Legislatura 19ª - Atto di Sindacato Ispettivo n. 3-00002
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Atto n. 3-00002
Pubblicato il 25 ottobre 2022, nella seduta n. 3
PARRINI, ALFIERI, MISIANI, ZAMBITO, FRANCESCHELLI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno, dell'economia e delle finanze, delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR. -
Premesso che:
la missione 5 (inclusione e coesione), componente 2 (infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore), investimento 2.1, del PNRR prevede uno stanziamento di 3,3 miliardi di euro per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale;
l'articolo 1, commi 534, della legge n. 234 del 2021 (legge di bilancio per il 2022) ha stanziato in favore dei Comuni contributi per un limite massimo di 300 milioni di euro per l'anno 2022 per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, di miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale. Il successivo comma 535 ha individuato fra i soggetti che possono richiedere i contributi i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti che, in forma associata, presentano una popolazione superiore a 15.000 abitanti nel limite massimo di 5 milioni di euro e i Comuni non beneficiari delle risorse attribuite con il decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze e con il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili 30 dicembre 2021, di cui all'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2021;
il comma 536 ha previsto, inoltre, il termine del 31 marzo 2022 per la presentazione delle richieste di contributo da parte dei suddetti enti locali, mentre il successivo comma 537 ha previsto, ai fini della ripartizione delle risorse disponibili, che: a) "qualora l'entità delle richieste pervenute entro tale data superi l'ammontare delle risorse disponibili, l'attribuzione è effettuata a favore dei comuni che presentino un valore più elevato dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM). Nel caso di forme associate è calcolata la media semplice dell'IVSM"; b) l'attribuzione del contributo è fatta assicurando il rispetto dell'articolo 7-bis del decreto-legge n. 234 del 2016 in materia di assegnazione differenziale di risorse aggiuntive alle Regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna;
considerato che:
in applicazione dei suddetti criteri, il decreto del capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell'interno 19 ottobre 2022 ha individuato, quali soggetti beneficiari dei contributi stanziati dalla legge di bilancio per il 2022 per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, esclusivamente i Comuni delle regioni Calabria, Campania, Marche, Puglia e Sicilia, escludendo pertanto dai benefici le istanze regolarmente presentate da parte di Comuni collocati nel resto del territorio nazionale;
su un totale di 5.268 istanze presentate, per una richiesta complessiva di oltre 5.600 milioni di euro, ne sono state accolte soltanto 202, di cui 93 relative a Comuni della regione Campania, 57 relative a Comuni della regione Calabria, 33 relative a Comuni della regione Sicilia, 13 relative a Comuni della regione Puglia e 6 relative a Comuni della regione Marche. Tutte le predette richieste, tranne una per ragioni di incoerenza della richiesta, sono state accolte senza sostanziali differenze tra contributo richiesto e importo finanziato;
fra i territori completamente esclusi dai suddetti benefici vi sono, tra gli altri, la Lombardia con 697 istanze depositate dai Comuni, il Piemonte con 620, il Veneto con 439, la Toscana con 322 e fra le regioni escluse del Centro-Sud colpisce la presenza della Sardegna che pur avendo depositato 304 istanze non ha ricevuto alcun finanziamento, dell'Abruzzo con 170 istanze e il Molise con 124 istanze;
rilevato che:
a seguito dell'emanazione del citato decreto ministeriale, numerosi Comuni, in ragione della validità dei progetti di rigenerazione urbana presentati, hanno sollevato forti perplessità sui criteri utilizzati per la selezione delle istanze che rischiano di determinare inaccettabili ed incomprensibili disparità territoriali e anche all'interno degli stessi territori beneficiari;
la stessa ANCI, con un comunicato del presidente Decaro, si è fatta portavoce delle proteste provenienti da sindaci e ANCI regionali di varie parti d'Italia, sottolineando che la graduatoria dei Comuni che riceveranno le risorse è stata compilata utilizzando, tra gli altri criteri, un indice di vulnerabilità sociale che l'ANCI ha più volte segnalato come non rispondente alla realtà dei territori;
la criticità nell'uso dell'IVSM, già ampiamente trattata negli ultimi mesi anche nel dibattito parlamentare, aveva portato il Governo, con l'articolo 28 del decreto-legge n. 17 del 2022 (recante misure urgenti per il contenimento dei costi dell'energia elettrica e del gas naturale, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per il rilancio delle politiche industriali), a stanziare ulteriori 905 milioni di euro per coprire un maggior numero di interventi di rigenerazione urbana, di cui tuttavia non beneficiano esclusivamente i Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti, in quanto sono finalizzate allo scorrimento della graduatoria di cui al decreto ministeriale 30 dicembre 2021,
si chiede di sapere:
se non si ritenga opportuno provvedere, con urgenza, ad un ulteriore e significativo stanziamento di risorse per investimenti in progetti di rigenerazione urbana da destinare esclusivamente ai Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti rimasti esclusi dalla ripartizione del decreto del capo del Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell'interno 19 ottobre 2022, al fine di consentire la realizzazione dei medesimi da parte di un numero quanto più ampio possibile di piccoli Comuni, indipendentemente dalla loro condizione di vulnerabilità sociale e materiale;
se non si ritenga opportuno, in vista degli ulteriori interventi previsti in tema di rigenerazione urbana, utilizzare nuovi criteri di selezione dei progetti depositati dai Comuni, utilizzando, come più volte segnalato dall'ANCI, criteri diversi dall'IVSM e più rispondenti alla realtà dei territori.