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Il Presidente: Discorsi

Per i 90 anni del Senatore a vita Emilio Colombo

Onorevoli colleghi,
lo scorso 11 aprile il senatore Emilio Colombo ha compiuto il suo novantesimo genetliaco. Ad un così elevato traguardo anagrafico corrispondono, come tutti sapete, oltre sessantacinque anni di ininterrotta attività politica. Giunto all'impegno politico dopo una feconda attività in seno alle associazioni cattoliche, nelle quali ricopre numerosi incarichi di responsabilità, fra cui quello di Vice Presidente Nazionale della Gioventù italiana di Azione Cattolica, a soli 26 anni diviene uno dei più giovani Costituenti, eletto nella circoscrizione di Potenza e Matera. Dal 1948 al 1992 Emilio Colombo è costantemente confermato dal Corpo elettorale, con larghissimo suffragio, quale membro della Camera dei deputati.

Una fotografia - che so essere molto cara al Presidente Colombo - lo ritrae, durante una campagna elettorale degli anni Cinquanta, a margine di un comizio nella città di Matera, mentre si intrattiene con un gruppo di cittadini e prende nota delle loro istanze.Ritengo che quell'immagine simboleggi con grande efficacia una concezione dell'attività politica che, senza distogliere l'attenzione dai grandi problemi della vita interna ed internazionale, sa trarre la sua linfa vitale dall'ascolto e del confronto diretto con la vita concreta dei cittadini, con i loro bisogni e le loro speranze.

Un atteggiamento che è valso ad Emilio Colombo un sostegno senza eguali da parte dell'elettorato, che ha toccato il suo massimo grado nel 1979, quando, in occasione delle prime elezioni a suffragio universale del Parlamento europeo, riscosse quasi novecentomila preferenze individuali. Il 14 Gennaio 2003, nominato senatore a vita dal Presidente Ciampi per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale, è entrato a far parte della nostra Assemblea. Ancor più che nell'attività parlamentare, è però nell'esercizio delle funzioni di Governo che Emilio Colombo si è reso protagonista della storia politica del nostro Paese: salvo brevi periodi, pressoché tutti i Governi della Repubblica fino al 1992 lo hanno infatti annoverato tra i loro componenti di primo piano.

Quando non sedette nel Consiglio dei Ministri, come accadde ad esempio durante la settima Legislatura, fu per ricoprire alti incarichi in ambito internazionale e comunitario, tra i quali quello di Presidente del Parlamento europeo dal 1977 al 1979.

Sottosegretario all'agricoltura nel quinto e nel sesto governo De Gasperi, è il principale collaboratore di Antonio Segni nella preparazione e nell'attuazione della riforma agraria del 1950. Quando Segni viene incaricato di formare il suo primo governo, nel luglio del 1955, Emilio Colombo gli succede a capo del dicastero dell'agricoltura: è l'inizio di una straordinaria serie di incarichi ministeriali che, in particolare come titolare di ministeri economici - quali l'industria, il tesoro, il bilancio e le finanze - tra il 1958 e il 1970, hanno reso il nostro collega protagonista di una stagione segnata dal rigore finanziario e dalla stabilità monetaria, nonché dal più grande impegno profuso nello sviluppo dell'integrazione comunitaria.

Nell'agosto del 1970 Emilio Colombo riceve l'incarico di formare il Governo, che presiederà fino al febbraio del 1972: un biennio denso di importanti riforme, dall'attuazione dell'ordinamento regionale, con l'approvazione dei primi statuti ordinari, alla riforma fiscale, approvata nell'ottobre del 1971, che ancora disciplina, nel suo impianto generale, il nostro sistema tributario.

Dopo l'esperienza a capo dell'esecutivo il senatore Colombo ritorna alla guida del dicastero del tesoro fino al 1977, quando - come già ricordato - è eletto Presidente del Parlamento europeo. Per l'impegno profuso nell'evoluzione verso una rappresentanza piena e diretta del Parlamento europeo, quale tappa fondamentale del processo di integrazione comunitaria, viene insignito ad Aquisgrana, nel maggio del 1979 - terzo uomo politico italiano dopo Alcide De Gasperi ed Antonio Segni - del "Premio Carlo Magno", che viene assegnato ogni anno alla personalità del Continente che ha maggiormente contribuito allo sviluppo delle Istituzioni europee.

L'impegno verso la costante crescita dell'integrazione comunitaria, insieme allo sviluppo delle istituzioni multilaterali ed al crescente dialogo tra Est ed Ovest, continuerà ad animare l'attività di governo del senatore Colombo, nella nuova veste di titolare del Ministero degli affari esteri, incarico ricoperto in numerose compagini ministeriali dal 1980 al 1992.

Anche dal suo seggio di senatore Emilio Colombo ha continuato ad esortare i colleghi parlamentari ed i Governi che si sono succeduti dal 2003 ad oggi alla coerenza verso le principali linee d'azione che hanno costituito, in qualche modo, la "spina dorsale" dell'agire della sua generazione politica: dalla più convinta fedeltà alla scelta atlantica, seppure accompagnata da una grande apertura alle ragioni del dialogo con l'oriente e della collaborazione con il sud del mondo, alla fiducia incrollabile nei destini di un'Europa forte e coesa.

Sono certo perciò di interpretare l'animo di tutta l'Assemblea nel rinnovarle, senatore Colombo, i più affettuosi auguri, assieme ad un sincero ringraziamento per lo straordinario bagaglio di esperienze che Lei continua a mettere a disposizione della nostra Istituzione e di tutto il Paese.



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