Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00721
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Atto n. 3-00721
Pubblicato il 20 marzo 2019, nella seduta n. 100
BERNINI , MALAN , PEROSINO , MALLEGNI , PICHETTO FRATIN , DAMIANI , FANTETTI , FERRO , SACCONE , SCIASCIA , CONZATTI , ROSSI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
il programma di Forza Italia, presentato in occasione delle elezioni politiche del 2018, al primo punto reca l'introduzione della "flat tax", un'aliquota unica per tutti, famiglie e imprese, al 23 per cento, con conseguente innalzamento della no tax area a 12.000 euro;
quando si parla di un sistema fiscale di tipo "flat", si intende un sistema che adotta un'aliquota unica, uguale per tutti, che riconosce tuttavia ai contribuenti una deduzione personale tale da rendere il sistema progressivo, secondo il dettato della Costituzione;
un ambiente economico caratterizzato da un sistema fiscale "leggero" è foriero di crescita ed investimenti a lungo termine e, quindi, di maggiori risorse fiscali. L'elevata tassazione, soprattutto sugli scaglioni più elevati, comporta effetti distorsivi nelle scelte allocative del lavoro e del capitale (elusione ed evasione);
tale misura restituirebbe potere d'acquisto alle famiglie, per cui aumenterebbero i consumi, e liquidità alle imprese, per cui aumenterebbero gli investimenti;
Forza Italia ha stimato il costo, a regime, in 50 miliardi di euro, affermando più volte di coprire l'intero costo mediante la razionalizzazione, la semplificazione e l'alleggerimento di tutti gli "sconti fiscali", che ammontano complessivamente a oltre 175 miliardi di euro, oltre che mediante la riduzione della "cattiva" spesa pubblica e del debito pubblico, nonché con l'ampliamento della base imponibile e il recupero dell'evasione fiscale;
da sempre, la flat tax è uno dei punti principali del programma del centrodestra che ha permesso a quest'ultimo di diventare la prima coalizione alle ultime elezioni politiche;
su tale argomento, si sta assistendo in questi ultimi giorni ad uno scontro all'interno del Governo tra le due forze politiche di maggioranza. Il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ospite del programma "24 Mattino - Morgana e Merlino" su "Radio 24", ha affermato che "La flat tax costa 60 miliardi di euro e il nostro Paese non se li può permettere, dunque è una promessa che non si può mantenere";
non è ancora chiaro il sistema di flat tax che il Governo intende adottare e tanto meno il costo stimato. Si parla di una "fase 1", cioè di una flat tax al 15 per cento per i redditi fino a 50.000 euro lordi, con un sistema di detrazioni per familiari a carico fino ai 35.000 euro, e di una "fase 2", cioè l'applicazione di una flat tax al 15 per cento fino a 80.000 euro annui e del 20 per cento sopra tale soglia;
secondo un documento attribuito al Ministero dell'economia e delle finanze, l'attuazione della misura ipotizzata dal partito del ministro Salvini necessiterebbe di una copertura pari a 60 miliardi di euro, sebbene tale dato sia stato smentito e criticato da quest'ultimo;
sembrerebbe, a parere degli interroganti, che la strada per la realizzazione di questa importante misura sia tutta in salita, per due semplici motivi: il primo riguarda le continue tensioni e discordanze tra i due partiti di maggioranza; il secondo, più importante, è legato alla mancanza di risorse finanziarie, visto che nel 2020 il Governo dovrà reperire 23 miliardi di euro per neutralizzare le cosiddette clausole di salvaguardia sull'IVA, a fronte di una spesa di 16 miliardi stanziati per "quota 100" e reddito di cittadinanza oltre a dover compensare il calo del gettito fiscale dovuto ad un aumento del PIL assai inferiore rispetto a quello programmato;
perché fosse realizzabile, l'introduzione della flat tax uguale per tutti, come immaginata dai partititi di centrodestra durante la campagna elettorale per le ultime elezioni politiche, avrebbe dovuto essere la prima misura economica di questo Governo, senza disperdere risorse per misure, come il reddito di cittadinanza, recessive e pericolose per la stabilità dei conti pubblici e senza scoraggiare le imprese con misure come la fattura elettronica o l'irrigidimento del mercato del lavoro a seguito del "decreto dignità" (di cui al decreto-legge n. 87 del 2018, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 96 del 2018) che gravano di ulteriori oneri, vincoli, rischio di contenziosi e conseguenze di carattere giudiziario,
si chiede di sapere:
se e in che termini il Governo intenda adottare la cosiddetta flat tax e a quanto ammonterebbe l'effettivo costo;
come il Ministro in indirizzo intenda reperire le risorse in modo da conciliare parallelamente la necessità di "sterilizzare" l'aumento dell'Iva.