Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01070
Azioni disponibili
Atto n. 3-01070
Pubblicato il 1 dicembre 2009
Seduta n. 293
NEGRI , MOLINARI , RUSCONI - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso che:
l'articolo 28 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, recante «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», ha istituito l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che svolge le funzioni precedentemente attribuite all’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (Apat), dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica (Infs) e dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram), con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale;
l'Ispra è vigilato dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare; con il decreto n. 214 del 23 luglio 2008, il Ministro ha nominato Commissario dell’Ispra il prefetto Vincenzo Grimaldi, affiancato da due subcommissari;
l'Ispra è il principale ente pubblico di ricerca che si occupa di ambiente, con funzioni fondamentali anche in ambito di controllo ambientale; le tematiche trattate dall'istituto sono molteplici, e spaziano dall'a, alle aree protette, alle emergenze ambientali, alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento; svolge altresì compiti diversi, quali le ricerche ed i rilievi recentemente effettuati sulla "nave dei veleni" individuata al largo di Cetraro (Cosenza) nelle acque calabresi, la stesura dell’annuale rapporto rifiuti, il registro delle emissioni in atmosfera, gli interventi e lo studio sulle emergenze idrogeologiche e l’annuario dei dati ambientali;
in particolar modo, l'Ispra ha ereditato dall'Icram il compito di fornire supporto alle politiche delle amministrazioni centrali e agli enti territoriali nella risoluzione delle problematiche ambientali marine, e supporta il Ministero nei controlli sulla qualità dell'ambiente marino nell'ambito dell'unità di crisi per le emergenze in mare;
per assolvere a tale pluralità di compiti, sarebbe essenziale a giudizio degli interroganti che l’Ispra non perdesse personale né fondi; in questo senso, l’accorpamento dei tre enti che hanno dato vita all’Ispra avrebbe dovuto corrispondere a una migliore utilizzazione delle competenze tecnico-scientifiche sia del personale di ruolo sia di quello a tempo determinato e precario; tuttavia, alcune sigle sindacali avevano, sin dal luglio 2009, paventato il pericolo che le modalità con cui si era addivenuti alla creazione del nuovo ente avrebbero potuto creare problematiche rilevanti, relative in particolare alla gestione del personale, con il rischio di metterne in discussione le professionalità;
nel giugno 2009, in effetti, non sono stati riconfermati ben 200 contratti di collaborazione di lavoratori precari; in dicembre 2010 scadranno i contratti di altri 250 lavoratori; in tale maniera oltre il 40 per cento del personale dell'istituto, e la quasi totalità dei lavoratori giovani dell'ente, prevalentemente impegnati in attività di ricerca sul mare, non verrebbero riconfermati, con la conseguenza di vedere praticamente azzerate tali attività di ricerca. Ciò ha determinato una dura protesta dei precari dell'Ispra, tuttora in corso di svolgimento;
i tagli all'attività, la mancanza di programmazione e di un piano organico per la valorizzazione delle competenze scientifiche presenti nell'Ispra, la perdita di ricercatori di alto pregio, rischiano, tra l’altro, di limitare l’attività dell’Istituto e i progetti nelle attività di ricerca, protezione, controllo e monitoraggio ambientale, che pure sono essenziali al fine di corrispondere con la dovuta attenzione alle necessità della politica ambientale in Italia;
ad opinione degli interroganti i tagli ai contratti non sono giustificati con la necessità di risparmi di spesa, dal momento che l'attività dell'Ispra è finanziata con fondi pubblici e privati, italiani ed internazionali, dell'Unione europea: dunque anche dal mercato, da cui si possono attrarre risorse esclusivamente attraverso progetti, servizi e professionalità adeguate alle richieste che dal mercato provengono; riconoscendo dunque la funzione, divenuta essenziale per l'istituto, dei lavoratori precari e della loro approfondita conoscenza delle tematiche d'interesse,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo, alla luce delle numerose e importanti questioni sulle quali l'Ispra è chiamato ad intervenire, intenda chiarire le motivazioni che hanno portato ad una riduzione del personale dell'Ispra che appare ingiustificabile;
quali urgenti iniziative intenda assumere, nell'ambito delle proprie competenze, per arrivare ad una soluzione che permetta il rilancio delle attività di ricerca dell'istituto, assieme alla valorizzazione delle professionalità e delle competenze scientifiche dei suoi ricercatori; in particolare, se reputi opportuno procedere alla convocazione di un tavolo istituzionale al fine di avviare le procedure per la soluzione della vertenza Ispra, formalizzando un piano organico di sviluppo dell'istituto che permetta la salvaguardia dei posti di lavoro.