Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01723
Azioni disponibili
Atto n. 3-01723
Pubblicato il 26 febbraio 2025, nella seduta n. 278
RENZI, BORGHI Enrico - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
la microcriminalità, l’indice di delittuosità e il numero di reati giovanili aumentano in tutta Italia, soprattutto nelle grandi città;
le lesioni dolose sono aumentate di più del 2 per cento, le rapine dell’8 per cento, la violenza sessuale dell’8,5 per cento, l’estorsione ha raggiunto picchi del 75 per cento (in particolare a Milano);
a titolo di esempio, si evidenzia che nei giorni scorsi sono stati presentati i dati interforze di Firenze e provincia per il 2023-2024, relativi alle violenze commesse e subite dai minori: secondo le statistiche i minorenni denunciati nel 2024 ammontano a 594 (più di una denuncia al giorno), mentre gli arresti per i vari reati sono stati in totale 55, riscontrando una forte crescita dei fenomeni di violenza dei minori;
nel report viene segnalato come sia stato registrato un raddoppio del numero di vittime e un numero superiore di diciottenni che compiono violenze, in particolar modo verso i propri coetanei: tra i reati più in crescita vi sono le truffe, le frodi informatiche, mentre seguono i reati sessuali, resistenza a pubblico ufficiale e furti;
significativi risultano, altresì, i reati subiti da minorenni, ambito in cui, sempre a Firenze e provincia, si è registrato un aumento, passando da 1.126 minori che hanno subito reati nel 2023 a 1.155 nel 2024: inoltre, come segnalato durante l’iniziativa per la presentazione dei dati, oltre il 50 per cento dei fatti, dai quali poi sono scaturiti esiti drammatici, nascono da liti estemporanee, ad esempio fuori dalle discoteche;
la consapevolezza del Governo del forte aumento della criminalità giovanile registratosi negli ultimi due anni è confermata dalle operazioni condotte in questi giorni dalle forze dell’ordine, che hanno portato a 73 arresti in tutta Italia;
i dati sulla criminalità minorile rappresentano un fatto grave e in costante aumento, segno tangibile di un disagio psicologico e sociale, che sta investendo una parte delle nuove generazioni: le politiche di repressione messe in atto dal Governo in ambito minorile, come più volte ravvisato, si stanno dimostrando, secondo gli interroganti, del tutto controproducenti e sbagliate, perché non si preoccupano di risolvere all’origine i problemi legati alla criminalità giovanile, bensì ritengono in modo profondamente errato che l’aumento delle pene per i reati commessi dai minori possa risolvere le ragioni che si celano dietro tali reati;
le decisioni del Governo Meloni sono del tutto antitetiche: l’eliminazione della “18App”, cioè il bonus di 500 euro da spendere in cultura destinato a tutti i neo 18enni, introdotta nella legge di stabilità per il 2016 e presa a modello da diversi Stati dell’Unione europea, che ha consentito ai tutti i neomaggiorenni (senza distinzioni sulla base del calcolo ISEE o del voto di maturità, come invece previsto dalle ultime modifiche del Governo in materia), rappresenta un chiaro ostacolo, per decine di migliaia di giovani, alla possibilità di accedere alle attività culturali;
la decisione di non rifinanziare il Fondo per il contrasto alla povertà educativa, istituito durante il Governo Renzi con la legge di stabilità per il 2016 (articolo 1, commi 392-394, della legge 28 dicembre 2015, n. 208), del pari, dimostra la totale indifferenza rispetto all’aumento del disagio giovanile che in alcuni casi rischia di sfociare in episodi criminali;
il Governo, anziché investire in cultura e sicurezza (secondo il modello “un euro per un euro”) immobilizza preziose risorse finanziarie e personale delle forze dell’ordine nell’attuazione del “protocollo Albania”, nonostante lo stesso si sia rivelato del tutto inutile, inefficace e dispendioso;
al di là dei meri proclami e delle misure di facciata, il Governo non ha predisposto alcun piano per garantire sicurezza e attività culturali nelle periferie, limitando la propria azione a singoli quartieri e senza alcuna visione organica che garantisca l’incolumità dei cittadini su tutto il territorio nazionale;
occorre, ad avviso degli interroganti, riprendere il percorso avviato nel 2016 col “Bando per la presentazione di progetti per la predisposizione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”: un programma volto a stanziare più di 2,1 miliardi di euro di risorse pubbliche e 4 miliardi di euro di risorse private per i Comuni capoluogo e le Città metropolitane, con 120 progetti approvati di riqualificazione delle periferie urbane;
è urgente adottare iniziative di prevenzione che possano diminuire in modo sostanziale la criminalità giovanile, andando a individuare i fenomeni e le ragioni dai quali scaturiscono i reati di stampo minorile: è necessario un piano di prevenzione e d'intervento che tramite strumenti quali la scuola, l’educazione culturale, lo sport e le aggregazioni giovanili possano creare alternative e percorsi di crescita per i minorenni,
si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare affinché venga promosso un piano di interventi volto a risolvere alle radici il problema legato all’aumento dei reati di criminalità giovanile, considerando come le politiche repressive in materia di criminalità minorile messe in atto dal Governo e le decisioni di eliminare la misura “18App” e di non rifinanziare il Fondo per il contrasto alla povertà educativa, come prevedibile, non stanno in alcun modo risolvendo il problema.