valere su risorse del Programma Operativo Interregionale "Attrattori culturali, naturali e turismo" FESR 2007-20013 (POIn);

gli obiettivi annunciati dal Governo e dalla Commissione europea riguardano la messa in sicurezza e la legalità. Si tratta di un progetto, come dichiarato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, finalizzato a "costruire, valutare e approvare un progetto che determinerà, entro il 31 dicembre 2015, la riqualificazione del sito archeologico di Pompei";

secondo quanto si apprende dal sito della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, il progetto, sostenuto e accompagnato da un adeguato piano di studio scientifico e tecnico finalizzato alla "diagnosi, all'approfondimento della conoscenza scientifica e all'indirizzamento delle scelte operative", è volto ad ottenere: la riduzione del rischio idrogeologico, con la messa in sicurezza dei terrapieni non scavati; la messa in sicurezza delle insulae; il consolidamento e restauro delle murature; il consolidamento e restauro delle superfici decorate; la protezione degli edifici dalle intemperie, con conseguente aumento delle aree visitabili; il potenziamento del sistema di videosorveglianza;

il 5 aprile 2012 è stata annunciata l'immediata operatività del Grande Progetto Pompei, attraverso la pubblicazione dei primi 5 bandi europei. I bandi prevedono alti requisiti di affidabilità, legalità e trasparenza definiti nel quadro del Protocollo di legalità, sottoscritto dalla Prefettura di Napoli e dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei (SANP);

a tutt'oggi, risulta che i primi cantieri riferibili al Progetto Pompei non saranno aperti prima dell'inizio del 2013;

premesso inoltre che:

il Ministro per i rapporti con il Parlamento, nel corso del question time svoltosi alla Camera dei deputati il 5 settembre 2012, ha dato conto dell'avvio delle procedure per i primi bandi relativi al consolidamento e restauro di 5 domus, della realizzazione nel mese scorso di ulteriori studi e indagini di approfondimento sul problema della mitigazione del rischio idrogeologico e dell'imminente avvio del piano della conoscenza, che prevede la creazione di un sistema informativo e di monitoraggio dell'area archeologica con nuove metodologie di misurazione;

tre giorni dopo l'intervento del Ministro alla Camera dei deputati, nella notte tra venerdì 7 e sabato 8 settembre, è caduta una trave in legno della copertura del peristilio di uno dei locali della famosa Villa dei Misteri. Si tratta di una copertura realizzata circa quindici anni fa per proteggere l'antica dimora, costruita nel II secolo avanti Cristo;

ciò che purtroppo continua a caratterizzare la gestione dell'area archeologica di Pompei è l'assenza della manutenzione ordinaria, quotidiana, che ha dato luogo a gravi disservizi (come l'accesso solo a 10 domus a fronte delle 70 visitabili, la soppressione del Pronto soccorso della Croce Rossa nonostante un'affluenza di milioni di visitatori ogni anno, la mancanza di servizi igienici adeguati, la carente accoglienza riservata ai visitatori, restauri protratti molto oltre i termini preventivati, cumuli di macerie e detriti, recinzioni divelte e strade sbarrate);

la "cattiva" gestione di uno dei siti archeologici più importanti del mondo rappresenta, anche dal punto di vista simbolico, il fallimento della politica in materia di tutela dei beni e delle attività culturali, nonché un gravissimo danno al nostro patrimonio artistico, emblema dello stato di degrado che minaccia un patrimonio culturale unico al mondo;

riguardo gli alti requisiti di affidabilità, legalità e trasparenza definiti nel quadro del Protocollo di legalità, occorre sottolineare come la gestione delle emergenze verificatesi in questi anni non sia stata improntata a questi criteri, ma al contrario sia stata caratterizzata da opacità e mancanza di trasparenza e dalla possibile presenza di infiltrazioni camorristiche;

a questo proposito il Grande Progetto Pompei prevede la definizione di uno specifico Piano per la sicurezza, la legalità e la trasparenza, le cui misure accompagneranno il percorso attuativo del Progetto in materia di accertamento e controllo sia dell'affidabilità dei concorrenti, degli aggiudicatari e degli esecutori delle opere e dei progetti relativi, sia della sicurezza dei cantieri. Tale attività di controllo incide direttamente sulla qualità della committenza attivata dal Progetto attraverso la SANP e sulle modalità di gestione dell'intero sistema di interventi del Progetto;

