Assemblea - Comunicato di seduta (Resoconto sommario)

Martedì 4 agosto 2026 - 446ª Seduta pubblica

(La seduta ha inizio alle ore 9:37)

L’Assemblea ha approvato in prima lettura il ddl n. 1779 recante disposizioni in materia di protezione civile.

Il relatore, sen. De Priamo (FdI), ha illustrato il provvedimento, articolato in due Capi. Il Capo I istituisce specifiche sezioni contrattuali per il personale dirigenziale e non dirigenziale, definendone il trattamento economico e giuridico, con particolare riguardo a indennità, formazione, tutela assicurativa e disciplina dell'orario di lavoro. Il Capo II interviene sulla responsabilità delle autorità, degli operatori e dei volontari della Protezione civile, introducendo linee guida nazionali per formazione e addestramento e una disciplina sull'esclusione della punibilità per reati colposi in presenza del rispetto delle raccomandazioni operative o delle buone pratiche. In Commissione è stato introdotto l’articolo 6-bis, che prevede una relazione biennale al Parlamento sull'attuazione della legge.

Al termine della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Bazoli, Giorgis (PD), Scalfarotto (IV) e Felicia Gaudiano (M5S), il Ministro per i rapporti con il Parlamento Ciriani ha ribadito che il provvedimento è una riforma di sistema per rafforzare la Protezione civile, tutelando volontari e amministratori senza introdurre alcuna impunità: la responsabilità penale resta per il dolo, mentre le ulteriori misure saranno completate con la legge delega e la legge di bilancio.

Approvato l’articolato, con l’accoglimento dell’ordine del giorno G6.210, del sen. Dreosto (LSP) e altri, nelle dichiarazioni di voto sono intervenuti i sen. Dafne Musolino (IV), Mariastella Gelmini (Cd’I), De Cristofaro (AVS), Daniela Ternullo (FI-BP), Dreosto (LSP), Parrini (PD) e Della Porta (FdI). I Gruppi di maggioranza hanno apprezzato una riforma attesa che rafforza il sistema della Protezione civile, valorizzando il personale e i volontari con nuove tutele contrattuali, formative e assicurative. Hanno difeso la disciplina della responsabilità penale, escludendo che si tratti di uno "scudo" o di una forma di impunità, ribadendo la necessità di garantire maggiore serenità operativa a chi interviene nelle emergenze. Pur condividendo l'obiettivo di valorizzare la Protezione civile, le opposizioni hanno annunciato un voto di astensione, poiché hanno ritenuto il provvedimento incompleto, stigmatizzando l'assenza di risorse aggiuntive, la clausola di invarianza finanziaria e una disciplina della responsabilità penale sbilanciata, sostenendo che la tutela degli operatori debba accompagnarsi a maggiori investimenti in formazione, sicurezza e organizzazione, senza limitare eccessivamente il ruolo del giudice nell'accertamento delle responsabilità.

L’Assemblea ha avviato l’esame del ddl n. 2001 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti, già approvato dalla Camera dei deputati.

Il Presidente della 5ª Commissione, sen. Calandrini (FdI), ha riferito all’Assemblea che la Commissione non è riuscita a concludere i lavori in sede referente e quindi a dare mandato al relatore. A seguito dell’esame presso l’altro ramo del Parlamento, il testo è stato significativamente ampliato mediante l'introduzione di numerose disposizioni aggiuntive, che ne hanno esteso l'ambito di intervento. Il provvedimento reca misure in materia di infrastrutture di trasporto, energia, opere pubbliche, competitività del sistema produttivo, turismo, semplificazione amministrativa e rafforzamento della capacità di attuazione degli investimenti pubblici. Sono inoltre previste disposizioni volte a sostenere il conseguimento degli obiettivi del PNRR, attraverso il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale delle amministrazioni pubbliche, il potenziamento delle attività di monitoraggio e rendicontazione, nonché specifici interventi nei settori dell'istruzione, della cultura e della sanità.

Nella discussione generale sono intervenuti i sen. Silvia Fregolent, Dafne Musolino (IV), Nave, Elena Sironi, Gabriella Di Girolamo (M5S), Simona Malpezzi, Beatrice Lorenzin (PD), Magni (AVS), Elena Testor (LSP) e Russo (FdI). La maggioranza ha sostenuto il decreto quale strumento di accelerazione dell'attuazione del PNRR, valorizzandone le misure di semplificazione amministrativa, il rafforzamento dei poteri attuativi e gli interventi sulle infrastrutture strategiche. È stata rivendicata la scelta di concentrare le risorse sul completamento delle opere, ritenendo prioritaria la piena capacità di spesa dei fondi europei. Le opposizioni hanno criticato il decreto per l'assenza di una strategia organica sul PNRR, denunciando il progressivo ridimensionamento degli obiettivi originari attraverso rimodulazioni, proroghe e commissariamenti. È stato contestato un approccio orientato al conseguimento formale dei target europei, a discapito della qualità degli investimenti e dell'impatto su infrastrutture, servizi pubblici, coesione territoriale, transizione ecologica e politiche sociali.

(La seduta è terminata alle ore 18:38 )