Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00739

Atto n. 1-00739

Pubblicato il 8 marzo 2017, nella seduta n. 779
Riformulato

DE PETRIS , PETRAGLIA , BAROZZINO , BOCCHINO , CAMPANELLA , CERVELLINI , DE CRISTOFARO , MASTRANGELI

Il Senato,

premesso che:

la sussistenza delle armi nucleari su questo pianeta rappresenta una minaccia per la sopravvivenza della stessa umanità: liberarsi di tale minaccia rappresenta dunque, per i popoli della terra, un diritto istitutivo e costitutivo della stessa vita sociale;

l'articolo VI del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, ratificato con legge n. 131 del 1975 (Gazzetta ufficiale n. 113 del 30 aprile 1975) impegna ciascuna parte a perseguire in buona fede negoziati per definire, nel più breve tempo possibile, misure effettive che conducano alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari e al disarmo nucleare, nonché ad un trattato sul disarmo generale e totale sotto il severo ed effettivo controllo internazionale;

secondo il parere della Corte internazionale di giustizia de L'Aja dell'8 luglio 1996, in applicazione del diritto internazionale ius in bello, sono illegittimi la minaccia o l'uso delle armi nucleari. Pur non volendo la Corte esprimersi in merito al caso estremo di legittima autodifesa, viene inoltre chiarito come gli Stati debbano, comunque, rispettare il diritto umanitario internazionale;

ciascuno degli Stati militarmente non nucleari che risulti parte del Trattato di non proliferazione "si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente";

l'Italia, in contrasto con tale obbligo e con l'articolo 26 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati del 23 maggio del 1969, mette a tutt'oggi a disposizione il suo territorio per l'installazione, il transito, la detenzione e l'uso di armi nucleari, in attuazione di accordi con gli Stati Uniti e conformemente alle dottrine della "condivisione nucleare NATO";

l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con il voto del 23 dicembre 2016 sulla risoluzione A/C.1/71/L.41, ha avviato un nuovo, storico percorso per attuare l'obiettivo conclamato del Trattato di non proliferazione, mediante la predisposizione, come primo passo, di strumenti giuridicamente vincolanti per la proibizione delle armi nucleari, in grado di condurre alla loro totale eliminazione,

impegna il Governo:

1) a partecipare attivamente, nelle sessioni previste (marzo e giugno-luglio 2017), alla conferenza ONU di New York programmata attraverso la citata risoluzione L41, supportando gli Stati non nucleari e la Campagna ICAN (International campaign to abolish nuclear weapons) nel pervenire all'abolizione giuridica degli ordigni nucleari, e adempiendo in tal modo agli obblighi del Trattato di non proliferazione;

2) ad avviare, nell'immediato, un percorso che porti alla totale rimozione, da parte degli Stati Uniti, delle armi nucleari presenti nelle basi e nei porti italiani, essendo necessario che il nostro Paese, che ricopre attualmente il ruolo di membro temporaneo del Consiglio di sicurezza, sia coerente e credibile nel supportare la volontà manifestamente maggioritaria degli Stati di pervenire ad un mondo libero dalla minaccia della guerra nucleare, innescabile oggi persino a causa di incidente, per il caso o per errore.