Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02043
Azioni disponibili
Atto n. 3-02043 (in Commissione)
Pubblicato il 28 ottobre 2020, nella seduta n. 269
DE BERTOLDI , CIRIANI , BALBONI - Al Ministro della giustizia. -
Premesso che:
numerosi articoli di stampa, pubblicati su internet nel 2019, riportano che il Consiglio superiore della magistratura affidò alla Banca popolare di Bari (peraltro salvata dal fallimento nel dicembre dello stesso anno) il proprio servizio di tesoreria, nel corso del mese di agosto 2015, attraverso una delibera che prevedeva la gestione per 5 anni di un patrimonio pari a circa 100 milioni di euro;
al riguardo, il CSM (organo di rilevanza costituzionale, dotato di ampia autonomia), rileva l'articolo del quotidiano "Il Riformista" (pubblicato anch'esso nel dicembre dell'anno scorso), non è mai stato assoggettato alla tesoreria unica e si è sempre avvalso per tale necessità di un istituto di credito privato;
tale "anomalia" fu evidenziata anche dal collegio dei revisori dei conti, che evidenziò come l'affidamento della gestione di tesoreria del CSM sia sempre avvenuto mediante una gara pubblica, in osservanza delle disposizioni previste dalla vigente normativa, come accadde tuttavia proprio nell'estate 2015, in cui venne fissato come termine ultimo per presentare le domande il 16 agosto, alle ore 14 (tra l'altro di domenica);
agli istituti di credito che volevano concorrere per il prestigioso incarico, prosegue l'articolo, erano stati concessi solo 8 giorni di tempo: l'avviso del bando di gara, firmato dal segretario generale (un magistrato peraltro fuori ruolo), fu infatti pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale del 7 agosto 2015 (un annuncio, "semi nascosto", fra le oltre 250 pagine che componevano il n. 92 della Gazzetta Ufficiale di quell'anno);
"Il Riformista" evidenzia ancora che, per attrarre la massima attenzione del CSM, l'istituto di credito barese mise sul "piatto della bilancia" un ventaglio di condizioni estremamente vantaggiose per i componenti del Consiglio, stabilendo tra l'altro, la possibilità di stipulare contratti di mutui a tassi estremamente bassi, di stipulare contratti per l'apertura di conti correnti con spese di gestione irrisorie e di ottenere finanziamenti personali a tassi d'interesse irrilevanti; l'unico requisito richiesto dall'organo, per aggiudicarsi la "ricca posta", consisteva pertanto nella presentazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa, senza considerare (come invece avrebbe dovuto valutare) gli indispensabili requisiti legati al punteggio della solidità finanziaria della banca (imposti rigidamente dai regolamenti dalla Banca centrale europea sugli stress test);
la vicenda, a parere degli interroganti, desta sconcerto e preoccupazione, in relazione alle modalità con le quali l'organo di rilievo costituzionale ha predisposto il bando di gara per la gestione della tesoreria unica, in quanto non essendo assoggettato per legge (poiché in regime di "autonomia finanziaria") si è avvalso ciononostante di un istituto di credito privato, in gravissima situazione economico-patrimoniale (e soprattutto in evidenti condizioni critiche, dettate dalle carenze nell'organizzazione e nei controlli interni sul credito, come la Banca d'Italia in più occasioni ha evidenziato nel passato) con assoluta mancanza di verifiche da parte dello stesso CSM in merito alla qualità dei dati di riferimento (benchmark), connessi alla solidità dell'istituto bancario pugliese;
gli interroganti evidenziano altresì stupore e perplessità in merito alla partecipazione nella lista degli sponsor per un evento organizzato a Pescara nel 2017, da parte dell'Associazione nazionale magistrati e riconducibile alla sua corrente di sinistra da parte della stessa Banca popolare di Bari, i cui vertici erano da anni soggetti ad un'inchiesta della Procura di Bari, con gravi ipotesi di reato; una sponsorizzazione impropria e improvvida, a giudizio degli interroganti, a cui magistrati di quell'area avrebbero dovuto evidentemente rinunciare, in considerazione della gravità che l'inchiesta stava assumendo,
si chiede di sapere:
quali valutazioni di competenza il Ministro in indirizzo intenda esprimere con riferimento a quanto esposto;
se fosse a conoscenza della vicenda e se abbia ulteriori elementi aggiuntivi rispetto a quanto riportato;
se sia a conoscenza di eventuali altri contratti pubblici legati a sponsorizzazioni, stipulati da parte di organi giudiziari nazionali, con la Banca popolare di Bari;
in caso affermativo, se non ritenga opportuno rendere pubbliche tali informazioni;
se, infine, non ritenga che la decisione da parte dell'Associazione nazionale magistrati di organizzare un convegno sponsorizzato da parte dell'istituto di credito barese sia da considerare inopportuna e da stigmatizzare, considerato come il medesimo istituto sia da anni sotto inchiesta della Procura di Bari.