Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02150

Atto n. 3-02150

Pubblicato il 17 settembre 2025, nella seduta n. 342
Svolto question time il 18 settembre 2025 nella seduta n. 343 dell'Assemblea

PAITA, FURLAN, FREGOLENT, BORGHI Enrico, MUSOLINO, RENZI, SBROLLINI, SCALFAROTTO - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:

secondo gli ultimi dati dell'INAIL, sono state 432, nei primi sette mesi del 2025, le denunce di infortunio mortale presentate all’INAIL, un dato in linea con le vittime del 2024 (meno 3), ma peggiorativo rispetto agli anni scorsi (più 4 vittime rispetto al 2023 e più 21 vittime rispetto al 2022), mentre calano nettamente rispetto ai picchi del 2020 (601) e del 2021 (543), segnati, tuttavia, dalla pandemia: di fatto, rispetto al 2019, i numeri sono sostanzialmente fermi, mettendo in luce come da parte del Governo non siano state assunte alcun tipo di misure realmente efficaci per contrastare tale inaccettabile fenomeno;

come noto, uno dei problemi intrinsecamente connesso alla scarsa sicurezza nei luoghi di lavori è indubbiamente la cronica carenza di personale dell'Ispettorato del lavoro, per il quale il Governo ha risposto esclusivamente sbloccando le assunzioni di 1.600 ispettori nel corso del 2024, un numero tuttavia insufficiente a garantire controlli repentini e omogenei su tutto il territorio nazionale:

nella relazione relativa all’anno 2024, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha evidenziato una innegabile correlazione tra l’aumento dei controlli e il numero di violazioni ravvisate: in particolare, su un totale di 139.680 accessi ispettivi, sono state accertate 83.330 violazioni in materia di salute e sicurezza, che hanno portato all’adozione di 15.000 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale: rispetto al 2023, inoltre, il tasso di irregolarità delle aziende ispezionate ha subito un incremento di 2 punti percentuali, arrivando al 74 per cento:

altresì il tema del lavoro sommerso in nero richiede assoluta attenzione da parte della Ministra in indirizzo: nel 2024 sono stati identificati 19.008 lavoratori in nero, di cui 1.368 privi di regolare permesso di soggiorno (più 13 per cento rispetto al 2023) e 1.226 casi accertati di caporalato;

profonda attenzione deve essere riposta, altresì, alla sicurezza nei luoghi di lavoro in campo agricolo, la quale non può inoltre scindersi dalla lotta all’odioso fenomeno del caporalato: sul tema va ricordato come il Governo Renzi sia intervenuto con decisione attraverso l’approvazione della legge 29 ottobre 2016, n. 199, che ha riformulato il reato di caporalato, introducendo una disciplina organica capace di affrontare in modo completo il fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori in ambito agricolo, una pratica che inevitabilmente comporta condizioni di lavoro prive di adeguati standard di sicurezza;

di fatto il nostro Paese è dotato di ogni strumento utile per combattere il caporalato qualora vi sia una strategia ramificata e volta a verificare che sia rispettata la legge 29 ottobre 2016, n. 199;

alla luce degli evidenti problemi legati alla sicurezza del lavoro, risulta fondamentale che il Governo si attivi affinché sia adottata una seria riforma del sistema degli appalti pubblici e privati, con l’obiettivo di mettere al centro la qualità del lavoro, i diritti e la sicurezza dei lavoratori;

il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere accompagnato dall’adozione di misure che garantiscano una formazione continua, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori, in materia di prevenzione e protezione: è quindi essenziale che, nel nostro Paese, si diffonda una vera cultura della sicurezza, che rappresenta senza dubbio lo strumento più efficace e solido per prevenire gravi incidenti;

l’articolo 4 della Costituzione riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e affida alla Repubblica il compito di favorire le condizioni necessarie affinché tale diritto sia concretamente garantito: la mancanza di adeguata sicurezza nei luoghi di lavoro compromette questo diritto essenziale, minando la dignità della persona e trasformando il lavoro, che dovrebbe essere strumento di crescita e inclusione sociale, in un contesto rischioso e potenzialmente dannoso,

si chiede di sapere quali misure la Ministra in indirizzo intenda adottare al fine di combattere il numero degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro, quali misure intenda promuovere per favorire la formazione continua e i controlli in materia di sicurezza, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori, in materia di prevenzione e protezione e se intenda potenziare in modo consistente e definitivo gli organici e degli enti preposti ai controlli in tema di rispetto delle misure di sicurezza e prevenzione degli infortuni sul lavoro.