Assemblea - Comunicato di seduta (Resoconto sommario)

Mercoledì 5 agosto 2026 - 447ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 9:39)

Con 104 voti a favore, 62 contrari e un astenuto, l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando in via definitiva il ddl n. 2001 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti.

Il provvedimento reca misure in materia di infrastrutture di trasporto, energia, opere pubbliche, competitività del sistema produttivo, turismo, semplificazione amministrativa e rafforzamento della capacità di attuazione degli investimenti pubblici. Sono inoltre previste disposizioni volte a sostenere il conseguimento degli obiettivi del PNRR, attraverso il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale delle amministrazioni pubbliche, il potenziamento delle attività di monitoraggio e rendicontazione, nonché specifici interventi nei settori dell'istruzione, della cultura e della sanità.

Nella seduta di ieri si è svolta la discussione generale. Oggi, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha posto la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti, dell'articolo unico del ddl di conversione in legge, con modificazioni, del dl n. 107, nel testo approvato dalla Camera. Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato la fiducia i sen. De Poli (Cd’I), che ha enfatizzato il raggiungimento degli obiettivi europei, valorizzando soprattutto le misure per imprese, infrastrutture, turismo e modernizzazione della pubblica amministrazione; Damiani (FI-BP), che ha rivendicato il PNRR come patrimonio nazionale, insistendo sulla capacità di adattare il Piano ai nuovi scenari internazionali e sugli investimenti per Sud, infrastrutture e competitività; Claudio Borghi (LSP), secondo cui le numerose revisioni si sono rese necessarie per correggere le criticità di un Piano originariamente irrealistico, riconoscendo al Governo il merito di averne garantito l'attuazione e il pieno utilizzo delle risorse europee; Liris (FdI), che ha esaltato la capacità del Governo di aver reso il PNRR uno strumento concretamente attuabile grazie alle revisioni e alla semplificazione, rivendicando il primato italiano nell'attuazione del Piano e il rafforzamento delle infrastrutture come leva di sviluppo dei territori. Hanno negato la fiducia i sen. Enrico Borghi (IV), che ha accusato l’Esecutivo di aver trasformato il PNRR in un'occasione mancata, con opere incompiute, crescita economica modesta e ritardi nell'attuazione; Lombardo (Az), che, pur riconoscendo il valore del PNRR e il lavoro di tecnici e amministratori, ha denunciato la scarsa capacità esecutiva dello Stato e l'assenza di una strategia di lungo periodo; Magni (AVS), ad avviso del quale il Governo ha sprecato un'occasione storica, senza ridurre le disuguaglianze né investire su sanità, transizione ecologica, innovazione e qualità del lavoro; Elisa Pirro (M5S), che ha accusato la maggioranza di aver snaturato il PNRR con continui interventi correttivi e provvedimenti eterogenei, trasformandolo in uno strumento di "mancette"; Nicita (PD), che ha contestato lo svuotamento della missione originaria del PNRR, criticando il Governo per aver rinunciato alle grandi transizioni digitale ed ecologica, sostituendo il progetto di trasformazione del Paese con continui rinvii, deroghe e interventi frammentari.

Il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Musumeci ha reso un’informativa all’Assemblea in ordine ai recenti eventi sismici che hanno colpito l'area dei Campi Flegrei e allo stato di attuazione degli interventi per la popolazione, ribadendo che la situazione costituisce una priorità nazionale, sottolineando che la compresenza dei rischi vulcanico, bradisismico e sismico impone una strategia fondata sulla prevenzione, sulla collaborazione tra istituzioni e sul rafforzamento della consapevolezza del rischio. Ha quindi illustrato le principali misure approvate dal Governo dopo il sisma del 31 luglio: contributi per l'autonoma sistemazione delle famiglie sfollate, stanziamento di 100 milioni di euro per la riparazione e l'adeguamento sismico degli edifici inagibili, aumento dal 50 al 70 per cento del contributo per gli interventi di miglioramento sismico e potenziamento del piano di messa in sicurezza delle infrastrutture pubbliche e degli edifici strategici, con l'ampliamento degli interventi del commissario.

Hanno preso parte al dibattito i sen. Spagnoli (Aut), che ha richiamato la necessità di ripensare il governo del territorio, con particolare attenzione alla pianificazione urbanistica e al ruolo degli enti locali; Silvia Fregolent (IV), che ha giudicato insufficiente l'informativa, lamentando l'assenza di risposte adeguate all'emergenza; De Cristofaro (AVS), che ha chiesto un piano straordinario con copertura integrale degli interventi, sostegni alle famiglie e potenziamento dei servizi; De Rosa (FI-BP), che ha espresso apprezzamento per la tempestività delle misure adottate dal Governo e per il rafforzamento dei contributi e delle strutture amministrative; Nave (M5S), che ha sollecitato tempi certi nell'attuazione degli interventi, il rafforzamento del personale e maggiori risorse per la messa in sicurezza; Cantalamessa (LSP), che ha valorizzato gli stanziamenti del Governo, richiamando le responsabilità della programmazione regionale e dell'abusivismo edilizio; Michaela Biancofiore (Cd'I), che ha invitato a evitare strumentalizzazioni politiche e ad avviare una riflessione sulla riduzione della pressione insediativa nelle aree più esposte; Valeria Valente (PD), che ha chiesto il rafforzamento degli interventi strutturali, con tempi certi per i centri di accoglienza e un maggiore sostegno agli enti locali; Rastrelli (FdI), che ha ribadito il sostegno all'azione del Governo, evidenziando il passaggio da una gestione emergenziale a una programmazione strutturale.

