Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00162

Atto n. 3-00162

Pubblicato il 21 luglio 2008
Seduta n. 43

NEGRI - Ai Ministri per la pubblica amministrazione e l'innovazione, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e della difesa. -

Premesso che:

la Croce rossa italiana (CRI), eretta a corpo morale con la legge 30 maggio 1884, n. 1243, ha, ai sensi dell’art. 7 del decreto-legge 20 settembre 1995, n. 390, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1995, n. 490 (Gazzetta Ufficiale 20 novembre 1995, n. 271), ad ogni effetto di legge qualificazione e natura di ente dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e, in quanto tale, è soggetta alla disciplina normativa e giuridica degli enti pubblici e che la natura pubblica è espressamente richiamata anche dall’art. 5 dello Statuto dell’associazione approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 maggio 2005, n. 97 (Gazzetta Ufficiale 8 giugno 2005, n. 131);

per l’assolvimento dei suoi servizi in tempo di pace e di guerra la Croce rossa italiana dispone di un corpo militare ausiliario delle Forze armate dello Stato il cui personale è disciplinato per quanto concerne “stato giuridico, reclutamento, avanzamento e trattamento economico” dal regio decreto 10 febbraio 1936, n. 484, così come modificato dalla legge 25 luglio 1941, n. 883, e dal decreto legislativo luogotenenziale 22 febbraio 1946, n. 379; ai sensi degli articoli 29, 249 e 116 del citato regio decreto n. 484 del 1936, gli iscritti nel Corpo militare della Croce rossa italiana, chiamati in servizio, sono militari e sottoposti alle norme del Regolamento di disciplina militare e del codice penale militare;

ai sensi della disciplina di cui al regio decreto n. 484 del 1936 e successive modificazioni, il Corpo militare della CRI dipende direttamente dal Presidente nazionale, mentre il Direttore generale esercita i poteri di gestione dell’associazione e tutte le funzioni di cui all’art. 16 del decreto legislativo n. 165 del 2001, tra cui l’adozione di atti e provvedimenti amministrativi e l’esercizio dei poteri di spesa e di acquisizione delle entrate;

l’amministrazione della CRI con ordinanza n. 336 del 2008 ha disposto l’annullamento delle ordinanze n. 1382, n. 1383 e n. 1384 del 17 luglio 2003 del Commissario di Governo pro tempore, dotato di poteri ordinari e straordinari (atti sottoscritti da alti Dirigenti del Comitato centrale e condivisi sia dal Collegio dei revisori dei conti pro tempore che dalla Corte dei conti che, in occasione della stesura della Relazione al Parlamento dell’anno 2006 relativa al conto consuntivo 2003 ha addirittura evidenziato con favore la procedura adottata) con i quali era stato avviato un iter amministrativo di transazione per il riconoscimento di quanto dovuto a titolo di competenze arretrate per promozioni e adeguamenti stipendiali per i quali il personale aveva sottoscritto rinuncia sia agli interessi di legge che all’esperimento di future azioni legali. In tal modo 915 lavoratori hanno ricevuto una formale comunicazione di interruzione dei termini di prescrizioni e preavviso di restituzione di somme (al lordo degli importi) per un circa 11 milioni di euro, gettando nello sconforto le rispettive famiglie;

considerato che:

da oltre tre anni dall’amministrazione centrale della CRI non sono ancora stati assegnati all’Ispettorato nazionale del Corpo militare della CRI, nonostante le incessanti richieste, circa 14 milioni di euro che il Ministero della difesa ha destinato esclusivamente al Corpo militare per l’ammodernamento e il potenziamento delle strutture operative mobilitabili che vengono impiegate su richiesta delle Forze armate. Ciò mina l'operatività e l’efficienza del personale determinando malcontento e frustrazione;

risultano, inoltre, in servizio 378 militari richiamati (alcuni precari da oltre un decennio) che sono stati esclusi dalle procedure di stabilizzazione previste dalle recenti leggi finanziarie,

si chiede di sapere quali provvedimenti i Ministri in indirizzo, in quanto organi di sorveglianza della CRI, intendano assumere per affrontare sia i problemi più annosi sia le ultime drammatiche emergenze.