Giovedì 16 luglio 2026 - 438ª Seduta pubblica
A conclusione della discussione congiunta su risoluzioni della 1ª Commissione concernenti gli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, l’Assemblea ha approvato i Doc. XXIV, nn. 45, 46, 47 e 48, che impegnano il Governo a proseguire il percorso per l'attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle Regioni interessate, garantendo trasparenza, coinvolgimento degli enti locali e rispetto delle prerogative statali. Chiedono inoltre di adeguare gli schemi di intesa, individuare le norme statali che cesseranno di applicarsi, rafforzare gli strumenti di valutazione e completare il federalismo fiscale.
Nella seduta di ieri è iniziata la discussione congiunta, che si è conclusa oggi con gli interventi dei sen. Garavaglia (LSP), secondo cui le differenze territoriali dipendono dalla qualità della spesa e non dal livello di autonomia o di finanziamento; Giorgis (PD), che ha sottolineato l’assenza di LEP, fondo perequativo, adeguata istruttoria e valutazione degli effetti sulle altre Regioni; Berrino (FdI), che ha richiamato i benefici concreti dell’autonomia, soprattutto nella protezione civile e nella disciplina delle professioni, grazie a decisioni più rapide e aderenti alle esigenze dei territori. Il Ministro per gli affari regionali e le autonomie Calderoli ha espresso parere favorevole alle proposte di risoluzione approvate dalla 1ª Commissione, preannunciando un orientamento contrario sugli ordini del giorno e riservandosi di fornire, ove necessario, una motivazione più approfondita su singoli testi.
Nelle dichiarazioni finali congiunte sono intervenuti i sen. Spagnolli (Aut), che ha ribadito il valore dell'autonomia come assunzione di responsabilità, chiedendo anche una riallocazione del personale statale verso le Regioni; Dafne Musolino (IV), secondo cui le intese non rispettano i principi indicati dalla Corte costituzionale e non chiariscono coperture finanziarie e reali finalità; Mariastella Gelmini (Cd’I), che, nel ricordare che il percorso è iniziato con Governi di centrosinistra, ha sostenuto che le intese riguardano materie non LEP e non compromettono l'unità nazionale né i diritti dei cittadini; De Cristofaro (AVS), che ha espresso la forte convinzione che le intese ampliano i divari territoriali, soprattutto a danno del Mezzogiorno, accusando il Governo di indebolire la solidarietà nazionale; Rosso (FI-BP), che ha rivendicato il valore politico dell'autonomia come strumento di responsabilizzazione dei territori e di maggiore efficienza amministrativa; Cataldi (M5S), ad avviso del quale le intese violano il principio di uguaglianza, ribadendo che il M5S è favorevole all'autonomia solo dopo la piena garanzia dei LEP su tutto il territorio nazionale; Romeo (LSP), che, nel respingere le accuse di voler dividere il Paese, ha spiegato che l’autonomia non sottrae risorse ad altri territori ma distribuisce poteri e libertà di scelta; Boccia (PD), che ha rilevato che le pre-intese nascono da uno scambio politico interno alla maggioranza, anziché da un reale interesse per il Paese, accusando il Governo di sacrificare i diritti dei cittadini e il ruolo del Parlamento a favore di una logica di convenienza politica; Speranzon (FdI), che, contrapponendo il modello della responsabilità amministrativa al centralismo, ha parlato di attuazione di una previsione costituzionale rimasta incompiuta per oltre vent'anni, sostenendo che il Governo Meloni sta mantenendo un impegno assunto con gli elettori attraverso un percorso rispettoso delle regole.
Sono stati respinti gli ordini del giorno presentati.
(La seduta è terminata alle ore 14:17 )