Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00042
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Atto n. 4-00042
Pubblicato il 17 aprile 2018, nella seduta n. 5
PARRINI , COLLINA , COMINCINI , FERRARI , GINETTI , MAGORNO , MALPEZZI , MIRABELLI , NANNICINI , PITTELLA , MARCUCCI , ZANDA , CERNO - Al Ministro della giustizia. -
Premesso che:
il 3 aprile 2018, sul settimanale "L'Espresso", un articolo a firma di Giovanni Tizian e Stefano Vergine ha rivelato come la Lega negli ultimi anni avrebbe aggirato il sequestro di 48 milioni di euro disposto dal tribunale di Genova a seguito della condanna di Umberto Bossi a due anni e sei mesi per truffa in danno dello Stato ed avrebbe investito illegalmente milioni di euro, in violazione di quanto disposto dalla legge 6 luglio 2012, n. 96, a conferma di una gestione economica delle risorse del partito ad avviso degli interroganti quantomeno opaca;
secondo la ricostruzione de "L'Espresso", l'aggiramento del sequestro di 48 milioni di euro sarebbe avvenuto mediante la costituzione di un'associazione senza scopo di lucro, la onlus "Più voci", creata nell'autunno 2015 da tre commercialisti, Giulio Centemero, tesoriere del partito, Alberto Di Rubba ed Andrea Manzoni. Questa associazione sarebbe stata usata dalla Lega per ricevere finanziamenti da destinare a società controllate dalla Lega stessa, evitando così il deposito dei soldi sui conti correnti intestati al partito;
ciò che è noto è che dei 48 milioni di euro il tribunale di Genova è riuscito a reperirne poco più di 2;
secondo la ricostruzione del settimanale, il 16 maggio 2012, poco dopo le dimissioni di Bossi da segretario federale, a seguito dell'inchiesta a suo carico per truffa in danno dello Stato, la Lega avrebbe aperto un conto corrente presso la filiale Unicredit di Vicenza dove avrebbe trasferito, nel giro di pochi mesi, 24,4 milioni di euro, dando inizio ad una serie di bonifici e di giroconti che avrebbero portato, nel giro di quattro anni, al prosciugamento delle risorse finanziarie presenti sul conto della Lega;
di questi 24 milioni di euro una decina "sparì" quasi subito: secondo "L'Espresso" questo sarebbe avvenuto con "prelievi in contanti, pagamenti non meglio specificati, investimenti finanziari, trasferimenti sui conti delle sezioni locali del partito, bonifici a favore di società di capitali controllate dalla stessa Lega come Pontida Fin, Media Padania ed Editoriale Nord";
a gennaio 2013, il partito, guidato da Maroni, avrebbe aperto un nuovo conto corrente presso la Sparkasse (presidente Gerhard Brandstätter, già socio d'affari dell'avvocato della Lega di quel momento, Domenico Aiello) dove avrebbe spostato una buona parte delle risorse finanziarie depositate presso Unicredit (4 milioni di euro investiti in titoli finanziari e 6 milioni di euro di liquidità);
anche queste risorse sarebbero state consumate in fretta: secondo "L'Espresso" la maggior parte del denaro sarebbe stata usata "per finanziare la campagna elettorale di Maroni alla presidenza della regione Lombardia" con decine di bonifici a società di comunicazione e di organizzazione eventi, tra cui quasi 400.000 euro alla sede irlandese di "Google", mentre altra parte sarebbe stata usata per finanziare le sedi locali del partito e, soprattutto, le società di capitali della Lega (Radio Padania con 250.000 euro, Editoriale Nord con 600.000 euro, Pontida Fin con 206.000 euro, Fin Group con 360.000 euro);
una volta "prosciugato" il conto presso la banca Sparkasse, nel dicembre 2013, quando Maroni era ancora il segretario federale, due terzi di 11,2 milioni di euro sarebbero stati investiti in buoni del tesoro italiani, mentre il resto in obbligazioni societarie e titoli derivati (380.000 euro investiti in un derivato, un titolo basato sull'andamento del Ftse Mib) a dispetto delle molteplici dichiarazioni dei dirigenti della Lega contro la finanza speculativa e in palese violazione dell'articolo 9 della legge 6 luglio 2012, n. 96, recante misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici;
anche il nuovo segretario della Lega avrebbe continuato a investire i soldi del partito in obbligazioni societarie: 1,2 milioni di euro in Mediobanca, Arcelor Mittal e Gas Natural;
dal dicembre 2013 al maggio 2014 il patrimonio della Lega, secondo la ricostruzione de "L'Espresso", sarebbe passato da 14,2 milioni di euro a 6,6 milioni di euro, ma in questo caso non si sa in che modo siano stati spesi questi soldi;
oggi sui conti correnti della Lega non sarebbe rimasto quasi più nulla ed è per questo motivo che il tribunale di Genova ha potuto sequestrare solo 2 milioni di euro a fronte dei 48 posti sotto sequestro;
premesso inoltre che:
a fronte di questo "svuotamento" progressivo dei conti correnti intestati alla Lega, sul conto corrente della onlus "Più voci", secondo la ricostruzione del settimanale, tra la metà del dicembre 2015 e i primi mesi del 2016, sarebbero stati versati 250.000 euro con due bonifici, effettuati con la causale "erogazione liberale", dalla Immobiliare Pentapigna Srl di proprietà di Luca Parnasi, uno dei più noti costruttori della Capitale;
alla domanda de "L'Espresso" sui motivi di questo contributo, Parnasi non avrebbe risposto;
anche Esselunga, la catena di ipermercati della famiglia Caprotti, risulterebbe tra i soggetti donatori della onlus. La causale del bonifico di 40.000 euro versato a giugno del 2016 recita "contributo volontario 2016". Alle domande de "L'Espresso" sul motivo della donazione, Esselunga non avrebbe spiegato perché abbia scelto di versare almeno 40.000 euro all'associazione leghista invece di donarli direttamente al partito. Si sarebbe limitata a far sapere che quella cifra "è stata destinata a Radio Padania nell'ambito della pianificazione legata agli investimenti pubblicitari su oltre 70 radio";
secondo la ricostruzione giornalistica, i soldi versati sul conto corrente della onlus sarebbero stati girati a società di capitali della Lega: ad esempio 265.000 euro alla cooperativa Radio Padania e 30.000 euro a Mc Srl, società leghista che controlla il giornale on line "Il Populista";
secondo la ricostruzione giornalistica, l'amministratore unico della Mc e di Radio Padania è Giulio Centemero, tesoriere del partito, nonché creatore della onlus, mentre le azioni della Mc appartengono alla Pontida Fin, il cui 1 per cento continua a essere in mano a un autorevole esponente della Lega;
considerato che, da quanto risulta dalla ricostruzione de "L'Espresso", la Lega avrebbe agito in palese violazione del divieto, stabilito dall'articolo 9, comma 22, della legge 6 luglio 2012, n. 96, per i partiti e per i movimenti politici di "investire la propria liquidità derivante dalla disponibilità di risorse pubbliche in strumenti finanziari diversi dai titoli emessi da Stati membri dell'Unione europea",
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa;
quali siano le valutazioni di competenza a proposito dei suddetti fatti riguardo al configurarsi di eventuali illeciti e di pregiudizio per l'interesse pubblico, al fine di garantire il rispetto e l'applicazione della normativa vigente in materia.