Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02360

Atto n. 3-02360

Pubblicato il 27 gennaio 2026, nella seduta n. 385
Svolto question time il 29 gennaio 2026 nella seduta n. 387 dell'Assemblea

GASPARRI, ROSSO, DAMIANI, DE ROSA, FAZZONE, GALLIANI, LOTITO, OCCHIUTO, PAROLI, RONZULLI, SILVESTRO, TERNULLO, TREVISI, ZANETTIN - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. -

Premesso che:

il comma 891 dell’art. 1 della legge di bilancio per il 2019, al fine della messa in sicurezza dei ponti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza nel bacino del Po, ha istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo da ripartire, con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023;

con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, è disposta l'assegnazione delle risorse a favore delle Città metropolitane e delle Province territorialmente competenti e dell'ANAS S.p.A., in relazione alla rispettiva competenza quali soggetti attuatori, sulla base di un piano che classifichi i progetti presentati secondo criteri di priorità legati al miglioramento della sicurezza, al traffico interessato e alla popolazione servita. I soggetti attuatori certificano l'avvenuta realizzazione degli investimenti entro l'anno successivo a quello di utilizzazione dei fondi, mediante presentazione di apposito rendiconto al Ministero delle infrastrutture sulla base delle risultanze del monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche;

il comma 2 dell'articolo 9 del decreto-legge di proroga dei termini n. 200 del 2025 (all'esame della Camera) prevede la proroga dei termini previsti (originariamente entro il 31 dicembre 2025 ora prorogati al 30 giugno 2026) per l'accesso ai finanziamenti necessari per la messa in sicurezza dei ponti del bacino del Po, intervenendo sull'art. 7, comma 4-duodecies, secondo periodo, del decreto-legge n. 202 del 2024, relativo alla procedura di accesso al programma di finanziamento "ponti sul Po";

sono interessate dai finanziamenti citati le Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna per interventi spesso localizzati in posizioni strategiche per i collegamenti viari, indispensabili per zone che, purtroppo, più volte si sono trovate devastate dalle piene dei corsi d’acqua che le attraversano e per le quali la dotazione prevista è di fondamentale importanza;

in taluni casi si è resa necessaria la sottoscrizione preventiva di convenzioni per la condivisione di soluzioni progettuali o attuative, quali, ad esempio, l’accorpamento di più interventi o la necessità di individuare una stazione appaltante unica (la società di committenza regionale), con la conseguenza che le successive procedure autorizzatorie e attuative da espletare risultano particolarmente lunghe e complesse e ben giustificano la richiesta di una proroga dei termini di legge;

si prevede altresì che il mancato rispetto del termine comporti la revoca automatica delle risorse di provenienza statale che verranno versate all'entrata del bilancio per restare acquisite all’erario;

è stato presentato un emendamento al decreto-legge “milleproroghe”, a prima firma dell’on. Pella, che proroga al 31 dicembre 2026 i termini per l'aggiudicazione degli interventi per la messa in sicurezza dei ponti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza nel bacino del Po, finanziati con le risorse indicate all'art. 1, comma 891, della legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018),

si chiede di sapere quali iniziative intenda adottare il Ministro in indirizzo per consentire alle stazioni appaltanti beneficiarie delle risorse previste di proseguire nel completamento dell’iter necessario per procedere all’aggiudicazione degli interventi infrastrutturali, evitando così il rischio di vanificare, per alcuni interventi, il lavoro finora condotto per la realizzazione delle opere e di perdere i relativi stanziamenti assegnati.