Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01173
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Atto n. 3-01173
Pubblicato il 9 ottobre 2019, nella seduta n. 153
FERRARI , MARCUCCI , COLLINA - Al Ministro dello sviluppo economico. -
Premesso che:
il decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, "decreto crescita", ha apportato alcune modifiche alla disciplina riguardante gli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico. L'articolo 10, dai commi da 1 a 3, ha previsto la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per gli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico di ricevere, in luogo dell'utilizzo della detrazione, un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l'intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante;
tale contributo è recuperato dal fornitore sotto forma di credito d'imposta, di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo, senza l'applicazione dei limiti di compensabilità, lasciando l'impresa esecutrice, quasi sempre di piccole dimensioni, la gran parte dell'onere finanziario derivante dal costo dell'intervento stesso;
considerato che:
la filiera delle imprese della riqualificazione energetica e della ristrutturazione del patrimonio immobiliare a uso residenziale, che è riuscita in questi anni a sostenere l'occupazione nel nostro Paese, ha immediatamente evidenziato le difficoltà economiche e finanziarie, per molti insostenibili, a cui è soggetta a seguito dell'approvazione delle suddette disposizioni;
tutte le associazioni di categoria hanno espresso un parere fortemente contrario alle modifiche introdotte dal decreto crescita in materia di incentivi per gli interventi di efficienza energetica, considerando questa nuova modalità non solo un aggravio burocratico per l'utilizzo degli incentivi ma anche un ostacolo alla libera concorrenza, con l'effetto di creare un danno alle imprese della filiera delle costruzioni;
l'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha pubblicato il 1° luglio 2019 sul suo bollettino settimanale n. 26 il pronunciamento in merito alla nuova disciplina dell'ecobonus scontato in fattura per i lavori di efficientamento energetico. Ha rilevato che l'articolo 10 "nella sua attuale formulazione, appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell'offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni";
l'Autorità ritiene inoltre che la norma, nella misura in cui non prevede la possibilità di successiva cessione del credito a terzi, con le modalità opportunamente definite dall'Agenzia delle entrate "possa generare un'indebita distorsione del mercato a vantaggio di pochi operatori, a detrimento delle imprese di medie e piccole dimensioni attive nell'offerta dei servizi di riqualificazione energetica, con evidenti ricadute negative ai danni dei consumatori, i quali vedrebbero significativamente ridotta la loro libertà di scelta";
tenuto conto che:
lo stesso decreto crescita ha introdotto la facoltà per le imprese esecutrici dell'intervento di efficienza energetica di cedere il credito d'imposta ai propri fornitori di beni e servizi, lasciando però inalterati i rischi per artigiani e piccole imprese. Un intervento che secondo le associazioni di categoria rischia di agevolare esclusivamente le grandi catene, le multiutility e gli ex monopolisti dell'energia che hanno le capacità economiche ed organizzative per sostenere le modifiche apportate alla disciplina degli incentivi;
al decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, in corso di esame in Parlamento, sono stati depositati emendamenti finalizzati ad affrontare e risolvere la questione,
si chiede di sapere:
quali siano le valutazioni del Ministro in indirizzo in merito a quanto sopra;
quali iniziative, anche normative, intenda adottare al fine di risolvere le problematiche derivanti dall'articolo 10 del decreto crescita;
se intenda convocare, con urgenza, un tavolo di confronto presso il Ministero dello sviluppo economico, con le associazioni degli operatori del settore, al fine di trovare una soluzione condivisa rispetto ai contenuti complessivi dell'articolo 10 da inserire nel primo provvedimento utile all'esame del Parlamento.