Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00511
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Atto n. 1-00511
Pubblicato il 14 dicembre 2011, nella seduta n. 645
Note: Testo 2
RUTELLI , DE FEO , FRANCO Vittoria , D'ALIA , PISTORIO , VIESPOLI , LEONI , GIAMBRONE , RUSSO , QUAGLIARIELLO , VITA , STRANO , GARAVAGLIA Mariapia , DIGILIO , POLI BORTONE , PETERLINI
Il Senato,
considerato che:
negli anni si sono susseguiti diversi provvedimenti d'urgenza per fronteggiare le criticità che si sono manifestate nelle aree archeologiche vesuviane;
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 luglio 2008 è stato dichiarato fino al 30 giugno 2009 lo stato di emergenza in relazione alla situazione di pericolo in atto nel sito di Pompei, successivamente prorogato fino al 30 giugno 2010 ed infine revocato il 10 giugno 2010;
il 19 febbraio 2010 il Presidente del Consiglio dei ministri ha firmato l'ordinanza n. 3851 recante ulteriori disposizioni per l'area di Pompei; con tale ordinanza la somma di 21.000.000 euro, a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) nel periodo 2007-2013, assegnata alla Regione Campania, e la somma di 18.000.000 euro, a carico della contabilità della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei, venivano trasferite sulla contabilità speciale intestata al Commissario delegato per l'area archeologica di Pompei per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio archeologico e storico-artistico dell'area archeologica e per la tutela della collettività e della salute pubblica nell'area di Pompei;
il decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, all'articolo 2, ha previsto, al fine di rafforzare l'efficacia delle azioni di tutela nell'area archeologica di Pompei, un programma straordinario e urgente di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, anche utilizzando risorse derivanti dal FAS; il decreto-legge, altresì, prevede disposizioni volte a favorire l'apporto di risorse provenienti da privati per l'esecuzione dei programmi di intervento anche mediante l'utilizzo di contratti di sponsorizzazione;
possono essere utilizzati 105 milioni di euro derivanti dai Fondi strutturali europei disponibili per gli anni 2007-2013, da destinare all'area archeologica vesuviana;
premesso che:
diversi sono gli edifici e i comparti archeologici che necessitano di rilievi e catalogazione, di urgenti interventi di manutenzione e messa in sicurezza, nonché di restauri anche ai fini della fruizione, mentre diverse strutture moderne destinate ad esposizione e fruizione sono sottoutilizzate o del tutto inutilizzate;
l'offerta culturale riguardante le aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplontis e Boscoreale fa sistema con il Museo archeologico nazionale di Napoli e con le altre rilevanti opportunità offerte dal patrimonio archeologico, storico-artistico, monumentale, paesaggistico dell'area vesuviana, nonché dal santuario della Madonna del rosario di Pompei, visitato da oltre 4 milioni di persone all'anno, ma del tutto scoordinato dal punto di vista logistico e della promozione delle visite rispetto alle aree archeologiche;
carenze nell'organizzazione del personale di vigilanza e degli orari di lavoro contribuiscono alla mancata apertura al pubblico di numerose parti degli scavi, mentre vanno scongiurate ulteriori diminuzioni del personale di vigilanza, che avrebbero effetti molto negativi nell'arco dei prossimi anni;
il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici ha varato una cabina di regia con il mandato di seguire i lavori e gli interventi nelle aree archeologiche vesuviane,
impegna il Governo:
a promuovere un piano di manutenzione programmata e sistematica delle intere aree, avvalendosi di maestranze ed operai specializzati nella prevenzione e nei piccoli interventi di manutenzione, e di personale tecnico-scientifico competente nel monitoraggio e nella diagnosi dello stato delle strutture, nonché nella scelta dei materiali da utilizzare nelle attività di messa in sicurezza;
a sostenere la costituzione di un'unica piattaforma operativa che raccolga e aggiorni tutti i dati di documentazione, schedografici, cartografici, storici e bibliografici;
ad implementare un programma organico per la catalogazione e la salvaguardia del patrimonio archeologico, coerente con gli indirizzi del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, anche in considerazione della necessità di utilizzare tempestivamente, efficacemente e con certezza la somma di 105 milioni di euro derivante dai fondi strutturali europei stanziati per il periodo 2007-2013, ed alla luce della disponibilità della Commissione europea di attivare i futuri fondi strutturali relativi agli anni 2014-2020;
a concordare forme e modalità per il coinvolgimento degli enti locali nell'attività di programmazione, organizzazione e valorizzazione economica ed occupazionale, nei servizi e nella promozione delle produzioni locali, del commercio e dell'artigianato di qualità;
ad incentivare procedure di adozione di settori delle aree vesuviane da parte delle università italiane e straniere che abbiano maturato specifiche competenze nella diagnostica e nel recupero dei beni archeologici;
a promuovere nuovi, qualificati e mirati interventi di sponsorizzazione da parte di aziende italiane ed internazionali, finalizzati alla conoscenza, ai restauri e alla valorizzazione dei siti archeologici, sotto la diretta responsabilità dei competenti organi del Ministero per i beni e le attività culturali;
a definire un piano strategico di valorizzazione turistica dell'intera area d'intesa con la Regione Campania e con il coinvolgimento dei Comuni vesuviani interessati;
ad indire entro la primavera del 2013 una conferenza internazionale sul futuro di Pompei e delle aree archeologiche vesuviane, nella quale presentare lo stato delle iniziative, mettere a confronto le principali e più recenti competenze tecnico-scientifiche, raccogliere qualificate proposte per il futuro di questa straordinaria ricchezza della nazione italiana e dell'intera comunità internazionale.