Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01749
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Atto n. 3-01749
Pubblicato il 12 marzo 2025, nella seduta n. 284
DE CRISTOFARO - Al Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica. -
Premesso che:
il Sito di interesse nazionale (SIN) di “Crotone - Cassano - Cerchiara” è stato incluso nell’elenco dei siti di bonifica di interesse nazionale ai sensi del decreto ministeriale 26 novembre 2002; ma quella che sembrava essere una decisione cruciale per il risanamento ambientale dei luoghi e la tutela della salute della popolazione residente si è trasformata in una vicenda interminabile, caratterizzata da ritardi, progetti fallimentari e incertezze burocratiche, che hanno paralizzato ogni sviluppo del territorio;
nel corso degli anni sono stati sottoscritti tre accordi di programma quadro (2006, 2011 e 2013) e due atti integrativi (2008 e 2009). L’impatto ambientale principale è ascrivibile alle tre maggiori attività produttive (stabilimenti ex Pertusola, ex Fosfotec ed ex Agricoltura), in esercizio nell’area tra gli anni '20 e i gli anni '90;
all’interno dell’area, ENI Rewind risulta essere proprietaria di una superficie pari a 71,5 ettari, corrispondente agli stabilimenti ex Pertusola, ex Agricoltura e ex Fosfotec, successivamente dismessi: sono le aree che hanno ospitato le industrie storiche Enichem e Pertusola Sud. Parte dei residui di lavorazione prodotti dai tre stabilimenti sono stati illecitamente stoccati nelle aree adiacenti, poste lungo la fascia costiera, tanto che con la sentenza definitiva del Tribunale di Milano del 24 febbraio 2012, ENI Syndial S.p.A. (oggi ENI Rewind) venne ritenuta responsabile e quindi condannata per accertato “danno ambientale” causato dal deposito ed occultamento nel sottosuolo di materiale nocivo derivante dalle scorie delle produzioni industriali;
secondo le informazioni disponibili sull’ultimo aggiornamento dello studio "Sentieri", per il sito di Crotone-Cerchiara-Cassano “la mortalità presenta in entrambi i generi eccessi per tutte le cause e per tutti i tumori e fra le cause di interesse eziologico a priori si osserva un eccesso di malattie respiratorie nella popolazione femminile”. Per le ospedalizzazioni invece vengono segnalate “eccessi delle malattie degli apparati digerente e urinario in entrambi i generi, e di malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Per le cause di interesse a priori si osservano nelle donne eccessi per tumore maligno del colon retto e per le malattie respiratorie”. Nelle conclusioni e raccomandazioni sul sito in esame, lo studio specifica che: “Nel suolo dell’area industriale di Crotone e nelle acque sotterranee si riscontrano elevate concentrazioni di metalli pesanti, in particolare cadmio, piombo e zinco; nell’area portuale anche arsenico, mercurio, cromo e rame. Viene inoltre segnalata contaminazione da DDT2”. Inoltre viene sottolineato come “La dovizia di informazioni sulla contaminazione delle diverse matrici ambientali e il riscontro di numerosi eccessi di mortalità e ospedalizzazione di patologie per le quali un ruolo eziologico degli agenti inquinanti presenti è accertato o sospettato, concorrono a indicare la necessità di un potenziamento della sorveglianza epidemiologica nell’area di Crotone”;
considerato che:
il 24 ottobre 2019 è stato approvato un primo Progetto operativo di bonifica (POB Fase 2) che prevedeva, da parte di ENI, l’asporto ed il trasferimento, fuori dalla regione Calabria, di tutti i rifiuti pericolosi, tra cui NORM e TENORM con amianto;
nonostante tale accordo, ENI più di recente ha proposto di lasciare i rifiuti speciali pericolosi nel territorio di Crotone trasferendoli a distanza di pochi chilometri, in una discarica privata in località Columbra, adiacente alle zone abitate;
con una serie di provvedimenti culminati il 12 marzo 2024 con la modifica del Piano di gestione dei rifiuti regionale, e con la proposta dopo soli tre giorni, avanzata da ENI Rewind di una revisione del piano di bonifica, in evidente contrasto con gli impegni precedenti, si è stabilito che i rifiuti pericolosi sarebbero stati lasciati a Crotone, nella discarica Sovreco di Crotone;
questa proposta, che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata irricevibile, è stata recepita e fatta propria dal Ministero dell’ambiente, che ha approvato il progetto con proprio decreto del 1° agosto 2024,
si chiede di conoscere quali siano le determinazioni del Ministro in indirizzo con riguardo alla vicenda in premessa, in particolare quali siano le motivazioni alla base della scelta di non rispettare gli impegni presi in precedenza e trattenere nel territorio di Crotone i rifiuti inquinanti, nonostante gli allarmanti dati sulla salute delle persone residenti nei territori limitrofi alle zone industriali dismesse e mai bonificate, di proprietà di ENI.