Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02868

Atto n. 3-02868 (in Commissione)

Pubblicato il 19 ottobre 2021, nella seduta n. 368
Svolto nella seduta n. 284 della 7ª Commissione (12/01/2022)

MALLEGNI , PAPATHEU , GALLIANI , BARBONI , CESARO , CALIENDO , DE SIANO , RIZZOTTI , CANGINI - Al Ministro dell'università e della ricerca. -

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

in esecuzione della convenzione firmata con il CNR l'11 giugno 2018 per la realizzazione del canale televisivo satellitare "High science TV", il consorzio CNCCS Scarl (Collezione nazionale dei composti chimici e centro screening), il 28 novembre 2019, ha ricevuto dal CNR la prima tranche di finanziamento di 4.375.000 euro e ha cominciato l'attività prevista per il primo semestre;

soltanto due mesi dopo l'Italia si è fermata a causa della pandemia fino al 10 maggio 2021 e alla riapertura, il CNCCS, verificando che il preventivo dei costi approvato quasi 3 anni prima avrebbe comportato uno spreco di risorse pubbliche, ha chiesto il 20 maggio 2020 al presidente del CNR di rimodulare i costi a saldo invariato;

pur trattandosi di un progetto di infrastruttura europea di incredibile valore per la scienza e per il Paese, anziché convocare i responsabili del consorzio per conoscere la situazione creatasi nel lungo lasso di tempo inutilmente trascorso, il nuovo consiglio di amministrazione del CNR, totalmente all'oscuro di ogni azione intrapresa e di qualunque risultato ottenuto, sulla scorta del parere negativo del comitato tecnico-scientifico per i progetti FISR del Ministero dell'università e della ricerca, il 3 giugno 2021 ha deliberato la revoca della convenzione con il CNCCS e la chiusura del progetto;

allo stato, appare incredibile che i membri del consiglio di amministrazione del CNR abbiano deciso di chiudere un progetto di importanza strategica per il Paese, nella prima riunione dall'insediamento. Oltretutto senza incontrare gli amministratori del consorzio ed i propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione e nel collegio dei revisori, e senza valutare che le responsabilità del ritardo attengono tutte alla situazione di stallo vissuta per un anno dal CNR;

il tutto sarebbe confermato dalla e-mail che Sky Italia ha inviato il 6 agosto 2021 al CNCCS per confermare l'accettazione della partnership con il CNR per la realizzazione del canale scientifico accettando anche l'accollo di parte dei costi;

a giudizio degli interroganti, quindi, il provvedimento di revoca della convenzione del consiglio di amministrazione del CNR, poggiando sulla contestazione al CNCCS di aver operato poco efficacemente e non rispettando i protocolli (cosa peraltro non vera), nel primo semestre del 2021, cioè in piena crisi pandemica, mostra tutta la sua motivazione discriminatoria,

si chiede di conoscere:

quali azioni il Ministro in indirizzo intenda intraprendere per rivitalizzare un progetto la cui presentazione per ben due volte, in considerazione del notevole valore strategico, è stata inserita nel calendario ufficiale delle riunioni plenarie del Parlamento europeo (30 ottobre 2018 e 10 gennaio 2019): entrambe saltate per responsabilità esclusiva del CNR, nell'ambito di un iter procedurale denso di decisioni incomprensibili, su cui il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha già presentato due interrogazioni il 30 luglio 2020 (4-03928 e 4-03929) rimaste tuttora senza riposta;

se sia al corrente di quanto appreso dagli interroganti in merito all'istruttoria in corso nel CNR per predisporre l'uscita dell'ente dai consorzi e dalle fondazioni di cui è socio: in tal modo pensando di giustificare, salvo poi rientrare dove si vuole, l'uscita dalla compagine societaria del CNCCS e conseguentemente disattendere l'orientamento più volte espresso dalla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato che si è concretizzato nella "condizione" posta al parere favorevole espresso sul FOE 2021 con incidenza anche sugli anni successivi al 2021;

come intenda verificare se risponda al vero quanto appreso dagli interroganti che nel corso del consiglio di amministrazione che ha revocato la convenzione col CNCCS, quando è stata sollevata l'ipotesi di una reazione del socio privato, evidentemente consci della temerarietà della decisione, qualcuno abbia ipotizzato di ricorrere allo "screditamento", con la propalazione delle affermazioni diffamatorie riportate da alcuni giornali per le quali sono state presentate dal socio privato due querele e varie citazioni in giudizio in sede civile.