Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02700
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Atto n. 3-02700
Pubblicato il 6 marzo 2012, nella seduta n. 685
BARBOLINI , BASTICO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico. -
Premesso che:
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, ha pubblicato, il 22 febbraio 2012, il decreto di compatibilità ambientale, che esprime un giudizio positivo con prescrizioni per il progetto di stoccaggio sotterraneo proposto da Ers a Rivara in provincia di Modena;
il decreto ministeriale prevede, tra l'altro: I) la compatibilità ambientale limitatamente alle sole operazioni previste nella fase di accertamento concernente il progetto "Concessione di stoccaggio sotterraneo di gas naturale denominato Rivara" presentato dalla Società Indipendent Gas Menagement (ora ERG Rivara Storage l. Srl con sede legale in via Ruggera, 7 41100) da realizzarsi nel Comune di San Felice sul Panaro in provincia di Modena al limitato fine dell'eventuale rilascio, ai sensi del titolo II, art. 3, comma 7, del decreto del Ministero dello sviluppo economico del 21 gennaio 2011 e del successivo decreto attuativo n. 50918 del 4 febbraio 2011, dell'autorizzazione del Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con la Regione interessata, a condizione che vengano ottemperate le prescrizioni riportate; II) nel caso in cui la fase di accertamento dia esito positivo, confermando la fattibilità di proposti programmi di stoccaggio di gas in unità geologiche profonde, la Società Erg Rivara Storage Srl, ai fini del rilascio della concessione di coltivazione da parte del Ministero dello sviluppo economico, dovrà richiedere preventivamente al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare la riattivazione dell'istanza di valutazione di impatto ambientale (VIA) presentata in data 8 settembre 2006, aggiornata sulla base degli esiti della citata fase di accertamento, in relazione alle fasi di realizzazione e di esercizio dell'impianto di stoccaggio;
rilevato che:
il progetto prevede uno stoccaggio di 3,2 miliardi di gas in un'area di 120 chilometri quadri e sarebbe, in Italia, il primo impianto di questo tipo;
il 25 maggio 2011 la VIII Commissione permanente (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati ha approvato una risoluzione con la quale impegna il Governo «ad assumere una posizione politica precisa sull'inopportunità della scelta della realizzazione del deposito di gas Rivara, allo scopo di evitare di sottoporre il territorio e i cittadini a rischi imprevedibili conseguenti alla mancanza di sicurezza sismica e geologica del sito che dovrebbe ospitare il deposito, oltre che per ragioni di criticità ambientale» (atto 7-00531);
con parere approvato il 17 giugno del 2011 la Commissione ministeriale, non essendo in condizione di valutare ipotesi alternative e concludere, comunque, la procedura di compatibilità ambientale, esprime il proprio consenso all'avvio di una campagna di indagini geognostiche secondo il programma e con le finalità indicate dal proponente della citata risoluzione, vale a dire delle indagini dirette ad accertare in concreto la realizzabilità dell'impianto di stoccaggio, facendo presente che l'autorizzazione definitiva, come previsto dalla normativa vigente, è di competenza del Ministro dello sviluppo economico d'intesa con la Regione Emilia-Romagna;
la Regione Emilia-Romagna, che già nell'ottobre 2009, con la risoluzione del Consiglio regionale n. 4903 del 2009, aveva invitato il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a valutare soluzioni alternative, ha espresso parere contrario al progetto con delibera in data 8 febbraio 2011 e ancora con nota inviata dall'assessore regionale competente al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare in data 29 novembre 2011, fornendo oggettivi, ineludibili e incontestabili elementi di pericolosità presenti nell'area di Rivara che renderebbero il sito incompatibile con operazioni di immissione ed estrazione del gas, ed esporrebbero la popolazione e l'ambiente ad un rischio difficilmente quantificabile anche a seguito di ulteriori studi e pertanto non valutabile con il margine di certezza necessario in applicazione del principio di precauzione sancito dal diritto comunitario;
ripetutamente a partire dal 2005, i Comuni interessati e la provincia di Modena, hanno espresso, sulla scorta delle indicazioni fornite da numerosi esperti, la contrarietà all'intervento, in quanto l'impianto non fornisce sufficienti garanzie in termini di sicurezza e tutela ambientale;
oltre alle istituzioni e agli enti locali, anche i comitati dei cittadini, appositamente costituiti, e le forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, hanno più volte manifestato analoga contrarietà al progetto, evidenziandone l'insufficiente sicurezza;
considerato che l'assessore alle Attività produttive, piano energetico e sviluppo sostenibile, economia verde, edilizia, autorizzazione unica integrata della Regione Emilia-Romagna ha espresso il parere negativo della Regione al decreto ministeriale, anche relativamente alla sola fase di accertamento preliminare per le ragioni più volte espresse: la presenza di faglie attive nel sito dove è proposto lo stoccaggio; le frequenti manifestazioni di sismicità naturale che caratterizza l'area; il deficit di protezione sismica dell'area; la sismicità indotta dalla realizzazione del deposito di gas. Inoltre, la Regione Emilia-Romagna ha ribadito il proprio interesse allo sfruttamento a fini geotermici delle risorse presenti nell'area, che verrebbe invece impedito dalla realizzazione del deposito di gas di Rivara,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo non ritengano opportuno, anche seguendo l'indirizzo approvato dalla competente Commissione parlamentare, sospendere ogni attività legata alla realizzazione dell'imponente impianto di stoccaggio di gas metano, considerate le caratteristiche del luogo e l'opposizione, più volte manifestata dalla Regione Emilia-Romagna e ribadita dopo la pubblicazione dell'ultimo decreto, alla realizzazione del medesimo impianto.