Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00486

Atto n. 3-00486

Pubblicato il 31 maggio 2023, nella seduta n. 74
Svolto question time il 1° giugno 2023 nella seduta n. 75 dell'Assemblea

RONZULLI, DAMIANI, FAZZONE, GASPARRI, LOTITO, OCCHIUTO, PAROLI, ROSSO, SILVESTRO, TERNULLO, ZANETTIN - Al Ministro dell'istruzione e del merito. -

Premesso che:

la riforma degli “ITS academy” ha fatto in modo che questi istituti tecnici superiori costituiscano la formazione terziaria, ma non universitaria, che dovrebbe rispondere alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione, avvalendosi di un corpo docente proveniente per almeno il 50 per cento dal mondo del lavoro, che insegna in corsi che si articolano di norma in quattro semestri (1.800-2.000 ore) e possono arrivare fino a sei semestri;

le sei aree tecnologiche dei corsi di durata biennale o triennale sono: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy (sistema agroalimentare, sistema casa, sistema meccanica, sistema moda, servizi alle imprese), tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turismo, tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

di fatto, gli ITS academy sono degli istituti tecnici superiori, ai quali però si accede dopo il diploma della scuola secondaria superiore, valutata una buona conoscenza dell'inglese e dell'informatica;

in Germania, invece, esiste il percorso universitario delle lauree triennali in scienze applicate, nelle varie discipline, dove gli studenti (oltre un milione ogni anno), oltre ad acquisire una formazione e una competenza per l'inserimento immediato nel mondo del lavoro, al termine della laurea ricevono il bachelor e i crediti formativi utilizzabili qualora vogliano continuare la carriera universitaria;

il Ministro in indirizzo ha già firmato un decreto di riparto di 500 milioni di euro destinati al potenziamento dei laboratori degli istituti tecnici superiori, nell’ambito della missione istruzione e ricerca del PNRR, che prevede un investimento complessivo di 1,5 miliardi a favore degli ITS;

si rileva che esistono delle criticità, posto che, una volta ottenuto il diploma di tecnico superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del quadro europeo delle qualifiche (EQF), il diplomato non può riscattare gli anni di studio, come avviene per la laurea, ai fini pensionistici; può utilizzare al massimo solo 40 crediti formativi del diploma biennale ITS (e non tutti i diplomi assegnano crediti) per proseguire un eventuale corso di studi, nella stessa area, in ambito universitario, mentre ogni anno universitario, invece, riconosce 60 crediti; non può utilizzare il valore legale del diploma per l’eventuale partecipazione a concorsi pubblici, che sono riservati o ai laureati o ai diplomati; inoltre, i diplomi ITS non danno il titolo che dà una laurea triennale; infine, va detto che anche il nome ITS academy non è poi così “seducente” per i ragazzi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'adozione di misure, anche d'intesa con gli altri Ministri competenti (del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione), per risolvere le criticità evidenziate, rendendo in questo modo più attrattivi nei confronti dei ragazzi i percorsi di studio della formazione superiore.