considerato infine che, nella Conferenza stampa del 5 aprile scorso, il Presidente del Consiglio dei ministri, ha affermato che "realizzare il Progetto Pompei - farlo con l'impulso e l'attenzione della Commissione europea, con l'impegno diretto del Governo e con la convergenza delle risorse istituzionali e tecniche necessarie - è un segnale forte che indica come nel Sud sia possibile e fattibile, oltre che necessario, avere il coraggio e le forze per fare le cose difficili che servono. Il Grande Progetto Pompei costituisce un prototipo del metodo che questo Governo ha scelto di adottare per tutto il Sud Italia",

impegna il Governo:

1) a garantire che l'avvio dei lavori, oggetto dei bandi, sia il più celere possibile e che, al momento dell'assegnazione degli stessi, ne sia data tempestiva e puntuale comunicazione alle competenti Commissioni parlamentari;

2) a monitorare costantemente, una volta iniziati i lavori, lo svolgimento degli stessi, al fine da garantire, in tempi certi e nel rispetto delle procedure adottate, la realizzazione di interventi sistematici che consentano di affrontare in modo organico i gravi problemi di manutenzione, conservazione e valorizzazione del sito;

3) in attesa di una più compiuta organizzazione della struttura ministeriale, che potrà prevedere anche una soprintendenza specifica, ad individuare un iter che, attraverso un meccanismo trasparente, assicuri una gestione efficace ed efficiente dei finanziamenti europei, in grado di far procedere in modo spedito i lavori di restauro;

4) ad adottare le iniziative necessarie per mettere in sicurezza il sito archeologico dai possibili danni ambientali, nonché a consolidare le strutture e l'impianto urbano dell'area archeologica, a partire dalle aree qualificate ad alto rischio;

5) a valutare l'opportunità, coinvolgendo gli organismi preposti alla ricerca e le università, della redazione di un progetto finalizzato alla preservazione dell'area archeologica dal rischio idrogeologico anche sulla base delle indicazioni contenute nella direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, in materia di inondazioni;

6) a garantire, nello svolgersi di questo intervento straordinario che dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2015, un programma di indispensabile manutenzione ordinaria, finalizzato a porre rimedio in modo definitivo alle carenze ed alle incurie che hanno condotto alla normalità dell'emergenza ed al degrado che oggi caratterizza Pompei;

7) a monitorare l'avvio, lo svolgimento e la realizzazione del piano della conoscenza, che prevede la realizzazione di nuove metodologie di misurazione, di informazione e di monitoraggio dell'area archeologica;

8) a vigilare sulla realizzazione del Piano per la sicurezza, la legalità e la trasparenza, oggetto del Grande Progetto Pompei, al fine di restituire a Pompei il suo unico ruolo di luogo della cultura libero dalle opacità del passato, nonché a considerare la legalità, la sicurezza e la trasparenza quali componenti essenziali ed imprescindibili della futura gestione del sito archeologico;

9) ad adottare le iniziative necessarie per restituire a Pompei il decoro adeguato ad uno dei siti archeologici più importanti del mondo al fine di garantire ai milioni di visitatori che ogni anno si recano a Pompei un'accoglienza consona all'unicità di questo sito;

10) a promuovere una puntuale ricognizione dei territori limitrofi, con particolare riguardo all'area vesuviana, al fine di individuare le preesistenze archeologiche e di diffondere la conoscenza di quelle già rilevate dalle competenti soprintendenze e dagli studiosi, di dar luogo poi alla costruzione di percorsi e di itinerari che, per un verso, concorrano all'ulteriore richiamo della centralità di Pompei e, per l'altro, introducano elementi di valorizzazione delle aree marginali;

11) a far sì che, a conclusione del Grande Progetto Pompei, il sito archeologico diventi l'esempio di una diversa e rinnovata politica culturale del Paese.