Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00128
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Atto n. 3-00128
Pubblicato l'11 gennaio 2023, nella seduta n. 27
DE PRIAMO, MALAN, SPERANZON, SALLEMI, ZEDDA, BALBONI, PERA, DELLA PORTA, LISEI, SPINELLI, BARCAIUOLO, MENIA, MIELI - Al Ministro dell'interno. -
Premesso che:
recentemente l’organizzazione non governativa "Safeguard defenders" ha reso noto un proprio rapporto relativo all’apertura di numerose “stazioni di polizia” all’estero da parte della Repubblica popolare della Cina;
secondo tale rapporto, sarebbe proprio l’Italia, con 11 “stazioni di polizia” cinesi non ufficiali, il Paese con il maggior numero di presenze;
stando a tale rapporto, inoltre, la rete parrebbe composta da oltre 100 sedi in più di 50 Paesi nel mondo;
la maggior di queste “stazioni di polizia” (in Italia ne sarebbero state individuate a Milano, Roma, Prato, Firenze, Venezia e Bolzano) sarebbero state aperte senza autorizzazione;
nel replicare alle critiche, il Governo cinese ha sottolineato la funzione di assistenza nel disbrigo pratiche burocratiche ai cittadini cinesi che vivono all’estero svolta da questi centri, dal rinnovo del passaporto a quello della patente;
eppure, secondo quanto si apprende dal report della suddetta organizzazione non governativa, le sedi sarebbero al contrario utilizzate dalla Cina per sorvegliare, perseguire e, in alcuni casi, rimpatriare gli esuli e i dissidenti, avvalendosi di accordi bilaterali in materia di sicurezza siglati con i governi dei Paesi ospitanti;
secondo quanto riferito da Safeguard Defenders, le stazioni di polizia si muoverebbero al di fuori dei normali canali utilizzati per l’estradizione: difatti sembrerebbero sussistere prove di intimidazione subite dai cittadini cinesi in Italia, tra cui, ad esempio, quelle ai danni di un operaio accusato di appropriazione indebita, rientrato in Cina dopo tredici anni passati in Italia e di cui si sono perse le tracce,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto esposto e quali iniziative si intenda intraprendere al fine di verificare se effettivamente i suddetti centri assolvano a funzione di polizia, controllo, ricerca e repressione nei confronti delle comunità cinesi presenti sul territorio italiano, magari in collaborazione con le autorità asiatiche;
se effettivamente, e in quali termini, siano stati stipulati accordi con la Repubblica popolare cinese in materia e, in tal caso, quale sia il loro contenuto.