Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 1-00047

Atto n. 1-00047

Pubblicato il 16 maggio 2023, nella seduta n. 67
Esame concluso il 17 maggio 2023 nella seduta n. 68 dell'Assemblea

MAIORINO, MALAN, BAZOLI, ROMEO, SCALFAROTTO, RONZULLI, UNTERBERGER, BIANCOFIORE, DE CRISTOFARO

Il Senato,

premesso che:

il 17 maggio di ogni anno si celebra in tutta Europa la giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia per riflettere e denunciare ogni forma di violenza morale, fisica e simbolica legata all’orientamento sessuale;

la scelta della data del 17 maggio ha un forte valore simbolico e storico: è il giorno in cui, il 17 maggio 1990, l’Organizzazione mondiale della sanità rimosse l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie, specificando che non esiste nessuna devianza e nessuna patologia, ma che l’orientamento sessuale fa semplicemente parte dell’identità di ogni essere umano;

nonostante siano passati 33 anni da quella declassificazione, il cammino internazionale per l’affermazione della parità dei diritti delle persone omosessuali è ancora impervio e lungo: ancor oggi 71 Paesi del mondo hanno leggi punitive contro l’omosessualità e gli orientamenti sessuali: non da ultimo il 21 marzo 2023 il Parlamento dell’Uganda ha approvato uno dei più severi disegni di legge contro l'omosessualità al mondo, che configura come reato l'attività sessuale consensuale tra adulti dello stesso sesso, rende alcuni reati punibili con la pena di morte e introduce pene detentive fino a 20 anni per le persone che si dichiarano omosessuali;

è proprio il continente africano ad avere le leggi più severe in tema di omosessualità tanto da mettere in pericolo la vista stessa delle persone a causa del loro orientamento sessuale: non solo in Uganda, ma anche in Mauritania, Sudan, Nigeria settentrionale e Somalia meridionale è prevista la pena di morte e, come riportato dai dati di Amnesty International, in altri Paesi l’omosessualità è considerata un reato ed è punita con il carcere. Le leggi più severe sono in Gambia, Sierra Leone e nell’area centroafricana (Uganda, Kenya, Tanzania, Zambia), dove è previsto perfino l’ergastolo. Ci sono poi Stati come l’Eritrea e il Sud Sudan in cui le persone, a causa del loro orientamento sessuale, possono subire condanne dai 7 ai 10 anni;

sia la Libia che il Camerun prevedono la detenzione fino a 5 anni. In Marocco la detenzione è fino a 3 anni, così come in Ghana, Guinea, Togo e Tunisia. In Algeria e Chad il reato è punito con 2 anni di carcere, in Liberia e Zimbabwe un anno. In molti dei Paesi menzionati sono previste anche sanzioni economiche e multe in aggiunta alla detenzione;

la situazione non è migliore in molti Paesi arabi: in Iran è prevista la flagellazione, in Arabia saudita la lapidazione, negli Emirati arabi uniti la pena di morte, e ancora la situazione è drammatica in Afghanistan dopo il ritorno al potere dei Talebani;

considerato che:

il 18 dicembre 2008, 66 Stati hanno sostenuto una dichiarazione dinanzi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, esortando gli Stati ad adottare tutte le misure necessarie, in particolare legislative o amministrative, per garantire che l'orientamento sessuale o l'identità di genere non possano in alcun caso costituire la base per sanzioni penali, in particolare esecuzioni, arresti o detenzioni;

il 4 maggio 2015, l'ufficio dell'alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, in una sua relazione, ha raccomandato agli Stati di rivedere il loro diritto penale al fine di sopprimere i reati relativi a comportamenti sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso e altri reati utilizzati per arrestare e punire le persone sulla base del loro orientamento sessuale, dell'identità o dell'espressione di genere, ordinare una moratoria immediata sulle pertinenti azioni penali e cancellare tali reati dai casellari giudiziari delle persone condannate,

impegna il Governo a sostenere nelle competenti sedi istituzionali europee ed internazionali un’ampia coalizione di Stati per promuovere la depenalizzazione universale delle condotte relative a rapporti consensuali tra persone adulte dello stesso sesso e a garanzia del rispetto dei diritti umani universali.