Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00563

Atto n. 3-00563

Pubblicato l'11 luglio 2023, nella seduta n. 85
Svolto il 5 ottobre 2023 nella seduta n. 110 dell'Assemblea

SCALFAROTTO - Al Ministro della cultura. -

Premesso che:

l’archivio Centrale dello stato, con sede a Roma, custodisce la memoria documentale dello Stato unitario, conserva archivi e documenti, su qualunque supporto, degli organi centrali dello Stato italiano e vigila sulla formazione di detti archivi;

si tratta di un ufficio dotato di autonomia speciale di livello dirigenziale generale, cui sono attribuite fondamentali attività di ricerca, consultazione, formazione e promozione culturale, in diretta attuazione dell’articolo 9 della Costituzione che attribuisce alla Repubblica il compito di tutelare il patrimonio storico e artistico della nazione, nonché promuovere “lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”;

il valore storico e culturale della documentazione conservata all’archivio Centrale dello Stato è immenso: la sua documentazione testimonia la storia, la memoria, i costumi e l’evoluzione del nostro Paese, rappresentando una fonte pressoché inesauribile di sapere e conoscenza;

proprio nel mese di giugno 2023, il canale radiotelevisivo RAI Storia ha trasmesso un documentario (“Italia: viaggio nella bellezza. La memoria in uno scrigno. L’Archivio Centrale dello Stato”) che evidenzia la ricchezza e le virtualità racchiuse nella documentazione;

storici, archivisti, storici e appassionati frequentano quotidianamente le sale della sede di Roma, prendendo diretto contatto con documentazione e carteggi “liberamenti consultabili” ai sensi dell’articolo 122 del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;

l’articolo 6 del codice stabilisce che la valorizzazione del patrimonio culturale consiste anche nell’”assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso”;

a tale riguardo consta che in una mattina del maggio scorso una parte del sottotetto del porticato esterno della sede dell’archivio, immobile dichiarato di interesse particolarmente importante nel 2004, sia caduta a terra, fortunatamente senza colpire nessuno;

consta anche che in diverse sale interne gli impianti di riscaldamento e di raffreddamento dell’aria non siano funzionanti da diversi mesi, costringendo i lavoratori, gli studiosi e gli altri fruitori a svolgere le proprie ricerche al freddo, d’inverno, e al caldo torrido d’estate;

tali condizioni non appaiono confacenti a un luogo di cultura e memoria di estrema importanza per il nostro Paese: assicurare agli studiosi condizioni di sicurezza e dignitose rappresenta assunto minimo e imprescindibile per consentire la “libera consultazione” di documenti che costituiscono diretto portato del nostro patrimonio culturale,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda adottare per assicurare condizioni di sicurezza e dignitose per lavoratori, studiosi, appassionati, ricercatori e cittadini che intendono esercitare il proprio diritto di accedere e fruire dell’immenso patrimonio culturale espresso dalla documentazione conservata all’archivio Centrale dello Stato.