Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01407

Atto n. 3-01407

Pubblicato il 19 febbraio 2020, nella seduta n. 193
Svolto nella seduta n. 194 dell'Assemblea (20/02/2020)

FARAONE , BONIFAZI , COMINCINI , CONZATTI , CUCCA , GARAVINI , GINETTI , GRIMANI , MAGORNO , MARINO , NENCINI , PARENTE , RENZI , SBROLLINI , SUDANO , VONO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. -

Premesso che:

il 2 ottobre 2019, il WTO ha autorizzato gli Stati Uniti ad imporre dazi doganali per circa 7,5 miliardi di dollari di import dall'Unione europea, accusata di aver aiutato negli anni in modo illegale Airbus nello sviluppo e lancio di alcuni suoi modelli (A380 e A350). L'Italia si ritrova ad essere punita dai dazi Usa nonostante l'Airbus sia essenzialmente un progetto franco-tedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Regno Unito;

secondo le elaborazioni su fonti ISTAT dell'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), dal mese di gennaio al mese di settembre 2019, il volume dell'export italiano verso gli Stati Uniti d'America è stato di 33.173,86 milioni di euro;

i nuovi dazi colpiscono un'ampia varietà di merci europee; con la conclusione, il 13 gennaio 2020, della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del commercio americano (USTR) ed in previsione di una possibile nuova estensione delle tariffe doganali paventata entro il 15 febbraio, sembrerebbero ricompresi al suo interno importanti prodotti made in Italy tra cui vino, olio e pasta, oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffè, per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro;

secondo l'allarme lanciato da Coldiretti "la nuova lista ora interessa i 2/3 del valore dell'export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari a 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019. Il vino con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019 è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States, mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 436 milioni anch'esse in aumento del 5% nel 2019 ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019 su dati Istat relativi ai primi nove mesi dell'anno";

l'imposizione di dazi comporterà anche un rafforzamento del mercato dei prodotti che sfruttano in modo inveritiero il collegamento con l'origine italiana ("italian sounding") con il proliferare di finti prosecchi, finte fontine, finto parmigiano e finte paste italiane;

per evitare l'imposizione di dazi che mettono a rischio il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari italiani oltre i confini comunitari, occorre rafforzare gli sforzi diretti a tutelare, anche a livello diplomatico, le nostre imprese attive nell'esportazione e importazione e formalizzare accordi a tutela delle imprese che esportano, ma anche di quelle che importano;

il 15 gennaio il Presidente americano Donald Trump e il vice premier cinese Liu He hanno firmato alla Casa Bianca la "Phase one" (fase uno), un accordo che consente alla parte asiatica di ottenere il blocco dei nuovi dazi che sarebbero dovuti scattare il 15 dicembre 2019 e anche l'eliminazione dell'etichetta di "manipolatore di valuta" dai documenti del Dipartimento del tesoro americano, e alla parte statunitense di aumentare nel giro di due anni le esportazioni di manufatti per un valore complessivo di 80 miliardi di dollari e la fornitura di gas naturale liquefatto e petrolio per un totale stimato di 50 miliardi di dollari;

tuttavia, alla luce della recente epidemia di coronavirus che ha colpito pesantemente il Paese asiatico e stando ai primi dati diffusi dal Fondo monetario internazionale (FMI), che evidenzierebbe un rallentamento dell'economia cinese nel primo semestre 2020, tale volume di affari sembrerebbe ottimistico;

in questo quadro l'Italia, data la natura "export led" della propria economia, ha un interesse precipuo a svolgere un'attività negoziale anche all'interno dell'Unione europea, per tutelare in specifico le proprie produzioni di eccellenza;

rilevato che:

il lavoro svolto dal ministro Bellanova e dall'intero Governo ha dato i suoi frutti, scongiurando che le eccellenze italiane subissero danni irreparabili;

infatti l'agroalimentare italiano non compare nella lista dell'USTR americana, recentemente pubblicata, dei prodotti soggetti a dazi,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda continuare a svolgere, ed attraverso quali iniziative, la tutela delle eccellenze agroalimentari italiane, anche al fine di contrastare il fenomeno dell'italian sounding.