Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01492
Azioni disponibili
Atto n. 3-01492
Pubblicato il 21 novembre 2024, nella seduta n. 244
PARRINI, FRANCESCHELLI, ZAMBITO - Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. -
Premesso che:
il settore della moda, che riguarda 53.000 aziende e oltre 24.000 addetti, sta vivendo una delle più gravi crisi degli ultimi decenni;
la produzione nei settori del tessile, dell’abbigliamento, delle calzature e della pelletteria ha subito a luglio 2024 una diminuzione del 18,3 per cento su base annua e un calo complessivo del 10,8 per cento per il periodo gennaio-luglio 2024. Successivamente gli ordinativi sono peggiorati, scendendo al 7,7 per cento in meno in agosto 2024;
nel primo semestre 2024, le esportazioni sono calate del 5,3 per cento, registrando una perdita di 1,8 miliardi di euro di valore e, tra gennaio e giugno 2024, le imprese hanno visto diminuire gli introiti derivanti dalle vendite all’estero di 9,7 milioni al giorno;
la crisi delle imprese del settore si riflette anche sulle previsioni occupazionali per il trimestre settembre-novembre 2024, che risultano inferiori del 5,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
secondo i dati diffusi dalla Camera nazionale della moda italiana (CNMI) il comparto, allargato ai settori collegati come occhialeria e beauty, chiuderà il 2024 a 97,7 miliardi di euro di ricavi, registrando una frenata del 3,5 per cento rispetto al 2023;
considerato che:
a fronte della grave crisi del settore, è stato istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy il tavolo della moda;
nella riunione del 18 settembre 2024 è emersa la necessità, a fronte delle difficoltà che caratterizzano il comparto, di operare urgentemente per individuare soluzioni concrete a difesa degli equilibri economici e occupazionali, prevedendo almeno uno strumento di protezione del reddito ad hoc per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti in situazioni di crisi;
a distanza di oltre un mese dalla riunione, nell’articolo 2 del decreto-legge 28 ottobre 2024, n. 160, recante "Disposizioni urgenti in materia di lavoro, università, ricerca e istruzione per una migliore attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza", è stato inserito un ammortizzatore specifico utilizzabile dalle aziende del settore della moda fino a 15 dipendenti per un periodo che può arrivare, al massimo, al 31 dicembre 2024;
la misura, da tempo attesa, non appare tuttavia adeguata ad affrontare la crisi complessiva per diverse ragioni;
alla luce delle preoccupazioni rappresentate dalle parti sociali, sia dalle organizzazioni sindacali che dalle associazioni datoriali, rispetto al perdurare e all'estendersi a tutta la filiera di questa crisi, la durata dell’ammortizzatore per sole 12 settimane appare del tutto insufficiente;
inoltre, dalle stesse parti sociali è emersa la preoccupazione per la scarsa chiarezza della norma, sottolineando la necessità che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e l’INPS definiscano urgentemente il perimetro della misura, specificando in particolare i codici ATECO dei datori di lavoro potenzialmente beneficiari, ricomprendendovi chiaramente l’elenco dei codici che definiscono tutta la filiera del comparto moda, ivi compresi i produttori di articoli, accessori e minuteria in metallo per abbigliamento, calzature e articoli in pelle;
le imprese del comparto sono tornate a denunciare la gravità della situazione che colpisce in particolar modo le piccole imprese, sollecitando l’attuazione degli impegni assunti nelle riunioni del tavolo per scongiurare il rischio attuale di perdere una delle componenti importanti del patrimonio manifatturiero made in Italy,
si chiede di sapere:
se il Governo intenda prorogare la misura di sostegno al reddito oltre quanto previsto dall’articolo 2 del decreto-legge n. 160 del 2024, arrivando almeno al 30 giugno 2025, così come richiesto da istituzioni e parti sociali, alla luce di una crisi del comparto che si presenta come la più grave da oltre un ventennio;
se intenda adottare con urgenza un apposito provvedimento finalizzato a definire il perimetro della misura, specificando in particolare i codici ATECO dei datori di lavoro potenzialmente beneficiari, ricomprendendovi chiaramente, come indicato anche dalle Regioni, l’elenco dei codici che definiscono tutta la filiera del comparto moda, ivi compresi i produttori di articoli, accessori e minuteria in metallo per abbigliamento, calzature e articoli in pelle;
se intenda istituire in tempi rapidi un tavolo congiunto tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Ministero delle imprese, che coinvolga le Regioni interessate, le categorie economiche e le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, confederali e di categoria, per affrontare contestualmente, e non su tavoli separati, il tema della gestione dell’attuale crisi del settore moda e quello del suo rilancio strategico.