Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-01472

Atto n. 3-01472

Pubblicato il 19 novembre 2024, nella seduta n. 242
Svolto il 27 febbraio 2025 nella seduta n. 279 dell'Assemblea

FREGOLENT, SCALFAROTTO - Al Ministro della giustizia. -

Premesso che:

all’inaugurazione dell’anno giudiziario, lo scorso gennaio, il Presidente della Corte d’Appello di Torino, Edoardo Barelli Innocenti, facendosi portavoce della relazione fatta dal Presidente del Tribunale, Modestino Villani, dichiarò che l’ufficio del Giudice di pace di Torino continuava ad essere in particolare sofferenza, soprattutto per la carenza di personale;

su 139 giudici in organico, quasi un anno fa, ne erano operativi solo 8 e, nonostante il tentativo di fronteggiare la situazione con la supplenza di 7 GOP (giudici onorari di pace) del tribunale di Torino, la misura si è dimostrata assolutamente insufficiente per far fronte al carico nel settore civile;

a distanza di quasi un anno, a Torino, mediamente i giudici onorari in servizio costituiscono il 30 per cento della pianta organica;

al fisiologico numero di pensionamenti, non è seguito alcun ricambio e il Consiglio superiore della Magistratura non ha indetto alcun concorso che possa modificare la precaria situazione;

al contempo il consistente innalzamento delle soglie di valore per i procedimenti di competenza del Giudice di pace, a seguito della riforma dell'art. 7 del codice di procedura civile, ha fatto sì che oggi, davanti alla magistratura di pace, penda circa il 70 per cento del contenzioso giudiziario civile;

inoltre, con l’entrata a regime delle norme di cui agli articoli 27 e 28 del decreto legislativo 13 luglio 2017, n. 116, l'attrazione verso la competenza onoraria andrà inesorabilmente ad aumentarne la portata e, quindi, la sproporzione;

agli avvocati del Foro di Torino appare singolare e inaccettabile il ribaltamento di complesse vertenze verso la Magistratura onoraria, che, per ordinamento, dovrebbe occuparsi di questioni da decidere oralmente, senza gli obblighi e i diritti che normalmente accompagnano la carica o la funzione assegnata ai magistrati di carriera;

in aggiunta a quanto riportato, il mancato finanziamento di somme adeguate per l’attuazione della riforma richiamata, ha agito da volano verso la violazione dei precetti comunitari e costituzionali di diritto di difesa, giusto processo e ragionevole durata dello stesso, in totale contraddizione con lo spirito e la ratio dei principi espressi dall’Europa che sono state espresse nelle lettere di diffida al Governo italiano rispetto alle procedure di infrazione;

gli avvocati del Foro di Torino, il 12 novembre hanno manifestato davanti al Palazzo di giustizia del capoluogo piemontese per ribadire la necessità di interventi urgenti che garantiscano una maggiore attenzione del Governo nei confronti dell’ufficio del Giudice di pace della città che, privo di organici sufficienti vede la fissazione delle prime udienze a quasi 4 anni di distanza, con conseguenti procedimenti lunghi, costosi e caratterizzati da regole macchinose e che, stante le dotazioni di cancellerie e uffici amministrativi scarse e inadeguate, comporta gravissimi disservizi per gli avvocati e per le parti interessate;

in aggiunta ai problemi dell’ufficio del Giudice di pace di Torino, non si può non citare, in linea generale, anche le gravi problematiche che scaturiscono da una cronica mancanza di fondi e dall’irrisorietà dei compensi dei magistrati onorari che, come ribadito, sono ora investiti di responsabilità e carichi di lavoro assai ingenti,

si chiede di sapere:

quali interventi urgenti il Ministro in indirizzo abbia intenzione di porre in essere per garantire la funzionalità dell’ufficio del Giudice di pace di Torino e porre fine ai gravi disservizi che la carenza di organico e di fondi strutturali, ormai cronica, ha comportato e comporta;

stante le nuove disposizioni contenute nella riforma del processo civile e i sempre più importanti carichi di lavoro che gravano e graveranno sugli uffici dei giudici di pace, quali iniziative intenda assumere il Governo per garantire le risorse sufficienti all’adeguamento degli organici dei magistrati onorari, all’innalzamento dei loro compensi e al necessario incremento delle risorse umane e tecniche delle rispettive cancellerie e uffici amministrativi.