Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01495
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Atto n. 3-01495 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 4 agosto 2010, nella seduta n. 419
NEGRI , MOLINARI - Ai Ministri degli affari esteri e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso che:
nonostante il disastro ecologico che si è consumato nelle acque del golfo del Messico a seguito dell'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, di proprietà di British Petroleum (BP), cui non si è riusciti in oltre tre mesi di tentativi a porre rimedio, la compagnia petrolifera inglese ha annunciato che inizierà - con grande probabilità entro la prima decade di agosto - la prima delle cinque trivellazioni previste da un accordo del 2007 da 900 milioni di dollari con la Libia, di recente sbloccato;
le trivellazioni esplorative alla ricerca di petrolio e gas saranno effettuate in una zona del Mediterraneo situata a circa 250 chilometri dalle coste libiche, a una profondità di circa 1.740 metri, superiore di oltre 200 metri a quella delle perforazioni nel golfo del Messico;
la concessione è relativa ad una vasta area situata a metà strada fra Bengasi e Tripoli, ma, soprattutto, a soli 610 chilometri dalle coste della Sicilia;
una fuoriuscita di petrolio pari a quella avvenuta nel golfo del Messico avrebbe sull'ecosistema del Mediterraneo effetti ancora più gravi e devastanti: il Mediterraneo è un'area chiusa, di estrema fragilità biologica, con un ricambio delle acque estremamente lento, con un'alta densità di insediamenti, e, dato il sistema di correnti marine, un'eventuale perdita di petrolio si rifletterebbe rapidamente sull'intera area. È da considerare inoltre che la trivellazione prevista dalla BP avverrebbe ad una grande profondità, con gli ulteriori pericoli che ciò produce in caso di incidenti;
considerato che:
il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare ha manifestato un'attenzione particolare alla questione delle perforazioni nel Mediterraneo. Il Ministro ha promosso, recependo quanto proposto dalle Commissioni parlamentari in materia di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi in mare in sede di espressione del parere sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni correttive e integrative del decreto legislativo n. 152 del 2006, l'introduzione nel medesimo decreto legislativo n. 152 del 2006 del divieto di trivellazioni a meno di 5 miglia dalle coste italiane, che salgono a 12 nel caso vi siano aree marine protette;
a seguito dell'annuncio del prossimo inizio delle trivellazioni al largo della Libia, il Ministro ha annunciato che, anche in linea con quanto richiesto dal commissario europeo all'energia Oettinger, verrà avanzata una richiesta di moratoria alle esplorazioni di petrolio e gas nell'intero bacino del Mediterraneo;
lo stesso Ministro degli affari esteri Frattini si è dichiarato preoccupato per le trivellazioni annunciate dalla BP e ha avanzato la richiesta che della complessa vicenda si occupi l'Unione per il Mediterraneo, l'organismo internazionale costituito a Parigi nel luglio 2008 e di cui fanno parte, oltre ai Paesi membri dell'Unione europea, la Mauritania e le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo, ad eccezione della Libia che ha preferito il ruolo di "Paese osservatore". Il ministro Frattini ha ricordato, nell'invito rivolto al Presidente dell'Unione europea Sarkozy a intervenire, che tra gli obiettivi dell'Unione vi è anche la "tutela del patrimonio ecologico del Mediterraneo",
si chiede di sapere:
quali ulteriori urgenti iniziative a livello internazionale il Governo intenda assumere per scongiurare l'avvio di trivellazioni petrolifere a così breve distanza dalle coste italiane, in un mare chiuso quale il Mediterraneo, con le conseguenze ecologiche, nonché economiche, che una possibile fuoriuscita di petrolio produrrebbe;
quali azioni, anche in coordinamento con gli altri Stati che si affacciano sul Mediterraneo, siano state intraprese o si intenda intraprendere a tutela dell'ecosistema marino, per evitare il ripetersi di disastri ambientali quali quello che si è recentemente consumato nel golfo del Messico.