Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00004
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Atto n. 3-00004
Pubblicato il 26 ottobre 2022, nella seduta n. 4
FINA - Ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali. -
Premesso che:
il marchio Brioni rappresenta una delle più importanti eccellenze del made in Italy sartoriale;
per i cittadini del comprensorio della vallata vestina in Abruzzo da decenni ha un significato identitario. Gli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova sono stati a lungo, e lo sono ancora, i principali canali di occupazione, nonché punti fermi per lo sviluppo economico, sociale e culturale dell'intero territorio e della regione Abruzzo;
a livello aziendale e manageriale, Brioni ha a lungo rappresentato una vera e propria eccellenza internazionale e molto di questa pioneristica organizzazione è dovuta alla lungimiranza di Lucio Marcotullio, insignito delle più alte onorificenze, tra le quali quella di cavaliere del lavoro, padre fondatore di una scuola superiore di sartoria e, successivamente, della fondazione ForModa;
considerato che:
nel 2011, il marchio Brioni è stato acquistato dal gruppo Kering, con la missione di unire la tradizione sartoriale con le nuove tendenze e richieste del mercato della moda di lusso. Questa ristrutturazione aziendale ha, però, comportato un profondo mutamento della "natura" stessa di Brioni e un susseguirsi di vertenze, con tutto ciò che ne consegue in termini di licenziamenti, esuberi e riduzione di salari;
nel 2016, grazie all'interessamento del vicepresidente della Regione Abruzzo e alla mobilitazione di lavoratori, lavoratrici e organizzazioni sindacali, si è giunti ad una prima soluzione di compromesso della situazione di crisi;
nel 2021, la proprietà ha annunciato un piano industriale 2021-2025 con la previsione di ulteriori 321 esuberi, una razionalizzazione dei costi e un ridimensionamento dei siti produttivi di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova;
così come denunciato unitariamente anche dalle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, il piano rischia di impoverire il marchio Brioni con ulteriori negative ricadute occupazionali, facendo pagare un prezzo salatissimo alle maestranze che già tanti sacrifici sono state costrette a compiere;
il territorio paga già una serie di calamità naturali come terremoti ed eventi atmosferici di particolare violenza, nonché da cicliche e profonde crisi economiche e tassi di spopolamento ed emigrazione, soprattutto giovanile, ben al di sopra della media regionale e nazionale;
nell'aprile 2021 le sigle sindacali e la proprietà hanno sottoscritto un accordo di uscite volontarie con incentivo all'esodo e hanno aderito a questa misura e perfezionato il verbale di conciliazione circa 260 unità e ulteriori 25 occupati sono stati ricollocati all'interno dell'azienda;
lo scorso 11 ottobre 2022, si sono nuovamente riunite presso il Ministero dello sviluppo economico le organizzazioni sindacali e i vertici amministrativi della Brioni per la verifica del piano industriale;
il 17 ottobre è stata ricevuta da CGIL, CISL e UIL la comunicazione di apertura ufficiale della procedura di mobilità per il licenziamento di 24 dipendenti, nonostante la richiesta di utilizzare strumenti alternativi per mitigare le ricadute a livello sociale;
la Regione Abruzzo si è impegnata in più occasioni a sviluppare interventi di tipo formativo per la riconversione e l'aggiornamento dei lavoratori, cui non sono mai seguiti gli atti conseguenti,
si chiede di sapere:
quali siano gli interventi previsti per far fronte alle problematiche occupazionali esposte e quali siano gli strumenti che i Ministri in indirizzo intendano attivare per favorire la piena riqualificazione dei lavoratori e scongiurare gli esuberi previsti dal nuovo piano industriale successivo al 2025;
quali misure intendano adottare per garantire la continuità operativa dell'azienda Brioni nel territorio della vallata vestina in Abruzzo, evitare un'ulteriore spoliazione del territorio e scongiurare il rischio della delocalizzazione delle produzioni che, seppur mai dichiarato, è stato più volte paventato.