Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02209
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Atto n. 3-02209 (in 9ª Commissione)
Pubblicato il 16 ottobre 2025, nella seduta n. 355
BERGESIO, BIZZOTTO, CANTALAMESSA - Al Ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. -
Premesso che:
a seguito dell’apertura da parte della Cina di un’indagine antidumping sull’importazione di prodotti suinicoli provenienti dall’Unione europea, sono stati imposti nei confronti dei Paesi europei dazi provvisori con aliquote variabili dal 15,6 al 62,4 per cento a seconda dell’azienda coinvolta nel processo di indagine antidumping avviato dalla Cina nei confronti della UE e, come noto, riconducibile ad iniziative di ritorsione da parte cinese verso i dazi imposti dalla UE sulle auto elettriche orientali;
gli Stati più colpiti sarebbero Spagna, Paesi Bassi, Danimarca, Germania e Belgio, che da soli sviluppano l’82,7 per cento delle esportazioni di carne suina della UE verso la Cina; tali politiche scellerate rischiano di avere comunque conseguenze molto gravi per la competitività delle filiere italiane;
l’Italia, che risulta ancora colpita dal blocco dell’export verso la Cina dal gennaio 2022 a causa della peste suina africana (PSA), potrebbe quindi vivere un ulteriore momento di difficoltà di mercato, anche con riferimento alla futura ripresa dell’export di carne suina e salumi verso il mercato cinese, giudicato strategico per l’economia italiana, con ricadute importanti sul settore suinicolo, già colpito da una lunga crisi;
secondo esperti di settore, i volumi di carne e derivati suinicoli colpiti dai dazi imposti dalla Cina alle aziende dei Paesi europei colpiti incideranno sui margini di queste in maniera sensibile: trattandosi, fra gli altri, dei principali fornitori a cui si rivolge la filiera italiana di carni suine e salumi (che si ricorda è autosufficiente solo per il 60 per cento dei propri fabbisogni). Il timore di ripercussioni sui livelli dei prezzi praticati sul mercato interno al fine di compensare le perdite sul mercato cinese è fondato;
i dazi sono entrati in vigore lo scorso 10 settembre e sono applicati in maniera provvisoria, con differenziazioni rilevanti per le aziende che collaborano (a cui si applica al massimo il 32,7 per cento) all’indagine antidumping avviata dal Governo cinese, rispetto alle aziende che non collaborano (a cui si applica il 62,4 per cento): in futuro questo può creare situazioni di maggior vantaggio all’export per le aziende che collaborano, rispetto a quelle che non collaborano, portando all’erosione delle quote di mercato cinese di queste ultime da parte delle prime; questa situazione potrebbe a sua volta generare scarsa disponibilità di materia prima nel mercato interno, specie con riferimento all’Italia, che necessita, per la tipicità delle proprie produzioni di salumeria, della qualità delle carni appositamente sviluppata da talune aziende che beneficiano dei dazi ridotti;
considerato che il trattato di libero scambio col Mercosur, atteso alla ratifica dell’Unione, potrebbe ulteriormente penalizzare l’agricoltura europea in assenza di regole di reciprocità per i prodotti importati dall’America latina,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo voglia farsi promotore, in sede europea, delle istanze provenienti dal settore suinicolo italiano, promuovendo un’azione coordinata con tutti gli Stati europei interessati per contrastare gli effetti dei dazi antidumping imposti dalla Cina, a tutela della competitività delle filiere italiane ed europee;
quali interventi di sostegno immediato e quali misure di pianificazione a medio termine intenda mettere in campo per salvaguardare il comparto suinicolo nazionale, sia al fine di compensare le perdite già subite, sia per prevenire ulteriori squilibri legati alle possibili ripercussioni sui prezzi interni.