Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01576

Atto n. 3-01576

Pubblicato l'8 gennaio 2025, nella seduta n. 259
Svolto question time il 9 gennaio 2025 nella seduta n. 260 dell'Assemblea

SALVITTI, BIANCOFIORE - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. -

Premesso che:

in Italia sono operativi sei stabilimenti Stellantis di assemblaggio: Torino Mirafiori, Modena, Cassino, Pomigliano d'Arco, Melfi e Atessa. Inoltre, tre centri si occupano della produzione dei cambi (Torino Mirafiori, Termoli e Verrone) e tre stabilimenti si occupano della produzione di motori (Cento, Pratola Serra e Termoli). Nel complesso, i citati stabilimenti Stellantis occupano circa 40.000 addetti;

nel 2024, la produzione di autovetture e furgoni commerciali si è fermata a 475.090 unità, contro le 751.384 dell’anno precedente (36,8 per cento in meno), un calo che si inserisce in un quadro di grave crisi dell’industria automobilistica in tutta Europa;

la transizione green, con la sua visione ideologica, ha infatti generato un crollo dei volumi di mercato determinando una "tempesta perfetta", che sta colpendo duramente l'intero settore; Volkswagen ha raggiunto un difficile accordo sindacale che prevede la chiusura di due stabilimenti in Germania, un taglio di oltre 35.000 posti di lavoro negli stabilimenti tedeschi entro il 2030, ossia il 29 per cento della forza lavoro totale, con la riduzione degli stipendi. Altre chiusure di stabilimenti e tagli del personale sono stati annunciati da Ford e da aziende della componentistica, quali Michelin e Bosch;

è notizia di qualche giorno fa che i sindacati europei abbiano indetto una manifestazione a Bruxelles per il 5 febbraio 2025, in cui chiederanno misure specifiche a sostegno dei lavoratori del settore auto, mentre anche la Germania ha chiesto al Presidente della Commissione europea una revisione urgente delle regole del “Green deal”, con interventi in linea con quanto previsto in modo più organico nel "non paper" presentato dall'Italia;

il "non paper" italiano, sostenuto da 15 Paesi europei, propone di rivedere il percorso della transizione green, con un piano automotive della UE che sostenga gli investimenti delle imprese e gli acquisti di veicoli, con incentivi comuni, stabili e duraturi nel tempo. Esso sollecita, inoltre, la rimozione del sistema delle multe che farebbe collassare del tutto l'industria dell'auto e una visione di piena neutralità tecnologica;

in un contesto così difficile, il Governo italiano è riuscito, dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Carlos Tavares, a impegnare Stellantis a mantenere tutti gli stabilimenti, garantire i livelli occupazionali e il ricambio generazionale, con un “piano Italia” che rivede investimenti quest'anno per almeno 2 miliardi di euro e 6 miliardi di acquisto di componenti nazionali, con la realizzazione di nuove piattaforme produttive e nuovi modelli, anche ibridi, così da aumentare la produzione di almeno il 50 per cento nel prossimo anno, sino a raggiungere una capacità produttiva di un milione di veicoli nel 2030;

è una chiara inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto nel passato, nel disimpegno e spesso nella sudditanza dei precedenti Esecutivi, e in netta controtendenza con quanto sta accadendo nel resto dell'Unione europea, cosa evidenziata con sorpresa anche nei principali giornali europei;

un obiettivo di grande rilievo che era stato sollecitato dal Parlamento nelle mozioni approvate alla Camera dei deputati il 16 ottobre 2024 e che è stato pienamente raggiunto, come riconosciuto a conclusione del tavolo Stellantis del 17 dicembre dai presidenti delle Regioni interessate, dall'ANFIA, associazione delle imprese della componentistica, e dai sindacati metalmeccanici;

anche il futuro dell’automotive italiano è, però, legato alle decisioni che verranno prese dalla nuova Commissione europea che, anche su indicazione del Governo italiano, intende affrontare le problematiche del settore nelle prossime settimane,

si chiede di sapere:

se al Ministro in indirizzo risulti che sia vero che Stellantis abbia rinunciato ad ogni supporto pubblico, a differenza di quanto accadeva nel passato;

quali siano nello specifico gli impegni di Stellantis con il “piano Italia”;

se, dopo essere riuscito a cambiare la politica dell’automotive in Italia, il Governo ritenga di riuscire a cambiare anche le regole in Europa per rilanciare un settore strategico per la nostra economia;

quali azioni di competenza il Ministro stia mettendo in atto per assicurare adeguate risorse a sostegno della riconversione e della riqualificazione industriale delle imprese del settore.