Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00044

Atto n. 1-00044

Pubblicato il 22 ottobre 2008, nella seduta n. 75
Esame concluso nella seduta n. 290 dell'Assemblea (25/11/2009)

Titolo: (Testo 2)

BELISARIO , LI GOTTI , GIAMBRONE , BUGNANO , CAFORIO , CARLINO , DE TONI , DI NARDO , LANNUTTI , MASCITELLI , PARDI , PEDICA , RUSSO

Il Senato,

premesso che:

sempre più numerose ed allarmanti sono le notizie di stampa che riguardano il Sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze, onorevole avvocato Nicola Cosentino, con particolare riferimento a tre inchieste pubblicate dal settimanale "L'Espresso" (“Così ho avvelenato Napoli”, 11 settembre 2008; “Sistema Cosentino” 16 ottobre 2008; "Clan nel Governo", 23 ottobre 2008) nelle quali, con dovizia di particolari, si fa riferimento a presunti rapporti intercorsi tra il predetto Sottosegretario ed esponenti malavitosi di stampo camorrista;

risulta in particolare, stando a tali articoli di stampa, che, da ultimo, due diversi collaboratori di giustizia, tra il febbraio e l'agosto 2008, nelle deposizioni rese ad autorità inquirenti, abbiano espressamente indicato il sottosegretario Cosentino quale contatto istituzionale di esponenti di clan casalesi per l’assegnazione di appalti pubblici ovvero quale presunto percettore di dazioni di denaro intercorse nell'ambito della gestione del ciclo dei rifiuti nella regione Campania;

le inchieste giornalistiche riferiscono, inoltre, che il Sottosegretario sarebbe indagato nell'ambito di inchieste condotte dalla Procura antimafia di Napoli. Riportano, altresì, dichiarazioni rese da altri tre collaboratori di giustizia, talora anche in sede di esame dibattimentale, negli anni 1996, 1998 e 2000, sempre riferibili a supposti rapporti con esponenti della criminalità organizzata;

con particolare riferimento all'anno 2008, le prime dichiarazioni di un collaborante risalirebbero al mese di febbraio, periodo antecedente alla campagna elettorale nazionale che ha avuto come esito la rielezione dell'onorevole Cosentino. Con decreto del Presidente della Repubblica 12 maggio 2008, lo stesso è stato nominato Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, ricevendo, con decreto ministeriale 10 luglio 2008, l'attribuzione delle relative deleghe. Successivamente, nel mese di agosto, un secondo collaboratore di giustizia, coinvolto nel traffico e nell'illecito smaltimento di rifiuti tossici in Campania, sempre stando a quanto riportato dal settimanale "L'Espresso", avrebbe riferito di ulteriori, ma diverse, circostanze afferenti a presunti rapporti illeciti dell'onorevole Cosentino con ambienti legati ai clan camorristici locali. Ciononostante, tali eventi non hanno sortito alcuna iniziativa da parte del Governo, successivamente all'assunzione dell'incarico di Sottosegretario di Stato da parte dell'onorevole Cosentino;

tali circostanze, indipendentemente da eventuali sviluppi di carattere penale o processuale, costituiscono di per sé un fattore di grave turbamento della serenità istituzionale necessaria al Sottosegretario per svolgere le proprie delicate funzioni esecutive e di rappresentanza governativa, nonché un elemento di palese contraddizione con le politiche di contrasto alla criminalità economica ed a quella organizzata che lo Stato deve condurre a livello nazionale e, soprattutto, nelle regioni più esposte a tali fenomeni, in particolare in Campania, regione ove è tuttora in corso una delicata operazione di contrasto al "sistema" delle cosche ed un'attività emergenziale sul fronte della gestione della crisi del ciclo dei rifiuti;

considerato, inoltre, che:

nei confronti dell'onorevole avvocato Nicola Cosentino, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze, il giudice per le indagini preliminari Piccirillo, della Procura di Napoli, ha inoltrato alla Camera dei deputati la richiesta di autorizzazione a procedere all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa in data 9 novembre 2009 nel procedimento n. 36856/01 R.G.N.R. che vede indagato lo stesso onorevole Cosentino per la supposta violazione degli articoli 110-416-bis del codice penale, ovvero concorso esterno in associazione di stampo camorristico;

