Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-00384
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Atto n. 3-00384
Pubblicato il 15 novembre 2018, nella seduta n. 59
D'ANGELO , RICCARDI , TRENTACOSTE , EVANGELISTA , DE LUCIA , FLORIDIA , VANIN , LANZI , GALLICCHIO , DONNO , NOCERINO , LOMUTI , DI GIROLAMO , ROMANO , LEONE , LANNUTTI , AUDDINO , PIARULLI , CRUCIOLI , URRARO , MANTOVANI , ANGRISANI - Al Ministro della giustizia. -
Premesso che:
secondo la Costituzione (articolo 27) la pena detentiva deve tendere alla rieducazione del condannato;
gli istituti penitenziari hanno il compito di assolvere, sia alla reclusione dei detenuti, implementata attraverso l'utilizzo del corpo di custodia, sia alla rieducazione, effettuata attraverso il servizio degli addetti all'Area trattamentale;
le attività svolte all'interno dell'Area trattamentale sono coordinate dai funzionari giuridico-pedagogici e sono finalizzate a formare e a consolidare nell'individuo le attitudini sociali e civili, che si suppone egli non possegga o abbia perduto. Tali attività puntano ad integrare la formazione personale del detenuto, attraverso corsi professionali e competenze che egli potrà sfruttare a suo favore al momento della riammissione a pieno titolo nella società, e cercando di stimolare, attraverso l'attività scolastica e lavorativa, le attitudini a rispettare le norme civili di convivenza;
considerato che a quanto risulta agli interroganti:
tutte le case circondariali presenti sul territorio nazionale soffrono la carenza di funzionari giuridico-pedagogici;
i funzionari giuridico-pedagogici costituiscono poco più del 2 per cento per cento del personale impiegato negli istituti di pena, già assai carente, e il divario tra i funzionari giuridico-pedagogici previsti e quelli presenti si attesta su una media nazionale del 35 per cento per cento;
questa carenza non permette l'attuazione organica degli interventi atti ad attribuire alla pena il valore educativo previsto della Costituzione, né la valorizzazione del lavoro in carcere come forma di rieducazione e reinserimento sociale della persona condannata prevista dal Contratto di Governo;
in particolare, la Casa circondariale di Messina "Gazzi" è da molto tempo in carenza di funzionari di area giuridico-pedagogica. Allo stato attuale, per 272 detenuti, vi sono solo due funzionari giuridico-pedagogici, uno dei quali in congedo parentale saltuario;
nella stessa situazione si trova la Casa circondariale Modena "Sant'Anna", dove, a fronte di 484 detenuti, ci sono 5 funzionari giuridico-pedagogici, due dei quali in distacco temporaneo da altre strutture;
l'esiguo numero di funzionari giuridico-pedagogici presenti negli istituti penitenziari italiani, a fronte dell'elevato numero di detenuti, non permette l'attuazione dei servizi fondamentali previsti dall'Area trattamentale,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda avvalersi di ulteriori risorse nell'ambito giuridico-pedagogico, affinché si ponga rimedio alla problematica descritta.