Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-02143
Azioni disponibili
Atto n. 3-02143
(già n. 4-02137)
Pubblicato il 16 settembre 2025, nella seduta n. 341
NAVE - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali, delle imprese e del made in Italy e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
il “decreto anticipi” (decreto-legge n. 145 del 2023), recante “Misure urgenti in materia economia e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, ha introdotto l’estensione del fondo di garanzia anche agli enti del terzo settore (ETS) precedentemente riservato alle piccole e medie imprese;
in particolare, dal 1° gennaio 2024, gli ETS possono beneficiare della garanzia del fondo PMI con una copertura dell’80 per cento sul finanziamento bancario (a differenza delle norme precedenti che prevedevano una copertura del 50 per cento), senza applicare il modello di valutazione utilizzato per il rating bancario;
gli ETS e gli enti religiosi riconosciuti, a supporto dei finanziamenti bancari, possono richiedere la garanzia fino all’80 per cento dell’importo richiesto entro il limite massimo di 60.000 euro; tuttavia, le garanzie rilasciate in favore di questi nuovi soggetti beneficiari non potranno essere superiori al 5 per cento della dotazione finanziaria annua a disposizione dal fondo;
la circolare n. 21 del 22 dicembre 2023 del Mediocredito centrale, che gestisce il fondo, indica che gli enti del terzo settore possono accedere alla garanzia del fondo, purché iscritti sia al registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) sia al REA (repertorio economico amministrativo) presso il registro delle imprese delle camere di commercio e precisa che gli ETS non iscritti al REA possono comunque accedere alla garanzia del fondo, ma solo se la garanzia è finanziata da una sezione speciale gestita da altre amministrazioni, come il Ministero del lavoro e delle politiche sociali;
considerato che:
la copertura all’80 per cento rappresenta un vantaggio significativo per gli ETS, poiché permette loro di ottenere finanziamenti più ampi e agevolati per le loro attività. Inoltre, la semplificazione dell'accesso al credito, dovuta alla non applicazione del modello di valutazione utilizzato per il rating bancario, agevola ulteriormente la possibilità di ottenere la garanzia del fondo PMI;
ad oggi, la sezione speciale non risulta attiva e pertanto migliaia di enti del terzo settore non possono accedere alle opportunità date dal fondo di garanzia provocando mancati investimenti in attività di interesse generale svolte in maniera sussidiaria sui territori,
si chiede di sapere quali siano i motivi per cui la sezione speciale non risulta attiva e quali azioni di competenza i Ministri in indirizzo intendano intraprendere per procedere all’attivazione.