Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01566

Atto n. 3-01566

Pubblicato il 12 maggio 2020, nella seduta n. 216
Svolto nella seduta n. 217 dell'Assemblea (13/05/2020)

LA PIETRA , CIRIANI - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:

la crisi sanitaria legata al coronavirus ha costretto ad attuare misure restrittive a livello sia europeo che nazionale;

fra queste misure è inclusa anche la sospensione degli accordi di Schengen, con la reintroduzione dei controlli alle frontiere;

la Commissione europea ha riconosciuto i lavoratori stagionali come essenziali ed ha invitato gli Stati membri a scambiarsi informazioni sulle rispettive necessità di manodopera stagionale ed a concordare precise procedure per permetterne il passaggio alle frontiere garantendone un adeguato screening sanitario;

considerato che:

l'agricoltura, settore primario della nostra economia, impiega oltre 1.100.000 addetti, di cui il 65 per cento italiani e il 35 per cento stranieri, dei quali la quasi totalità impiegati in lavori stagionali;

i lavoratori stranieri, comunitari ed extracomunitari, sono impiegati su tutto il territorio nazionale, con punte di maggiore concentrazione in regioni come Veneto, Emilia-Romagna, Puglia, Lazio, Sicilia;

la nazionalità di questi lavoratori stranieri vede i romeni coprire un terzo del totale, seguiti da un altro terzo composto da lavoratori di origine marocchina, indiana e albanese, il restante costituito da polacchi, tunisini, bulgari, senegalesi e cinesi;

tutte le associazioni di categoria denunciano da settimane la mancanza di manodopera e il rischio della perdita dei raccolti, sollecitando una risposta tempestiva da parte del Governo;

dalle dichiarazioni del Ministro in indirizzo sembra che l'unica strada percorribile per risolvere la mancanza di manodopera in agricoltura sia la regolarizzazione di circa 600.000 immigrati irregolari, una misura ritenuta prioritaria che, se non realizzata, potrebbe portare anche alle sue dimissioni, come dallo stesso dichiarato;

tale provvedimento di fatto costituirebbe una sanatoria generalizzata che, in mancanza peraltro di criteri selettivi specifici, non risponderebbe alla richiesta degli agricoltori, né in termini numerici, né di capacità professionale rispetto al fabbisogno;

per ovviare alle criticità esposte, invece, Fratelli d'Italia da tempo propone soluzioni efficaci e condivise anche dalle associazioni di categoria, che si riassumono in tre direzioni precise: reintroduzione dei voucher, impiego dei percettori di reddito di cittadinanza idonei a ricevere offerte di lavoro e apertura di "corridoi verdi" per facilitare l'ingresso di manodopera qualificata,

si chiede di sapere:

per quale motivo il Governo sia contrario alla reintroduzione dei voucher in agricoltura, considerati dagli imprenditori agricoli un mezzo adatto alla semplificazione del rapporto di lavoro per il periodo stagionale, elemento caratterizzante dell'attività agricola;

perché non sia stata adottata alcuna misura per impiegare i percettori di reddito di cittadinanza idonei a ricevere un'offerta di lavoro;

se siano stati presi contatti con i Paesi di provenienza dei lavoratori stagionali abitualmente e regolarmente impiegati, negli scorsi anni, dagli imprenditori agricoli per permettere loro di tornare in Italia e in caso affermativo quale sia stato l'esito.