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Il Senato contro la persecuzione delle comunità cristiane nel mondo

L'ordine del giorno approvato dall'Assemblea

Nella seduta antimeridiana di giovedì 30 ottobre l'Aula ha discusso le mozioni nn. 46, Gasparri ed altri, 47, Bricolo ed altri, 48, D'Alia ed altri e 49, Finocchiaro ed altri, sulla persecuzione delle comunità cristiane nel mondo, approvando al termine un ordine del giorno sottoscritto da tutti i Gruppi. Ecco il testo:

«Il Senato,
premesso che:
si registrano ripetutamente, in molti Paesi del mondo, persecuzioni nei confronti di comunità cristiane;
come anche richiamato domenica 26 ottobre nel corso dell'Angelus da Papa Benedetto XVI che ha fatto proprio l'appello lanciato alla fine del Sinodo dai patriarchi delle chiese orientali "per richiamare l'attenzione della comunità internazionale, dei leaders religiosi e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà sulla tragedia che si sta consumando in alcuni Paesi dell'Oriente, dove i cristiani sono vittime di intolleranze e di crudeli violenze, uccisi, minacciati e costretti ad abbandonare le loro case e a vagare in cerca di rifugio";

impegna il Governo:
ad adoperarsi in tutte le sedi comunitarie ed internazionali, nonché nell'ambito dei rapporti internazionali bilaterali, affinché vengano garantiti i diritti fondamentali della persona e le libertà religiose e venga posta fine alle violenze e alle persecuzioni alimentate dal fondamentalismo etnico e religioso in ciascun Paese o area di crisi mondiale;
ad assumere in particolare iniziative volte a contrastare le persecuzioni delle comunità cristiane in India, in Iraq e in altri Paesi da parte di gruppi fondamentalisti ed estremisti;
a promuovere il rafforzamento del ruolo internazionale dell'Unione europea quale modello culturale, sociale e istituzionale di riferimento per la tutela e la promozione su scala mondiale dei diritti umani e della pace;
di considerare il dramma delle persecuzioni come prioritario nell'ambito delle relazioni bilaterali ed internazionali».

L'ordine del giorno reca la firma dei senatori Gasparri, Bricolo, D'Alia, Finocchiaro, Belisario e degli altri sottoscrittori delle mozioni presentate e poi ritirate.



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