Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00745

Atto n. 3-00745

Pubblicato l'11 ottobre 2023, nella seduta n. 112
Svolto question time il 12 ottobre 2023 nella seduta n. 113 dell'Assemblea

UNTERBERGER, SPAGNOLLI, DURNWALDER, PATTON - Al Ministro dell'interno. -

Premesso che:

negli ultimi anni, l’Alto Adige/Südtirol è diventato teatro di frequenti episodi di violenza, anche da parte di minori;

spaccio di droga, risse e lesioni aggravate, furti e danneggiamenti, ma anche episodi di violenza contro le donne sembrano ormai essere all’ordine del giorno;

soprattutto le città di Bolzano e Merano sono nella morsa della piccola criminalità, che purtroppo vede spesso coinvolti migranti, sia senza permesso di soggiorno, sia di seconda generazione e, quindi, di cittadinanza italiana;

per discutere di questi temi e per cercare di risolvere il problema della sicurezza nelle città, il 5 ottobre 2023 si è tenuto un vertice a Bolzano, nella sede del commissariato del Governo, in conclusione del quale sono stati chiesti una maggiore presenza di agenti sulle strade e maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, specialmente nei luoghi e negli orari in cui generalmente si verifica il maggior numero di episodi di violenza e microcriminalità;

considerato altresì che:

a tal fine, gli organici delle forze di polizia appaiono non solo sottodimensionati, ma anche mal distribuiti sul territorio provinciale: il commissariato di Merano, comune di 41.000 abitanti, ha 40 agenti a disposizione, lo stesso numero del commissariato di San Candido, comune di 3.000 abitanti al confine con l’Austria, mentre, 20 anni fa, l’organico in dotazione al commissariato di Merano era di 80 agenti, ma nel frattempo il carico di lavoro è fortemente aumentato, con attività quali la gestione dei permessi di soggiorno e incombenze burocratiche connesse al rilascio dei passaporti;

anche le forze di Polizia locale, con un totale di 380 agenti su tutto il territorio della provincia di Bolzano, sono cronicamente sotto organico: stando alle linee guida del Ministero dell’interno, infatti, dovrebbe esserci un agente ogni 1.000 abitanti;

peraltro, da diversi anni ormai la Polizia locale chiede di essere classificata come forza di polizia “paritaria”, il che richiederebbe una modifica dell’articolo 16 della legge n. 121 del 1981, in base al quale solo i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di finanza e il Corpo forestale sono forze di polizia, responsabili della sicurezza pubblica;

la Polizia locale è attualmente classificata, invece, come polizia amministrativa, senza accesso ai database della polizia, nonostante anche l’Unione europea abbia chiesto un’equiparazione, pur svolgendo le stesse attività delle altre forze dell’ordine e sebbene anche gli agenti della Polizia locale siano armati come tutti gli altri e potrebbero, quindi, intervenire in situazioni di emergenza, mentre oggi sono tenuti a contattare le altre forze di polizia anche solo per l’identificazione dei responsabili, che potrebbero essere anche persone con precedenti penali;

appare pertanto evidente che, alle condizioni attuali, le forze dell’ordine hanno forti difficoltà a garantire un’efficace attività di contrasto e repressione degli episodi di violenza e criminalità;

infine, in un’ottica di sicurezza, si ritiene ormai indispensabile la costruzione del nuovo carcere di Bolzano, necessario anche per restituire condizioni di piena dignità ai detenuti;

l’attuale carcere di via Dante è, infatti, una struttura fatiscente, in perenne sovrannumero rispetto alla capienza prevista, tanto che non sono mancati casi di detenuti che hanno chiesto un risarcimento allo Stato, ai sensi dell’articolo 35-ter della legge n. 354 del 1975, per sovraffollamento carcerario (lo spazio minimo individuale di un detenuto non dovrebbe essere inferiore a 3 metri quadrati) e in violazione dell’articolo 3 della CEDU,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo, per garantire un’efficace azione di contrasto alla criminalità, non intenda intervenire prontamente per risolvere, innanzitutto, il problema relativo al sottorganico delle unità di polizia in Alto Adige/Südtirol, anche attraverso una migliore distribuzione sul territorio provinciale e un’equiparazione delle forze di polizia locale alle altre forze di polizia, e se non concordi sulla necessità di dare una risposta concreta in merito alla questione del carcere di Bolzano, un’opera da troppi anni nell’agenda degli interventi da realizzare e ormai improcrastinabile.