Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00739

Atto n. 3-00739

Pubblicato l'11 ottobre 2023, nella seduta n. 112
Svolto question time il 12 ottobre 2023 nella seduta n. 113 dell'Assemblea

MENNUNI, MALAN, COSENZA, MARCHESCHI, BUCALO, IANNONE, MELCHIORRE, SPERANZON - Al Ministro dell'istruzione e del merito. -

Premesso che:

i programmi scolastici allo studio della storia sono stati, nel corso degli anni, oggetto di importanti modifiche;

nella scuola primaria, è prevista la trattazione sistematica e in ordine cronologico dei periodi che vanno dalla comparsa dell’uomo alla tarda antichità: il primo biennio è propedeutico; il terzo anno è dedicato alla terra prima dell’uomo e alla preistoria, con accenni a miti e leggende delle origini; in quarta e quinta è la volta della storia antica (civiltà del Vicino Oriente, Grecia e Roma fino alle origini del cristianesimo). Nella secondaria di primo grado, il percorso va dalla tarda antichità al XXI secolo, con l’ultimo anno interamente dedicato al Novecento;

considerato che:

tale percorso si ripete per una seconda volta nella scuola secondaria di secondo grado, ma con delle criticità, rappresentate, in particolare, dall’obbligo scolastico che termina con il compimento del sedicesimo anno di età, il quale non consente di completare il percorso cronologico tracciato dai programmi ministeriali, e dalla riduzione del monte ore di storia e geografia nei licei;

questi ordinamenti hanno portato, in circa dieci anni, ad una carenza nella conoscenza storica della popolazione scolastica. Alle famiglie, infatti, non sfugge quanto i figli, ormai grandi, non siano capaci di orientarsi storicamente e geograficamente nella banale visita di una città italiana;

considerato che:

la disciplina, per la sua complessità, richiede la formulazione di un percorso ben articolato, con una progressione di attività e di conoscenze adatta alle diverse fasi dell’apprendimento, in grado di distribuire lungo tutto l’arco della cosiddetta scuola dell’obbligo i diversi compiti dell’insegnamento;

nella scuola primaria, la storia generale è deputata a far scoprire agli alunni il mondo storico mediante la costruzione di un sistema di conoscenze riguardanti quadri di civiltà o quadri storico-sociali, senza tralasciare i fatti storici fondamentali. Nella scuola secondaria di primo grado, invece, lo sviluppo del sapere storico riguarderà anche i processi, le trasformazioni e gli eventi che hanno portato al mondo di oggi;

considerato, inoltre, che:

l’inefficacia dell’insegnamento scolastico potenzia le disuguaglianze sociali: le famiglie colte possono provvedere ad una compensazione delle scarse conoscenze dei figli, ma ciò non avviene proprio dove è necessario che avvenga, ossia tra i ragazzi di bassa estrazione sociale e tra gli immigrati. Per questi ultimi la conoscenza della storia italiana ed europea è strumento imprescindibile per una piena integrazione;

l’insegnamento e l’apprendimento della storia contribuiscono all’educazione al patrimonio culturale e alla cittadinanza attiva. I docenti insegnano agli alunni il nesso tra le tracce e le conoscenze del passato, l’utilizzo coscienzioso delle fonti archeologiche, museali, iconiche, archivistiche, il valore di beni culturali, fornendo, in tal modo, un contributo fondamentale alla cittadinanza attiva;

la storia si apre all’utilizzo di metodi, conoscenze, visioni, concettualizzazioni di altre discipline. Gli insegnanti, mettendo a profitto tale peculiarità, potenziano gli intrecci disciplinari suggeriti dai temi proposti agli alunni. In particolare, è importante curare le aree di sovrapposizione tra la storia e la geografia in considerazione dell’intima connessione che c’è tra i popoli e le regioni in cui vivono;

a parere degli interroganti, sarebbe auspicabile ripristinare il sistema dell’apprendimento dei contenuti, con la ripetizione di tutto il percorso cronologico fino all’età contemporanea, tenendo conto del limite attuale dell’obbligo scolastico, ossia i 16 anni. Questa scansione consentirebbe ai bambini di apprendere entro gli 11 anni di età una chiara periodizzazione delle epoche e di compiere il percorso cronologico, con i diversi livelli di approfondimento, per almeno due volte,

si chiede di sapere se e quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per ripristinare la centralità dell’insegnamento della storia e della geografia, rimodulandone i programmi, consentendo, anche tramite un incremento delle ore spettanti, il completamento del percorso cronologico e geografico fino all’età contemporanea e favorendo lapprendimento con adeguata attenzione alla tradizione greco-romana, quale pietra miliare dell’identità nazionale ed europea.