Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02095
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Atto n. 3-02095 (in Commissione)
Pubblicato il 12 novembre 2020, nella seduta n. 275
DE BERTOLDI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
in un articolo pubblicato recentemente sul quotidiano "Italia Oggi", il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, rileva che il decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, detto decreto ristori, in relazione alla drammatica situazione economica determinata dall'emergenza coronavirus, non prevede misure di sostegno nei confronti di numerose categorie sociali e produttive, che invece necessitano urgentemente di adeguati interventi di tutela;
rileva ad esempio che il decreto-legge non contempla fra le misure indicate interventi in favore dei tanti proprietari di immobili e locali commerciali che da mesi non ricevono più il reddito da locazione (spesso la loro unica o principale entrata economica neppure elevata) a causa dell'assenza di inquilini (turisti e studenti) o per situazioni di morosità negli affitti di lunga durata; così come il provvedimento d'urgenza non stabilisce aiuti (anche se in questo caso dovrebbe parlare di risarcimenti) neanche in favore dei proprietari che stanno subendo il blocco generalizzato degli sfratti: di fatto, l'espropriazione dell'immobile per quasi un anno;
nei confronti di tali categorie non sono stati disposti, infatti, neanche sgravi dell'IMU (giudicata da Confedilizia una sorta di patrimoniale sempre più insopportabile che necessiterebbe invece di un'estesa opera di riduzione, mentre continua ad essere dovuta persino sugli immobili sfitti);
ulteriori criticità che l'articolo evidenzia si rinvengono dalla mancata soppressione (considerata la situazione drammatica) della norma che impone la tassazione reddituale ai fini IRPEF, persino dei canoni di locazione non percepiti dai proprietari;
secondo Confedilizia, anche la misura del credito d'imposta per gli affitti commerciali in favore degli esercenti-conduttori cedibile ai proprietari-locatori, che consiste nel meccanismo in forza del quale il Governo si fa carico del 60 per cento del canone a determinate condizioni (un sistema che servirebbe anche negli affitti abitativi), necessita di essere migliorata, considerato che è stato previsto per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, limitatamente alle attività interessate dall'ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, dopo che precedenti provvedimenti lo avevano previsto, per il periodo marzo-giugno, per la generalità delle attività economiche;
anche la cancellazione della seconda rata dell'IMU, per gli immobili nei quali si esercitano le attività limitate dal nuovo decreto, a giudizio della Confederazione, necessita di essere perfezionata, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate, considerato che, nella formulazione attuale, la norma appare discriminatoria nei confronti dei titolari di immobili proprietari, che concedono in affitto il locale a chi esercita l'attività limitata;
tali osservazioni, a giudizio dell'interrogante, appaiono indubbiamente condivisibili, in relazione alle diverse criticità che il decreto-legge prevede nell'ambito delle disposizioni richiamate, nei confronti delle quali occorrono pertanto urgenti misure correttive, finalizzate a tutelare e a sostenere sia i titolari di immobili, che i locatori nell'attuale fase emergenziale socioeconomica che il Paese sta attraversando,
si chiede di sapere:
quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto;
se non convenga che le osservazioni evidenziate da Confedilizia siano condivisibili e necessarie;
quali iniziative urgenti intenda intraprendere, al fine d'introdurre le misure evidenziate dall'associazione e particolarmente attese dal settore.