la misura della custodia cautelare in carcere è stata richiesta al giudice per le indagini preliminari dai pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Napoli a partire dal 17 febbraio 2009 e reiterata più volte;

i pubblici ministeri hanno descritto i seguenti fatti nella contestazione cautelare formulata nei confronti dell’onorevole Cosentino: perché pur «non essendo inserito organicamente ed agendo nella consapevolezza della rilevanza causale dell’apporto reso e della finalizzazione dell’attività agli scopi dell’associazione di tipo mafioso denominata “clan dei casalesi”», «in particolare contribuiva, con continuità e stabilità, sin dagli anni ‘90, a rafforzare vertici ed attività del gruppo camorristico facente capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone (dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione delle elezioni a cui il Cosentino partecipava quale candidato divenendo consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista di Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di Vice Coordinatore e poi di Coordinatore del partito di Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare nel 2001) attraverso le seguenti condotte: garantendo il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali; assicurando il perpetuarsi delle dinamiche criminali economiche, esemplificativamente esercitando indebite pressioni nei confronti di enti prefettizi per incidere, come nel caso della ECO4 s.p.a., sulle procedure dirette al rilascio delle certificazioni antimafia in situazioni nelle quali erano ravvisabili elementi ostativi al rilascio delle certificazioni stesse ovvero attivandosi ancora, con enti prefettizi e/o strutture del Ministero dell’Interno, al fine di impedire, come nel caso del Comune di Mondagrone, il corretto dispiegarsi della procedura finalizzata allo scioglimento dell’ente locale per infiltrazione mafiosa; creando e co-gestendo monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’ECO4 s.p.a, e nella quale il Cosentino esercitava – in posizione sovraordinata a Giuseppe Valente, Michele Orsi e Sergio Orsi – il reale potere direttivo e di gestione, così consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l’assunzione di personale e per diverse utilità; condotta delittuosa avvenuta in provincia di Caserta sin dall’inizio degli anni ’90 e perdurante»;

tale dichiarazione va naturalmente ricollegata alle deposizioni rese più volte da diversi collaboratori di giustizia ed in particolare da Carmine Schiavone che già nel 2000 riferiva di presunti patti elettorali tra i "casalesi" e l'onorevole Cosentino, risalenti addirittura alle elezioni amministrative del 1982;

la richiesta di autorizzazione a procedere all’esecuzione dell’ordinanza applicativa della custodia cautelare nei confronti dell'onorevole Cosentino, inviata dai giudici alla Camera dei deputati, consta di ben 360 pagine, contenenti numerosi e puntuali riscontri investigativi, nell'ambito della concorrenza esterna in associazioni criminali di tipo camorristico;

a prescindere dall'eventuale responsabilità penale dell'onorevole Cosentino, che rimane non colpevole sino alla condanna definitiva, appare tuttavia necessario che il nostro Paese e le sue istituzioni siano salvaguardate nel loro prestigio e nella loro dignità;

ragioni di opportunità e di precauzione dovrebbero indurre il Governo ad evitare che un soggetto sottoposto ad indagini per così gravi delitti, espressivi di una collusione tra politica e sodalizi criminosi, in attesa di dimostrare la sua piena innocenza, possa continuare ad esercitare le proprie funzioni di Governo peraltro in un ruolo assai delicato, concernente tra l'altro la funzionalità del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE);

valutato, inoltre, che:

l'articolo 10 della legge n. 400 del 23 agosto 1988 recante "Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri" sancisce che i Sottosegretari di Stato sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro che il Sottosegretario è chiamato a coadiuvare, sentito il Consiglio dei ministri;

prima di assumere le funzioni, i Sottosegretari di Stato prestano giuramento nelle mani del Presidente del Consiglio dei ministri con la seguente formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione";

il rapporto fiduciario tra Camere e Governo, di cui all'articolo 94 della Costituzione, deve considerarsi direttamente trasposto anche in riferimento ai Sottosegretari di Stato, in considerazione del loro ruolo di indirizzo, di supporto e di supplenza dell'attività del Governo nelle sedi parlamentari;

sono quindi venute meno le condizioni per la permanenza serena dell'onorevole avvocato Nicola Cosentino alla carica e alle funzioni di Sottosegretario di Stato,

impegna il Governo ad avviare immediatamente le procedure di revoca - su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri - della nomina a Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze dell'onorevole avvocato Nicola Cosentino.