Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02366
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Atto n. 3-02366
Pubblicato il 28 gennaio 2026, nella seduta n. 386
SIRONI - Al Ministro della cultura. -
Premesso che:
l’area di piazza d’Armi, situata nel quadrante ovest di Milano tra via delle Forze Armate, la caserma Perrucchetti e via Olivieri, è, con una superficie di circa 420.000 metri quadrati, uno dei più vasti spazi aperti rimasti nella città metropolitana, è un contesto naturale non antropizzato, habitat unico di varie specie protette nella sua zona umida e costituisce un importante polmone verde in una delle città più inquinate al mondo e con la minor quota pro capite di verde tra le grandi metropoli europee;
storicamente destinata a uso militare, comprende una vasta area verde, già destinata alle esercitazioni dei carri armati e ora interamente rinaturalizzata, e l'area dei magazzini di Baggio, realizzati in gran parte tra gli anni ‘20 e ‘30 del Novecento, che facevano parte del sistema logistico dell’Esercito italiano e la cui architettura presentava elementi tipici dell’edilizia militare del periodo fascista, come la simmetria compositiva, i volumi massivi, l’uso del mattone e dei tetti a falda. La maggior parte degli edifici del complesso dei magazzini sono stati nel novembre 2019 completamente demoliti;
nel suo insieme, l’area rappresenta uno dei contesti urbani e paesaggistici più significativi per estensione, memoria storica e identitaria della città e, proprio per tutelare tali valori, sono stati adottati, ai sensi del decreto legislativo n. 42 del 2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio), due provvedimenti di tutela su edifici del complesso dei magazzini: nel 2009, un vincolo diretto sulla palazzina di comando e nel 2016, una dichiarazione di interesse culturale sulla palazzina alloggi di via Olivieri n. 8;
nell'ottobre 2019 il Ministero per i beni culturali ha apposto un vincolo diretto sulla piazza d'Armi relativamente all'area verde (circa 34 ettari), imponendo l’obbligo di mantenerne la destinazione a verde e vietandovi qualsiasi edificazione, nonché un vincolo di tutela indiretta per l'area dei magazzini di Baggio (6,5 ettari), imponendo che ogni intervento di nuova edificazione nell’area garantisse la salvaguardia delle prospettive visive e la contestualizzazione spaziale dei due edifici con tutela diretta, e prevedesse tipologie architettoniche compatibili con il contesto, corti aperte verso l’interno, una distribuzione planimetrica rispettosa delle visuali con gli edifici vincolati e della relazione con l'area verde della piazza d'Armi, tali per cui le altezze dei nuovi volumi avrebbero dovuto uniformarsi con quelle dei due fabbricati storici tutelati (circa 11 metri);
in data 5 maggio 2025, il segretariato regionale del Ministero della cultura per la Lombardia ha emanato un nuovo decreto relativo alla piazza d'Armi, disponendo la decadenza del precedente. Tale nuovo decreto, pur permanendovi alcune prescrizioni del precedente, introduce per l'area dei magazzini di Baggio una nuova impostazione: gli eventuali nuovi edifici in prossimità di quelli tutelati dovranno uniformarsi in altezza a questi ultimi (circa 11 metri), ma agli ulteriori nuovi edifici, non collocati nella immediata adiacenza a quelli vincolati, viene ora consentita un’altezza di colmo fino a 24 metri;
considerato che:
gli edifici non immediatamente adiacenti ai manufatti sottoposti a tutela fanno parte del medesimo contesto paesaggistico e urbano e sono comunque prossimi sia agli edifici vincolati sia a quelli di nuova costruzione soggetti a restrizioni in altezza più stringenti: la possibilità di realizzare costruzioni con altezze superiori e differenziate rischia di modificare in modo significativo le prospettive visive originariamente protette, compromettendo l’equilibrio percettivo e identitario del contesto storico e causando disarmonie architettoniche, che incidono negativamente sul valore culturale complessivo;
è inoltre necessario valutare con particolare attenzione l’impatto che le differenze di altezza possono avere sugli edifici vincolati in termini di esposizione alla luce naturale, effetto estetico complessivo e piena fruibilità degli spazi, poiché l’innalzamento di nuovi volumi potrebbe determinare ombreggiamenti, alterazioni percettive e ripercussioni sull’utilizzo e sulla fruizione degli edifici storici, aspetti che richiedono un approfondimento specifico;
considerato inoltre che:
la società Invimit SGR, ente gestore dell’area su incarico del Ministero dell’economia e delle finanze, ha indetto, in data 1° luglio 2024, un bando dal valore complessivo di 1.647.477,31 di euro per un "Servizio di analisi strumentale non invasiva e valutazione del rischio bellico e bonifica bellica terrestre" relativo all’area di piazza d'Armi, magazzini di Baggio e area ex orti, in via Domokos;
negli anni precedenti, tuttavia, sono stati realizzati numerosi interventi che hanno comportato scavi profondi e movimentazione del suolo, tra cui la rimozione di serbatoi e indagini sul suolo (zona magazzini) nel 2017-2018 con 28 punti di campionamento e apertura di trincee, la demolizione dei magazzini nel 2018-2019 e la bonifica dell’area ex orti e demolizione delle baracche nel 2020;
tali lavori, caratterizzati dall’uso di mezzi pesanti e dalla diffusione di alterazioni nell’assetto del suolo, avrebbero reso opportuna, se non indispensabile, una verifica del rischio bellico prima della loro esecuzione;
considerato, infine, che:
con deliberazione della Giunta comunale di Milano n. 1633 del 23 dicembre 2025, sono stati approvati gli indirizzi per la stipula di un protocollo di intesa tra il Comune di Milano e Invimit SGR finalizzato alla rigenerazione dell’ambito di piazza d’armi quale grande funzione urbana nel piano di governo del territorio del Comune di Milano, atto che presuppone la realizzazione di rilevanti trasformazioni urbanistiche ed edilizie dell’area;
nell’ambito delle ipotesi di intervento contemplate, si prevede, tra le possibili funzioni, la realizzazione sull'area verde di estesi impianti e servizi connessi alle attività sportive, con edificazioni e impermeabilizzazioni imponenti (per attività, uffici e parcheggi), mentre il vincolo gravante sull’area verde della piazza d’Armi prescrive il mantenimento della destinazione a verde e vieta qualsiasi edificazione,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda verificare la compatibilità tra la deliberazione del Comune di Milano concernente gli indirizzi per la stipula di un protocollo di intesa sulla piazza d’Armi e il vincolo paesaggistico apposto nel 2019 dal Ministero per i beni culturali, chiarendo se le previsioni di sviluppo per attività sportive e servizi connessi siano compatibili con le prescrizioni di tutela che vietano ogni possibilità edificatoria nella porzione a verde maggiormente tutelata dell’area;
se intenda chiarire le valutazioni di natura tecnico-culturale che hanno motivato la decadenza del vincolo paesaggistico apposto dal Ministero della cultura nel 2019 sull’area dei Magazzini di Baggio, specificando se tale provvedimento sia stato accompagnato da adeguate valutazioni di impatto paesaggistico e da un confronto con gli enti locali e le comunità interessate;
se non si ritenga opportuno sospendere l’efficacia del decreto di decadenza del vincolo paesaggistico del 2019, in attesa di un approfondimento pubblico e interistituzionale, finalizzato a garantire la tutela e la valorizzazione dell’intero contesto urbano e storico dell’area.