A conclusione della discussione sulle comunicazioni del Ministro dell'economia e delle finanze in merito all'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, l’Assemblea ha approvato la proposta di risoluzione n. 3 della maggioranza, che impegna il Governo ad attivare la clausola di salvaguardia nazionale per finanziare investimenti in energia e difesa, valutando il ricorso al programma europeo SAFE, e a trasmettere al Parlamento la relazione necessaria per autorizzare il relativo scostamento di bilancio.  

Il Ministro Giorgetti ha illustrato le linee del percorso che il Governo intende seguire per l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dalla nuova governance economica europea, finalizzata ad acquisire maggiori margini di flessibilità di bilancio per investimenti in difesa e sicurezza energetica. Ha ricordato che, su proposta dell'Italia, l'ambito di applicazione della clausola è stato esteso anche agli interventi per la sicurezza energetica e ha riferito che il Governo intende avviare le interlocuzioni con la Commissione europea per un piano che prevede, nel triennio 2026-2028, un incremento della spesa pari a circa lo 0,9 per cento del PIL per difesa e sicurezza e allo 0,6 per cento per la sicurezza energetica, con interventi destinati a famiglie, imprese, infrastrutture e settore pubblico. Ha infine precisato che la definizione delle misure e il relativo scostamento di bilancio saranno inseriti nella prossima manovra, previa interlocuzione con le istituzioni europee e nell'ambito dell'adeguamento della disciplina contabile nazionale alla nuova governance economica dell'Unione.

Al termine del dibattito, nel quale sono intervenuti i sen. Turco, Elisa Pirro (M5S), Manca, Misiani (PD), Silvia Fregolent (IV), Mariastella Gelmini (Cd’I), Gasparri (FI-BP) e Garavaglia (LSP), in sede di replica, il Ministro Giorgetti ha precisato che il Governo ha promosso l'attivazione della clausola di salvaguardia solo dopo averne ottenuto l'estensione alla sicurezza energetica. Ha quindi illustrato i criteri di utilizzo dei margini di flessibilità, in ragione della diversa natura degli interventi; ha ribadito l'obiettivo di anticipare l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo e confermato che l'eventuale ricorso allo strumento SAFE sarà valutato alla luce della convenienza finanziaria e delle ricadute sulla cooperazione industriale europea. Il Sottosegretario per l’economia Freni ha poi espresso parere favorevole alla proposta di risoluzione n. 3 della maggioranza e contrario alle risoluzioni nn. 1 (di PD, M5S e AVS), 2 (di IV) e 4 (di Az).

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i sen. Lombardo (Az), che ha chiesto che la flessibilità di bilancio sia destinata a investimenti strutturali in energia (reti, accumuli, nucleare e concessioni energetiche) e non a sussidi, sollecitando l'adesione al SAFE come primo passo verso una difesa europea comune; Raffaella Paita (IV), che ha denunciato il peggioramento degli indicatori economici (crescita, debito, produzione industriale) e accusato il Governo di non avere una strategia politica per utilizzare gli spazi di bilancio, evidenziando le divisioni della maggioranza; Salvitti (Cd’I), ad avviso del quale i dati economici e i giudizi delle agenzie di rating dimostrano una gestione responsabile dei conti pubblici e un miglioramento della credibilità dell'Italia; Magni (AVS), che ha ribadito la contrarietà all'utilizzo dello scostamento di bilancio per il riarmo, sostenendo che le risorse debbano essere destinate a sanità, salari, welfare, transizione ecologica e sostegno ai giovani; Stefania Craxi (FI-BP), secondo cui l'attivazione della clausola di salvaguardia rappresenta uno strumento di responsabilità e credibilità, utile a garantire stabilità finanziaria, continuità dell'azione di governo e maggiore affidabilità dell'Italia in Europa e sui mercati; Patuanelli (M5S), che ha sottolineato che il ricorso alla clausola di salvaguardia avrebbe richiesto un voto a maggioranza assoluta poiché prelude a uno scostamento di bilancio, e ha criticato il nuovo Patto di stabilità europeo, ritenendolo penalizzante per l'Italia; Claudio Borghi (LSP), che ha difeso il maggiore ricorso al deficit per finanziare difesa e sicurezza energetica, auspicando ulteriori margini di flessibilità fiscale e cotestando le disparità nell'applicazione delle regole europee; ha inoltre ribadito la contrarietà della Lega al SAFE; Boccia (PD), che, nel criticare la gestione economica dell'Esecutivo, ha sostenuto che il Parlamento è stato chiamato a votare una delega priva di informazioni sufficienti e senza un adeguato aggiornamento della legge di contabilità, con una compressione delle prerogative parlamentari; Calandrini (FdI), che ha respinto le accuse di una delega in bianco, difendendo la scelta del Governo di richiedere maggiore flessibilità per investimenti in difesa e sicurezza energetica e rivendicando il rafforzato ruolo dell'Italia nelle decisioni europee.

(La seduta è terminata alle ore 18:10 )