DISEGNO DI LEGGE
d'iniziativa dei senatori SCIVOLETTO e CARPINELLI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 MARZO 1997
Norme in materia di trasporti ettometrici
ONOREVOLI SENATORI. - Con il presente disegno di legge si intende
promuovere la diffusione di "mezzi ettometrici", al fine di modernizzare il
sistema dei trasporti collettivi, ridurre l'utilizzo del traffico privato
nei centri urbani.
I mezzi di trasporto ettometrici o - piú comunemente - "mezzi
ettometrici" sono quei sistemi che sono mirati al trasporto collettivo delle
persone su distanze dell'ordine delle "centinaia di metri" (da oltre le
distanze pedonabili fino a circa 2 Km), tenendo conto che la distanza
pedonalmente accettabile dalla grande maggioranza delle persone varia da
poche decine di metri se vi é da superare un dislivello, a circa 250
metri e dunque i mezzi ettometrici vengono usati per distanze inferiori ai
cento metri solo se occorre superare dislivelli (ad esempio nel caso delle
scale mobili).
Si tratta infatti dell'unico elemento a carattere definitorio comune ad
un insieme di mezzi di trasporto che differiscono tra loro per tutti gli
altri aspetti quali portata, velocità, continuità o meno,
complessità costruttiva e costo.
Si possono avere infatti mezzi ettometrici con portate notevolissime o al
contrario con piccole capacità di carico, con caratteri di
continuità (ad esempio i marciapiedi mobili) o discontinuità
(ad esempio gli ascensori o le funicolari).
Esistono anche mezzi con caratteri di "semicontinuità" in cui si
ha il passaggio di veicoli a breve distanza l'uno dall'altro e che
rallentano in corrispondenza della fermata tanto quanto basta per consentire
l'accesso al veicolo in movimento. I mezzi ettometrici possono inoltre
essere a guida automatica o no a seconda che siano presenti o no agenti di
guida; nell'accezione piú corrente il mezzo ettometrico é
automatico (e ció comporta - ovviamente - il monitoraggio di
sicurezza da una centrale operativa).
Le tecnologie usate possono essere diversissime - si va da marciapiedi
mobili alle monorotaie, alle navette a sostentamento magnetico, ai mezzi a
fune eccetera - e ció spiega perché non si é mai
attivato uno specifico canale di finanziamento, visto che ha prevalso sempre
la classificazione per grandi famiglie tecnologiche quali ferrovie, ferrovie
metropolitane, autobus, eccetera.
I mezzi ettometrici (anche dello stesso tipo e caratteristiche) possono
essere usati in diversi contesti e con diverse funzioni:
1. funzione di connessione tra nodi di trasporto a grande
capacità (stazioni ferroviarie o di linee metropolitane, aeroporti,
parcheggi di interscambio, eccetera) posti tra loro a distanza ettometrica
in modo da garantirne la migliore possibile interoperabilità, in
contesti urbani di grandi dimensioni. In questo caso i mezzi ettometrici
svolgono la funzione di "anello mancante";
2. con funzione di ampliamento del bacino di influenza dei suddetti
nodi, a distanze superiori a quelle pedonali ritenute accettabili;
3. al servizio delle linee di forza principali in contesti urbani
piccoli e medi, soprattutto con carattere storico ed a morfologia complessa,
dove, sia pure per brevi tratti, si ha una concentrazione di flussi di
persone;
4. all'interno di grandi complessi edilizi (aeroporti, grandi
stazioni, ipermercati eccetera);
5. su linee di forza minori in grandi contesti urbani.
La scarsa diffusione dei mezzi ettometrici fa sí che queste
importantissime e vitali funzioni, decisive per aumentare l'attrattiva del
trasporto pubblico in modo tale da renderlo effettivamente utile e
competitivo con il mezzo individuale, non siano coperte.
Va ricordato che sono comunque diverse le città che hanno in
funzione o in progetto dei mezzi ettometrici (Genova, Perugia, Orvieto,
Bergamo, Potenza per la prima categoria, Ragusa, Modica, Amalfi, Sorrento,
eccetera per la seconda).
Per quanto attiene all'uso dei mezzi ettometrici nei contesti urbani
piccoli e medi, occorre fare i conti con il pervicace luogo comune che nega
una qualsiasi soluzione strutturale ai problemi di trasporto nelle
città di queste dimensioni, consegnate per sempre
all'unimodalità (con auto, naturalmente) e, semmai, a linee autobus
che, specie nelle città di antica formazione, costituiscono sempre un
ripiego.
Oltre a quelle già note, quali scale e marciapiedi mobili (la
grande sfida tecnologica é rappresentata dai marciapiedi mobili a
velocità variabile), ascensori (verticali ed inclinati), funicolari,
funivie, monorotaie, eccetera, si hanno oggi mezzi a fune discontinui
(derivazione di quelli usati per la movimentazione degli sciatori nelle
stazioni invernali) e mezzi a sostentamento ad aria e trascinamento a fune o
magnetico. Un ultimo esempio é rappresentato, nell'ampliamento
dell'aeroporto Charles de Gaulle, da un treno che scorre lentamente in
stazione con una velocità che consente di salirvi senza
difficoltà e che, poi, accelera tra una stazione e l'altra.
Si tratta, dunque, di un mercato nuovo, tutto da creare, che va
necessariamente promosso dalla committenza pubblica in partnerariato con
l'industria privata.
Con il presente disegno di legge i proponenti intendono offrire una prima
risposta per dare soluzione a problemi di assoluta rilevanza nel campo dei
trasporti collettivi.
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DISEGNO DI LEGGE |
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Art. 1.
(Definizione)
1. Ai fini della presente legge, sono definiti "mezzi di trasporto
ettometrici" i sistemi di trasporto collettivo di persone, in sede fissa,
per distanze inferiori ai due chilometri.
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Art. 2.
(Piani di intervento)
1. I comuni interessati alla installazione di mezzi di trasporto
ettometrici, predispongono piani di intervento corredati da analisi
comparative costi-benefici, secondo i criteri e le modalità di cui
all'articolo 3, della legge 26 febbraio 1992, n. 211, in quanto compatibili
con le caratteristiche definite con il decreto di cui all'articolo 1, comma
2.
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